Stamattina torno da una riunione e trovo una bustina davanti alla tastiera del pc. Sembrava un invito ad un compleanno, ho pensato Che bello, una festa!

Apro e trovo il messaggio di un anziano signore che lavora in ufficio, il suo è davanti alla mia scrivania. Con le sue gentili parole mi dà il benvenuto nel dipartimento e mi regala una gift card per il supermercato.

Resto sbalordita. Lavoro nel nuovo ufficio ormai da due mesi e le cose non sembravano andare troppo bene con gli altri. Poi invece questa accoglienza così silenziosa eppure piena di calore. Mi affaccio timidamente alla sua porta, lui è uno molto riservato, sarei entrata per abbracciarlo se lui avesse accennato a girarsi completamente, invece ha sorriso un po’ imbarazzato mentre il suo corpo diceva si si non c’e’ bisogno e ho ripetuto grazie 4 volte. Ero commossa.

Qualche giorno fa ho postato sulla pagina fb una foto del babyshower che abbiamo organizzato abbiamo un collega, e nel post erano linkati due miei vecchi post. Mentre scrivevo pensavo che durante la mia gravidanza avevo sperimentato per la prima volta che cosa fosse l’odio virtuale: una persona che mi seguiva e a cui apparentemente ero simpatica sparlava di me su altri blog. Avrei voluto scriverlo, ma ho invece deciso di concentrarmi sulle cose belle che invece ho ricevuto durante la gravidanza:

le persone

Il penultimo post ha avuto commenti da amiche che nemmeno credevo mi seguissero più. Ho riletto nomi che erano sempre presenti 5 anni fa, è stato un piacere immenso trovarle. Grazie di cuore.

E la stessa sorpresa è arrivata dalle mie amiche di chat, che non mi commentano mai, non pensavo mi leggessero ancora, tranne un paio. Mi hanno ringraziato per averle fatte riflettere e per l’ottimismo che traspariva dalle mie righe.

Io non ero così. Non starò a spiegare ancora perché vivere qui è infinitamente più facile e meno preoccupante che vivere in Italia, ma sicuramente e’ stata la sovraesposizione social ad avermi cambiata. Cosi’ come tante amiche hanno chiuso i loro blog, anche io ci ho dovuto sbattere la faccia mille volte per capire che no, su facebook e su whatsapp non ci si riesce a spiegare. Sandra lo so che lo dici da anni, hai ragione.

Forse dipende dall’età, forse dal fatto che sono diventata mamma, forse la serenità che vivo è la conseguenza del vivere in America. E siccome vivo in Florida, questa è Floridipity.

Secondo regalo ricevuto da un altro anziano capo di dipartimento, e domenica sono ad un pranzo a casa di un collega. Mi sa davvero che le apparenze ingannano.

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