Miami, giorno 53: mojito!

Siamo arrivati al giorno 53 di quella che in Italia si chiama quarantena e qui lockdown, e mi pare di aver capito che né per voi né per noi si intravede ancora alcuna sostanziale via d’uscita.

Uscita, che parola irriverente.

Facciamoci un mojito, allora.

Il mojito è il classico cocktail che si beve a Miami, con quel tanto di rum e la yerba buena, o menta piperita, che fanno subito Cuba. È un cocktail rinfrescante e un po’ insidioso, con una dolcezza che ti ammalia e poi ti stende. In realtà non è particolarmente alcolico, certo dipende che tipo di rum si utilizza, ma qui con il caldo che fa è subito festa.

Perché si chiama mojito?

Secondo una teoria, i pirati dell’inglese Sir Francis Drake durante un tentativo di invasione a L’Avana furono colpiti da dissenteria e scorbuto. In cerca di aiuto presso la popolazione locale, ricevettero lime, succo di canna da zucchero, aguardiente (un precursore del rum) e foglie di menta.

I pirati mischiarono gli ingredienti, e crearono una bevanda che chiamarono Draque.

“Mojo” in africano significa fare una fattura. Proveniente dagli schiavi africani presenti a Cuba per lavorare la canna da zucchero, la parola avrà inteso indicare il tentativo di liberarsi degli invasori con aguardiente e canna da zucchero.

Leggi anche: Pirati della Florida, da St. Augustine a Gasparilla Island

Nel 1862 il fondatore di Bacardi’ Don Facundo Bacardi prese la ricetta originaria del draque e sostituì l’aguardiente con il rum. Nacque così il mojito come lo conosciamo oggi.

Il mojito divenne un long drink estremamente popolare per il suo gusto fresco, tanto che venne perfino attribuito a Ernest Hemingway. Si diceva che negli anni ’40, alla Bodeguita del Medio, lo alternasse al più preferito daiquiri. Ma pare sia una bufala.

E sì, si dice Bacardi’.

Ingredienti per un buon mojito

Schiacciare con un pestello le foglie di menta sul fondo e sulle pareti di un bicchiere alto e resistente. Spremere una fetta di lime per rilasciare l’olio dalle foglie di menta. Aggiungere poi lo zucchero e altri due spicchi di lime, stavolta per rilasciare il succo dell’agrume.

Riempire il bicchiere con ghiaccio, versare 2 parti di rum e una parte di acqua tonica. Mescolare con un bastoncino e decorare con il lime rimasto e il rametto di menta. Top sarebbe anche un bastoncino di canna da zucchero, se amazon consegna in tempi decenti. Qui siamo ormai a una settimana, che Bezos le sta tentando tutte per evitare di farci fare acquisti inutili.

Da mercoledì a Miami riaprono campi da golf, marina, parchi. Di scuole e campi estivi non se ne parla nemmeno qua. Ce ne faremo una ragione.

Buona settimana!

Foto in apertura: @jsfoodphotography per unsplash

3 pensieri su “Miami, giorno 53: mojito!

  1. Il mojito l’ho scoperto tardi, nel senso che ho sempre prefrito lo spritz ma ora se la giocano e comunque sappi che nel mio romanzo in uscita ci sarà proprio un mojito in copertina, disegnato a mano molto bene.
    Resistiamo Lucy.
    Un abbraccione

    Piace a 1 persona

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