La bellezza nelle piccole cose

Da quanto stiamo a casa? Che giorno è? Ho perso la cognizione del tempo, e in qualche modo mi sembra una cosa positiva. Tempi lunghi, relax, niente di urgente all’orizzonte. Come diceva qualcuno all’inizio di questa quarantena, ci viene richiesto di proteggere noi e gli altri stando seduti sul divano. Non esattamente qualcosa di cui lamentarsi.

Nel momento in cui edito il post sono arrivate le face shields, che qui portano già in tanti. Pensando al momento in cui riaprirà un po’ tutto, two is megl che one.

vuoi non avere la foto ricordo di questo indimenticabile periodo storico?

Io lavoro da remoto, mio marito è stato licenziato già a metà marzo. Non abbiamo mai passato tutto questo tempo insieme, tutti e tre, ogni giorno. Certamente se avessimo potuto uscire avremmo costruito un altro genere di ricordi, ma per una bambina di sette anni cosa c’è di meglio che stare con i propri genitori? Tra l’altro in questa convivenza 24/7 ha migliorato l’italiano in un modo inaspettato!

Lei ha avuto un solo meltdown, come dicono qui. Un momento di sconforto la settimana scorsa quando ha chiesto quasi in lacrime perché non potesse vedere i suoi amici, andare a scuola e fare attività. Le ho spiegato dolcemente che il virus non ci permette di correre rischi di questo tipo, e che in questo momento dobbiamo stare a casa.

Che poi ogni pomeriggio la porto a giocare al parco, insieme ad una compagna di classe. La bimba non ama correre né stare sull’erba né giocare a palla (…) quindi abbiamo comprato un monopattino e loro sfrecciano felici. A volte incontriamo altri compagni di classe, la fortuna di aver cambiato casa in tempo per essere in quarantena nella zona della scuola e fare vita di quartiere.

La scuola e’ stata magnifica. Tre ore al giorno via Zoom, con la maestra, spettacolare. Ho mandato diverse mail di ringraziamento a lei e alla preside, la scuola ha gestito l’emergenza egregiamente. E io ho potuto lavorare!!

Addirittura Picci ha fatto due lezioni di catechismo online – infatti lo scorso ottobre aveva iniziato la preparazione al catechismo!

Mia mamma si sta godendo le temperature e il sole caldo, ed e’ nera come un tizzone. Certo qui passeremo dritti dritti dalla quarantena alla stagione degli uragani, se non altro un po’ di scorte di scatolame lo avevamo già fatto – e che come ogni anno, non consumiamo volentieri.

Io ho ritrovato il tempo per fare un po’ di attività fisica. Faccio circa 7 km al giorno e non ho perso un etto, ma non è meraviglioso? Forse perché i nostri pranzi quotidiani sono come quelli della domenica con le pastarelle?

Ho imparato a fare il pane! Leggi Pane comodo, per sopravvivere in quarantena

Abbiamo potuto vedere i nostri amici col contagocce, ma che meraviglia quando e’ successo.

La perdita del lavoro dello Chef e’ stata una benedizione. Eravamo già stufi degli operai incapaci, e il giorno in cui gli abbiamo comunicato che non avremmo potuto proseguire anche i lavori al piano di sopra, hanno un po’ cincischiato e poi sono spariti.
Abbiamo aspettato un mese, poi l’assicurazione ha chiesto il certificato per l’impianto elettrico e siamo stati costretti a cercare qualcun altro che finisse il lavoro. Tramite il nostro amico e’ arrivato un elettricista, e questo poi ci ha dato il nome di una persona che potesse fare gli altri lavori di muratura.

Ed e’ arrivato il nostro angelo.

Una persona che, attenta ai dettagli, ha iniziato le piccole riparazioni. Esattamente come chi lo ha preceduto, ogni volta che metteva mano a qualcosa ha trovato una magagna. Pazientemente, e in silenzio, ha rimesso le mattonelle che non erano state stuccate, ha sistemato il miscelatore della doccia che era stato montata al contrario, girato la serratura della porta di ingresso, anche quella al contrario, sistemato la luci sotto i pensili, ricoperto un buco gigantesco che l’incapace aveva fatto, e per fortuna che non aveva bucato il muro della casa da parte a parte come intendeva fare. Ha poi dovuto ri-aprire la doccia perché i tubi caldo e freddo erano stati invertiti, insieme ad un idraulico ha sistemato i rubinetti per l’acqua alla lavatrice e al frigorifero (anche li’, acqua calda chiusa), e poi hanno aggiustato il sotto lavello, dove era stato messo il tubo di un frigorifero anziché quello di scarico della lavastoviglie. Poi con l’elettricista ha trovato un principio di incendio in due fili collegati alla buona, da cui dipendeva appunto la lavastoviglie, ha messo la cornice ai pensili e quella alle basi, ha ri-stuccato, ri-rasato, e ri-verniciato quello che era stato cincischiato. E ora la nostra casa e’, pressoché, finita.

E ovviamente lo stacca/attacca la corrente ha mandato in tilt l’aria condizionata, ma per fortuna ce la siamo cavata con un breve intervento, dopo che per 6 giorni abbiamo raccolto acqua a secchiate. Ovviamente, mentre scrivevo questa frase, l’aria condizionata e’ saltata e non c’e’ verso di ripristinarla. Magari dovremo cambiarla? E va be, l’avremo nuova! Devo anche dire di essere appena scivolata nel cortile, e due settimane fa ero scivolata nella vasca da bagno, ma hey, non mi sono fatta altro che un gran livido!!

Quel gran genio del mio amico
Lui saprebbe cosa fare
Lui saprebbe come aggiustare
Con un cacciavite in mano fa miracoli

Miami e’ stata toccata dal virus solo di striscio. Dopo un tempo infinito, dallo scorso lunedì hanno riaperto i negozi al 25% della capacita’, da oggi riaprono i ristoranti al 50% della capacita’, lunedì prossimo riaprono spiagge e alberghi a Miami Beach. Nei dintorni hanno riaperto già – Naples, West Palm Beach, manchiamo solo noi. I summer camp riaprono, ma onestamente non me la sento di rischiare. Piano piano pero’ si torna alla normalità, o meglio ad una pseudo normalità.

Il mio lavoro da remoto e’ stato esteso fino al 6 luglio. Ho in mente un piccolo piano per il blog, piccoli cambiamenti, se riuscirò a realizzarli spero saranno apprezzati.

E voi? Come va con il vostro tempo dilatato?

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