Sai quando si dice “Italians…” scuotendo la testa in segno di riprovazione. Questa viene a cecio con la riflessione di qualche ora fa.
Mi telefona il mio promesso per un salutino veloce dal suo posto di lavoro e mi racconta di essere stato chiamato in sala da una coppia di italiani che volevano sincerarsi che lo chef del ristorante fosse effettivamente un italiano come gli aveva già detto il cameriere. Dopo le presentazioni di rito il cliente, napoletano, sulla settantina, gli racconta di aver voluto conoscerlo perché in diversi ristoranti di Miami Beach non è riuscito a mangiare un piatto di spaghetti come si deve.

Per inciso: mio padre era napoletano, pace all’anima sua, e aveva ovviamente il peggior difetto dei napoletani: da nessuna parte si mangia bene come a Napoli. Che palle. E allora dico io, ma che ci vai a fare in giro per il mondo se tanto poi sempre spaghetti al pomodoro ordini? Che poi ti fanno sempre schifo. E lo stesso vale per il caffè e la pizza. E la mamma, ma di quella ce n’è una sola.

ma quanto è bravo il mio promesso?

Stupito dal racconto, perché Miami Beach è piena di ristoranti italiani (due anni fa conobbi un ristoratore romano, simpaticissimo, a Miami da trent’anni e non conosceva mezza parola di inglese. Parlava italiano con tutti, chi lo capiva lo capiva. Lo capivano, ovviamente), il napoletano prosegue dicendo che gli hanno sempre servito quattro spaghetti scotti affogati in una latta di salsa. Lui vuole un piatto di spaghetti al pomodoro, al dente. La moglie è meno rompina e più curiosa, e chiede al mio promesso che cosa fosse il churrasco. Il marito interviene per chiedere che parte del manzo fosse, e aggiunge: ma lo sa che non riesco a mangiare due uova al tegamino? Forse perché non sa ordinarle, pensa il mio promesso. La signora domanda informazioni sulla frittura di calamari, il mio promesso spiega che è un tempura, il marito interrompe dicendo che la frittura non lo convince. Alla fine lei ordina tempura e churrasco e lui spaghetti al pomodoro e uova al tegamino, senza però dimenticare di informarsi sul formaggio che gli avrebbero grattato sulla pasta: usano parmigiano o parmesan? Bravo, chiedi all’oste se il vino è buono.
Al termine del pranzo il mio promesso torna da loro per sapere se il pasto fosse stato di gradimento. Lei era entusiasta, lui senza enfasi gli fa: “Buono, buono… Senta, io gli shpaghetti li volevo crudi, ma lei questo non lo può sapere”.

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