Amo il senso dell’umorismo del mio promesso. Negli ultimi giorni si lamenta spesso che i suoi colleghi di lavoro, tutti come lui al termine del percorso di studi, improvvisamente si sentono grandi chef ai quali non spettano i compiti più noiosi e faticosi, come pulire al termine di una giornata di lavoro o lasciare tutto in ordine affinché chi inizia il turno successivo possa trovare le cose organizzate come le ha lasciate.

E spesso è lui, con una mansione superiore alla loro, a doversi occupare delle beghe.

Oggi mi fa: “Ho le mani che puzzano incredibilmente di pesce, ho dovuto porzionarlo per metterlo in frigo in attesa delle ordinazioni.
E io: “Ma come, porzionavi il pesce l’anno scorso che eri cook 3 e ora che sei cook 1 te ne occupi ancora tu?
Sì ma ora taglio quelli grandi“.
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