Ci sono solo due motivi di lite tra il mio promesso e me, ed il secondo è la politica. Lui ha una visione degli avvenimenti molto limpida, devo ammetterlo, è capace di leggere situazioni in divenire con un buon anticipo. Ma una cosa di lui che mi manda il sangue in testa è quando mi dice che sono comunista.
Co-mu-ni-sta.
O che in Italia vige il comunismo.
Co-mu-ni-smo.
Che tutt’al più  mi puoi dare della socialista, quando il socialismo aveva ancora uno scopo (nell’ottocento intendo), figuriamoci cosa ne può essere rimasto oggi di queste ideologie. Alle politiche del 2006 per protesta ho votato Rosa nel Pugno, mentre nel 2008 non sono andata a votare (e chi altrimenti? Il piddì? ‘Sti ipocriti moribondi?). Oggi vivo con fastidio tutta la politica ma in particolare ciò che viene da quella metà lì, detesto il fatto che annusino la piazza e poi si facciano portavoce di movimenti popolari. Sono riusciti a disperdere le energie di un bel gruppo spontaneo e di protesta come Se non ora quando. Lo hanno fagocitato. Si sono fatte fagocitare.
Ma se devo essere sincera la cosa che mi urta di più sono le persone che non si arrendono al passare del tempo e delle utopie.

A febbraio “un’amica di facebook” (mai conosciuta) mi introduce in un gruppo, onestamente manco mi ricordo come si chiama. Le promotrici scrivono post tipo “allora chiamiamo il collettivo a radunarsi in via xxx alle 20 a casa della compagna yyy per discutere le forme di protesta”. Collettivo?? Compagna??? E il ciclostile dove l’hai lasciato?

Dopo qualche ora la tipa si lamenta delle scarse adesioni, tanti partecipanti al gruppo ma pochi membri attivi. Faccio notare, senza polemizzare col Compagna, sò fatti vostri se volete vivere fermi a quarant’anni fa, che forse come modalità organizzativa è un tantino obsoleta, e che può essere proprio questo a respingere le più giovani ma più pure ed idealiste che vorrebbero magari tentare ad affacciarsi alla politica. Ovviamente non ha gradito il mio punto di vista e voleva avere ragione lei, ho ringraziato per l’invito non richiesto e sono uscita dal gruppo.

Detesto anche il veterofemminismo. Qualche settimana fa leggo un post di un gruppo invece interessante che commentava la nuova cartellonistica di Intimissimi con Adriana Lima che indossa uno slip maschile (bellissima e sexy ma senza volgarità, ché quando ho visto la pubblicità mi è venuta voglia di comprarli, ‘sti diabolici di creativi!). Il post diceva ca***te tipo il nuovo sfruttamento del corpo della donna per far comprare mutande agli uomini, oppure lo sfruttamento subdolo della mente della donna che poi va a comprare le mutande al suo uomo eccetera. A parte che io non mi sento una demente se compro mutande al mio uomo, ma forse questo è un problema mio direte voi. Scrivo: Non può essere che magari il target della pubblicità non è un uomo, ne’ una donna, ma una ragazzina che da domani penserà Quant’è figo mettere le mutande da maschio? No, sono andate avanti con cinquecento commenti stile L’utero è mio e lo gestisco io.

Tornando alle liti col mio promesso, io sono comunista perché ho votato Pd. Incontrovertibile. Però se gli rispondo che lui è fascista perché ha votato An no, lui è obiettivo. Che Fidel Castro mi sta sulle balle per come ha ridotto alla fame un’isola, e l’altro giorno che ho visto il link all’ennesimo omaggio di Minà al lider minimo mi sono girate a elica, e quando qualcuno mi dice “Devo andare a Cuba prima che muoia Lui” rispondo ecco, bravo, vai a guardare coi tuoi occhi e vedrai i bambini che bevono nelle pozzanghere e i negozi per la distribuzione delle razioni della libreta con gli scaffali vuoti. Le razioni. Come nei lager. Quanto è democratico avere poco ma tutti. Certo, non vedi quanto poco ha il tuo bel barbuto? Non sarà che alcuni sono più uguali di altri, o vale solo per “i capitalisti”?

Non sopporto D’Alema, non sopporto Fassino ne’ Bersani. Non sopporto il politically correct dei radical chic verso i rom, mica ce stanno loro sul 490 nella calca a difendere la borsa dalle grinfie de ‘sti parassiti. So’ tanto gitani, per carità, e Kusturica li ha celebrati alla grande, ma guarda che schifo è l’accampamento al Tredicesimo dell’Aurelia o quello sulla Pontina. Che alla ragazzina che c’era a scuola, intelligentissima e curiosa di imparare, col cavolo che le hanno consentito di continuare a frequentare le lezioni. Quattordici anni? A rubare! E perché gli zingari finlandesi, tanto per citare un paese che conosco, non sono lerci come quelli che stanno da noi? Da noi arriva sempre il meglio.

Non sopporto quelli di sinistra che si oppongono alla costruzione di nuove carceri perché siamo tanto democratici, ma quando il fascio picchiatore viene rimesso in libertà dal magistrato (ormai nelle carceri c’è posto solo nelle toppe delle chiavi) allora in Italia non c’è certezza della pena.

Non sopporto quelli che votano a sinistra ma non fanno fattura e evadono le tasse, però poi vanno all’ospedale pubblico a farsi curare, e magari mandano i figli in una scuola statale e si lamentano che bisogna portare pure la carta igienica.
Non sopporto gli snob che dicono Mi fanno schifo i centri commerciali pero’ poi vanno li’ per comprare il pallone per la spiaggia. Ma come, non supporti il commercio locale di Maccarese?

Insomma, vorrei tanto sapere cosa ho della comunista. Non mi sono mai fatta una canna, manco un tiro. Mi fa schifo comprare le cose a Porta Portese (a parte che non trovo mai niente di seconda mano, sono troppo alta). Detesto la sciattezza e mi piace l’acqua. La fissa per il cinema uzbeko mi è quasi passata. Mi piace il pop e mi fanno c****e i posse. Sono stata al centro sociale una sola volta in vita mia e mi sono annoiata. Le borse di tela le uso solo per andare al mare. Mi fanno abbastanza schifo i dreadlock e i piercing, anche se questi sono abbastanza trasversali.
Amore mio, si può sapere cosa ho della comunista?!?

Annunci