E ne ho combinata una stasera… Il classico lapsus, l’atto mancato, aggressività repressa, come la vogliamo chiamare? Ma davvero non ne potevo più e il mio subconscio si è liberato. Ora il conscio dovrà assumersi le conseguenze.
La mia amica da tre anni, dico, tre anni, vive una storia con un uomo sposato. Il quale si sta comportando come tutti gli uomini sposati con l’amante: temporeggia, procrastina, mente.
Stasera la mia amica mi chiama per dirmi che domani sera non ci vedremo più a casa sua ma a da un’altra amica, perché lei ha litigato furiosamente con il suo mellifluo impostore. Mellifluo perché è un seduttore, non nel senso che è bello e seduce, ma nel senso che tenta sempre di blandirti, di intortarti, di lambirti, perché tu possa pendere dalle sue labbra e adorarlo. Il mellifluo ha circuito così tutta la famiglia della mia amica, nonna novantaquattrenne compresa. E nessuno che gli dica Senti, ma tu a mì fija te la sposi o nun te la sposi?!?

Insomma, mi chiama per dirmi dell’appuntamento spostato, le chiedo come mai e lei mi racconta di aver di nuovo litigato col mellifluo, come al solito per un motivo idiota, perché tanto lui è mellifluo con gli altri quanto sa essere sporco, volgare e aggressivo con lei, per qualsiasi pretesto. E mentre lei si sfoga, al solito, io mi chiedo perché riesca a chiamarmi sempre mentre aspetto la telefonata del mio promesso; e ascolto e taccio, che altro non voglio fare perché dopo tre anni mi sono stufata di dirle Ma mandalo a cag stendere. E mentre ascolto e taccio arriva l’sms dal mio promesso: “Sono in strada, sto andando al lavoro ma il tuo tel è sempre occupato“. Gli rispondo “I soliti czi della mia amica. Arrivo“. Mi congedo velocemente da lei, le dico di richiamarmi tra mezz’ora o quando vuole nella serata.
Lui non mi richiama.
Lei non mi richiama.

Ho scritto a lei, non a lui.

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