Siccome sono una che solitamente non si fa problemi a manifestare la rabbia – che come arriva se ne va – attiro passivo aggressivi, quelli che invece la rabbia la negano e la trasformano in qualcos’altro. La negano per vari motivi, di solito: perche’ gli e’ stato insegnato che non sta bene esprimere la rabbia, o non gli e’ stato insegnato come manifestarla appropriatamente; perche’ credono che manifestando la rabbia verso qualcuno questo li abbandonera’; perche’ ne va della loro immagine di perfezione che distribuiscono al mondo. Quindi, dipende. Ma e’ un meccanismo di difesa estremamente frequente, soprattutto tra le donne.
Ritengo di essere rompipalle un po’ come Laura Morante, che in una intervista rilasciata a il Messaggero dichiara:

«Sono abbastanza facilitata dal fatto che non temo i conflitti. Non mi spaventano le situazioni complicate o in cui è necessario confrontarsi, mentre le situazioni troppo pacificate non mi stimolano. Amo i rapporti dialettici che fanno crescere»

E ritengo sia per lo stesso motivo che mi riesce abbastanza facile riconoscere le situazioni in cui la rabbia viene ingoiata introvertita o semplicemente scissa e proiettata su altri, negandola a volte perfino a se stessi per i suddetti motivi.

Chi scinde e proietta nega l’evidenza due volte: i passivo aggressivi sono also known as muro di gomma, una fatica improba inutile fargli comprendere in che modo sono stati aggressivi. Per loro evitare il conflitto significa mantenere la benevolenza degli altri, a tutti i livelli gia’ discussi.

Negli ultimi giorni sono stata tempestata di messaggi di persone che hanno avuto a che fare con passivo aggressivi, percio’ ho deciso di fare un sunto a beneficio di chi ancora non ha ben presente come si manifesti questa doppiezza.

Con le suocere si spara sulla croce rossa. La mia amica scopri’, gia’ raccontato in questo post, di essere l’unica adulta a sedere al tavolo dei bambini solo una volta che la padrona di casa assegno’ i posti agli altri invitati. Oppure la mia, che risentita per il fatto che My ed io passammo un weekend fuori da soli, al ritorno aprimmo la porta e
Ciao, mamma.
Sono stata benissimo da sola.

Oppure
Oggi siamo felici, Lucy ha avuto la green card!
Io ho avuto il rimborso che aspettavo.

O ancora
Ho bisogno delle medicine (lei non chiede, afferma, e non mi nomina mai, al massimo sono tua madre quando parla alla Picci).
Non posso uscire – le dico – ho il colpo della strega.
Anche io.

L’aggressivita’ passiva si nutre di rancore inespresso. Non sarebbe mille volte piu’ idoneo ad una relazione dire Sei un idiota Mi hai fatto veramente arrabbiare? No, non sta bene, meglio un piccolo sabotaggio e mantenere la relazione (apparentemente) identica ad un minuto prima.

La futura cognata disse ad una mia amica (alla loro prima conoscenza!) Mio fratello sta diventando vecchio ed e’ per questo che ha deciso di sposare te, non avrebbe mai trovato un’altra.
E poco dopo Tu sei cosi’ alta e magra, ma a lui sono sempre piaciute bionde e basse, vedrai che tra qualche anno ti lascera’ per una cosi’.
E ancora durante la cena Tu sei così magra perche’ bevi mentre mangi e ti riempi lo stomaco di acqua.

Poi c’e’ la versione social, credo la piu’ diffusa in assoluto. I migliori sono quelli che ti detestano da tempo ma tu non lo sai, gli chiedi l’amicizia, te la danno e poi due giorni dopo ti cancellano. Oppure quelli che sono arrabbiati con te per qualche ignoto motivo e non interagiscono piu’, scrivi e non rispondono, tagghi e non commentano, eccetera. Oppure i blogger che rispondono a tutti i commenti tranne al tuo, e se tu cadi dalle nuvole e chiedi spiegazioni rispondono Il tuo l’ho letto dopo. Che strano, risposto a tutti, zompato proprio il tuo. Pero’ concludono la risposta con un bel bacio.

E’ chiaro che per tante persone ingaggiare una discussione con qualcuno di cui non importa molto e’ semplicemente inutile, e quello non lo definirei passivo aggressivo proprio perche’ “dentro” non c’e’ alcun sentimento negativo. E’ invece passivo aggressivo essere arrabbiati con qualcuno e non spiegare la situazione, e’ passivo aggressivo rivalersi su qualcuno facendo finta di essere amichevole, e’ passivo aggressivo evitare di misurarsi al livello del sentimento che si prova.

Quando due litigano una sbatte il telefono in faccia all’altra, quella richiama immediatamente e driiiiiin, driiiiiiin, driiiiiiin, duemila chiamate senza risposta, finche’ l’altra risponde e con la voce piu’ artefatta del mondo dice

Scusa, stavo facendo la doccia.

Oppure gli uomini quelli dal locus of control esterno che hanno il terrore di dire Scusa, pure oggi sono uscito in ritardo e ti faccio fare tardi e danno sempre la colpa al traffico, al tempo, all’ascensore rotto, a nonna morta e al pupo che gli ha pisciato la giacca.

Ma ne avrei ancora a pacchi. Inviti una drag queen a Sanremo e lo fai solo per ascolti, chissa’ dentro di te che pensi di quella persona, mica la chiami col suo nome d’arte, no?, la chiami col nome di battesimo da uomo.

O la mia relatrice, che siccome soffriva di ansia insonnia riteneva giusto chiamare alle 7.10 del mattino.
Nel 1996.
Sul telefono fisso di casa.

O di quella volta che io stessa, satura dalle lamentele di una mia amica ingarbugliata in una situazione talmente palese ma che lei non voleva ammettere, mando un sms a lei anziche’ a My come credevo.

O di quella tipa dall’ego un filino straripante che siccome si e’ convinta che la mia amica voglia tornare insieme al suo ex le ha tolto il saluto e l’ha cancellata da fb. Ma poi per non sfigurare e dover ammettere che non sono affari suoi, ha raccontato un paio di cazzate messe bene sul conto della mia amica al punto che altre tre le tolgono il saluto e non vogliono piu’ avere niente a che fare con lei.

Essere passivo aggressivi capita a tutti, ma c’e’ chi usa l’aggressivita’ passiva come proprio meccanismo difensivo. L’aggressivita’ passiva non mette mai una relazione alla pari, ma da’ a chi la attua la sensazione onnipotente di deciderla. E’ un meccanismo difensivo non solo poco maturo ma anche poco utile, perche’ la rabbia aggirata in questo modo non si esprime e quindi non svanisce; il risultato e’ che solitamente chi mette in atto un comportamento passivo aggressivo continua a provare rancore (ma non lo ammette) per i secoli dei secoli amen.
In chi la subisce provoca rabbia non tanto e non solo per il piccolo (o grande) sabotaggio in se’, ma proprio per la sua natura di essere falsa, inespressa eppure presente. Tecnicamente la scissione e proiezione dell’aggressivita’ fanno si’ che chi la attua allontana da se’ il sentimento cosi’ riprovevole negandolo, l’altra persona in qualche modo se ne fa carico perche’ lo riconosce – o lo subisce – e quando esprime la sua giusta rabbia viene apostrofato come aggressivo. D’altronde, come e’ possibile accusare qualcuno che non ti ha fatto assolutamente nulla?

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