E che diamine. Per un attimo ho pensato che avesse letto il post di ieri e si stesse vendicando.
Sento dei colpi alla porta. Mi sveglio e mentre cerco di capire se erano alla mia porta o a quella dei vicini mi cade l’occhio sul pc acceso. 18:34. Che significa 18:34? Di nuovo colpi alla porta, sì, è la mia. Ho sonno, ho avuto una giornata lunghissima. Mi sono alzata alle 6.20, sono andata in una scuola (B) per i test di riorientamento, alle 13 avevo appuntamento con Tony Brando e siamo andati insieme in un’altra scuola (C), la terza di cui aspettavo notizie. Durante questo fine settimana ho deciso di “passare” a lui l’incarico che finalmente si è sbloccato. E’ meglio se i bimbi non mi rivedono dopo l’estate, giugno è una chiusura “naturale”, a questo punto ricomincerà lui al posto mio, e spero davvero di non dovermi pentire di questa decisione. Finito a C sono andata al lavoro da la Saggia (D) per restituirle il casco che mi aveva prestato per muovermi in moto con Tony Brando. Chi ha vissuto nella capitale sa quanto è semplice trovarsi a percorrere un anello di 80 km in una giornata, nel traffico infernale e scomposto di Tripol Roma, con gli abili automobilisti che si allenano quotidianamente al simulatore della Playstation 3. La macchina poi ti viene di lasciarla sotto al cavalcavia tipo Un giorno di ordinaria follia. Personalmente mi muovo sempre in treno e metropolitana, non c’è paragone, e per questo odierò Miami, lo so già.

Insomma, alle 17 ero a casa, ho pranzato e poi mentre leggevo le notizie di oggi sono crollata. Mentre mi alzo si attacca al campanello, sì, ho capito che è me che cerchi. Apro.
“Scusa, dormivi!”
“Sì ma non ti preoccupare, ho avuto una giornata stancante e sono crollata”.
“Volevo chiederti, no ti spiego, ma tu non stai lavorando da noi?”
“Veramente no e non credo che se ne farà qualcosa per quest’anno”.
“No perché la mia collega è stata minacciata dalla mamma di un minore (giuro, li chiama i minori) che sostiene che in classe ci sono delle relazioni che non sono normali”
“Ma tra i bambini o con la maestra?”
“Nooo tra i bambini. Allora la mia collega ha avvertito la vicepreside che le ha detto Quando inizierà il progetto ti mando la psicologa, e la mia collega si è preoccupata perchè, mi ha detto “SDM, in ventotto anni di carriera io non ho mai avuto una psicologa in classe, e che mi chiederà??” e mi ha detto di dirti che la la classe è la terza, e lei si chiama Ansiolin, ma quindi non le chiederai niente vero? Quelli sono i bambini.”

Ragazzi ma facciamo così paura noi psicologi? E santo cielo.

p.s.: se è vero quel che dice, Tony Brando avrà da lavorare, quest’anno!

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