I miei quasi ex vicini

Non mi vorrei portare sfiga da sola ma spero diventino ex molto presto. Non li sopporto più. Il fatto di essere ormai quasi sempre in casa causa disoccupazione (o preparativi alla partenza?) me li sta facendo odiare.
Preambolo:
Sono arrivata in questa casa quattro anni fa. Il vecchio inquilino mi presentò il lui della coppia, che chiameremo PDC e alla fine leggerete cosa vuol dire. Immediatamente pensai Che viscido. Appena presi possesso della casa PDC mi manifestò il suo rammarico per il trasloco del suo vicino, “Sono condendo che se nè andataaffangul“. Andataffangùl è uno dei suo tormentoni. L’altro è In effetti. E’ il suo modo di dirti che lui ha sempre ragione. I primi tempi stroncava qualsiasi opinione, al punto che un giorno sono sbottata “Oh, sempre ‘na buona parola te, eh?”.
Pochi giorni dopo il mio trasloco feci una festa inaugurale. Beh, festa. Fu una cena in piedi a cui parteciparono una ventina di persone. Invitai anche PDC e STM, per cortesia sì e buon vicinato ma soprattutto per avvertirli della eventuale confusione che avrebbero sentito. Gentilmente rifiutarono, poi capii perchè.
PDC e SDM sono due asociali. Sono entrambi di origine meridionale, ma vivono qui da anni. Stanno insieme da quando erano adolescenti.
La vita di SDM è racchiusa nei quattro chilometri che separano casa da scuola. Una volta mi fa: “Aah, tu lavori al plesso qui vicino, ma come ci si arriva?”
Come ci si arriva??? No ecco io ora vi faccio vedere dove abito.

Non so, a parte quella blu segnata, voi vedete altre strade? Considerato che quelle sottili sottili sono le trazzere di cui parlerebbe Camilleri, e che quella tratteggiata è la ferrovia, no, io credo che non sia poi così difficile.
“Eh, non lo so, io non ci so arrivare. Io non conosco altre strade!”
Distanza tra qui e lì, unica strada: 5,5 km.
SDM è sempre in casa, dicevo. Al suo rientro dal lavoro si mette in pigiama e così sta fino al mattino dopo. SDM soffre di insonnia, perchè la si sente fare su e giù per le scale a qualsiasi ora con le sue pesanti scarpe.
Un giorno mi bussa alla porta e capisco: in casa porta gli zoccoli del dr. Scholl. Quelli da infermiere anni ’70, di legno con la suola super rigida, embè, è di legno!! Non potete capire quanto sono rumorosi sulle scale di legno, che risuonano a vuoto. E poi lei fa proprio step, su e giù. giù e su, in continuazione, tutto il pomeriggio.
E’ pure una bella donna, SDM. Ma completamente sfiorita. Dice: “Lui (PDM) mi ha presa che avevo quattordici anni, gli ho dato i miei anni migliori. Io qua non ci voglio stare. io sto bene solo d’estate quando torno al mio paese.” SDM vorrebbe avere un posto migliore. Il fatto è che SDM è una donna ansiosa, e quando va in ansia il pensiero le si irrigidisce e diventa impossibile trovare soluzioni con lei. Non ascolta, va dritta come un cavallo coi paraocchi per l’unica strada che la sua testa annebbiata le suggerisce. Anche SDM ha un tormentone. Il suo intercalare è Non ti nascondo che. Con questa frase lega ogni pensiero all’altro e praticamente ti inchioda ad una conversazione infinita, di quelle che alla fine devi diventare scortese per staccarti. Una mattina mi chiama al telefono alle sette meno un quarto, che sono saltata su in preda all’ansia pensando che era morto qualcuno. “No sai, oggi mi devono consegnare il modem di Alice. Mio marito sarà in casa ma se dovessero passare alle 11-11.30 e lui non sentisse il campanello ti puoi affacciare tu? Scusa ma.. stavi dormendo?“. Non ci ha più provato.
PDM sta quasi sempre a casa. La passione di PDM è la musica. Quando SDM non è in casa lui tiene Radio Montecarlo a palla. A volte il volume è talmente forte che non riesco a sentire la mia televisione, e spesso questo succede anche con la loro, di televisione. Ha i suoi periodi di loop, quando compra un cd lo ascolta a ripetizione, mille volte consecutive, e poi altre mille. C’è stato il periodo di Sade. Poi quello dei Simply Red. Poi Amy Winehouse. Una volta mi incontra per le scale, io poi non ce la faccio ad essere stronza: “Ma si sente la mia musica?” “Se non altro abbiamo gusti musicali simili, guarda” gli rispondo, ed e’ vero, ascoltiamo bella musica noi. Lui per niente sconvolto dalla notizia prosegue: “No sai, sto preparando un concorso e quando studio devo tenere la musica altissima“. Secondo voi è seguita la parola Scusa?
Un giorno mi chiede: Ma tu ci senti quando litighiamo?
Ora, voi che rispondereste ad una domanda simile? Sì lo sento che vi scannate e che tu sei un maschilista retrogrado che la insulti in continuazione? Sì lo sento che lei piange tutto il pomeriggio attaccata al telefono per sfogarsi?
Estate 2009. Eravamo in pieno relax, il mio promesso ed io. Che poi il mio promesso è un fetente perchè abbassa il volume della TV per sentire le ingiurie che si dicono, anche se a volte purtroppo non ce n’è bisogno. Ad un certo punto ‘sti due cominciano ad insultarsi, ma di brutto, e come nel finale dei fuochi d’artificio concludono:
“Stronza Di Merda”.
“Pugliese Del Cazzo”.

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