Il daffare mi ha resa latitante dal blog, e me ne dispiace. Ma succede che sto chiudendo la pratica romana, le cose da fare sono tante. Dallo scorso fine settimana ho svuotato tutta la casa, o quasi; somministrato, corretto e riconsegnato i test di orientamento scolastico per le terze e corretto i sociogramma delle prime; iniziato a salutare qualche amico, che sicuramente non rivedrò prima di andare a Torino; raccolto i documenti necessari dividendoli da quelli che porterò a mia sorella, per qualsiasi evenienza; prenotato un piccolo rinfresco per i colleghi della scuola; preso accordi con la commercialista per la chiusura della partita iva e le ultime scadenze contributive; mandato via col trasloco i ventisei colli con destinazione Miami; iniziato a buttare tutto il superfluo (space clearing, come dice mia sorella); fatto le volture delle utenze con il nuovo proprietario – che entrando in casa fa: “E i mobili?” “Li ho dati via!” Dico orgogliosa. E lui: “Ma a noi piacevano… Noi siamo in affitto in una casa arredata!” E quando cavolo me lo dici brutto stupido che ti servono i mobili!?! Li ho venduti a venti euro al pezzo!!!

Stasera, venerdì, ore 21, mi telefona il mio promesso.
Devo dirti una cosa“.
Ahia.
Il college è chiuso dal 17 al 2“.
Cazzo.
Cazzo.
Cazzo.
Significa che:
1) il biglietto del 25 salta, 500 euro buttati.
2) la prenotazione dell’albergo di Malpensa salta, altre 50 euro.
3) avevo già buttato i 25 euro del volo Roma -Milano, ma stiamo già a quasi 600.
4) il cambio di residenza salta.
5) dobbiamo fare al volo il passaggio di proprietà della macchina.
6) ci riabbracciamo dieci giorni prima.

In realtà la questione del cambio di residenza è determinante. Non c’è tempo, perchè i vigili vengono a verificare l’effettiva presenza. In pratica l’appuntamento all’Ambasciata è il 7, un paio di giorni lavorativi (mi hanno detto) per l’emissione del visto (considerato che l’8 è giovedì ed è festa, non prima del 12); avevo pensato di partire per Torino l’8 avendo completamente dimenticato questo dettaglio del ritiro del visto, ma pensando di andare in Comune per la residenza il 9, tanto poi fino al 23 c’era tutto il tempo per le verifiche dei vigili. Mia sorella mi aveva anche prenotato la ceretta e la parrucchiera.
E ora?
Un giro di telefonate, un controllo veloce online, decido che è opportuno partire per Torino dopodomani, lunedì mattina vado al volo in Comune, cambio di residenza, torno a Roma, martedì rinfresco, finisco di impacchettare le mie cose, mercoledì Ambasciata, giovedì 8 parto per Torino, martedì 13 ritorno, ritiro il visto e addio desiderio di passare almeno due settimane con la mia famiglia. Cambio biglietto per Miami al 14, parto, il 15 andiamo al College dopo una notte di sano sesso.
Alla fine della fiera la razionalità prevale, mi sa che l’amico del mio promesso ha scatenato un inutile panico. Sul sito del college c’è scritto che gli uffici sono aperti il 28 e il 29 tutto il giorno. Ovviamente lì sono le 16.30 e fino a lunedì non potremo saperne di più. Va bè. Deciderò domani se partire lo stesso o no. Ma improvvisamente, dieci minuti fa, ho compreso il significato dell’oroscopo di Rob Breszny che ho letto stamattina:

Pesci19 febbraio – 20 marzo

Ho chiesto alla dea di concederti il potere di cambiare il corso dei fiumi, almeno metaforicamente. L’ho anche implorata di mostrarti come si fa ad abbattere il Grande Burattinaio e a trasformare i falchi in colombe. Sembra che stia seriamente considerando la possibilità di accordarti queste grazie, e ha addirittura lasciato intendere che potrebbe insegnarti a plasmare un nuovo Adamo con la costola di Eva, miticamente parlando s’intende. In cambio ha una sola richiesta: che tu faccia tutto il possibile per garantire che nei prossimi dieci giorni il sole sorgerà in orario.
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