Nulla da fare, col patema fino all’ultimo.
Eravamo rimasti a to be continued. Ecco.
Ieri pomeriggio, dopo aver atteso invano la chiamata dell’Ambasciata ho pensato bene di telefonare a Mail Boxes, che si occupa della riconsegna dei visti approvati, per sapere se il mio fosse pronto. Non lo era alle 15.30, ma alle 18 sì. E’ arrivato!!
Inizio un frenetico giro di telefonate con il fiato corto, anche per colpa dell’allergia ai tre simpatici gatti che vivono in casa di mia madre e mia sorella.

Parentesi: stavolta mi è presa brutta, ma proprio brutta. Peggio del solito. Tanto che alle 23, dopo che mi sono sentita dire che ero in ansia per il visto, che ero stanca per il trasloco (ah sì perchè giovedì 8 ho detto addio alla mia tana romana e sono arrivata qui a Torino), che sono un’igienista della pulizia e due(miliardi di) peli mi fanno venire la fissazione, dicevo, dopo aver preso inutilmente due zirtec e una dose ridicola di bentelan, alle 23 ho dovuto chiamare la guardia medica che mi ha fatto il cortisone intramuscolo e mi ha prescritto il ventolin. Cioè, a me. Che povero slashbro l’ho sempre preso in giro. Come sempre, a chi tocca nun se ‘ngrugna.

Insomma, cento telefonate per capire in che giorno partire (devo fare ancora il passaggio di proprietà della macchina perchè OVVIAMENTE hanno fatto tutti il ponte e in questi due giorni non risolverò proprio nulla) e cercare di spostare il biglietto che avevo (impossibile, mi costava più che uno nuovo). Alla fine decido di chiamare il call center Alitalia e prenoto online, mi costa solo 5 euro in più che dal web. Perchè ovviamente non avevo abbastanza credito sulla Postepay (ripeti con me: P O S T E pay e non POSPEI) e il venerdì sera il plafond della Sisal è esaurito causa nuova piaga sociale chiamata dipendenza da gioco online legalmente autorizzata. Fantastico, ottocento euro volo diretto martedì 13. Santa Lucia! L’altro lo perdo, lo so, ma tant’è. Devo richiamare entro le 10 di oggi per confermare.
Stamattina alle 8.30 sono alla posta, io e il  mio cortisone in circolo. Faccio in un attimo, torno a casa, chiamo Alitalia, dò tutti i dati, prenotazione, passaporto, indirizzo, millemiglia, carta di credito blablabla: “Allora il suo biglietto è il numero 055… Aspetti un attimo la metto in attesa“.
Eccaaallà (trad. dal romanesco: eccola là).
Ehm, purtroppo abbiamo avuto un blocco, lei ha altra disponibilità sulla carta di credito?
Eh sì, lascio sempre la POSPEI con milleseicentoeuro sopra.
Allora signora per non tenerla in attesa, la richiamiamo noi quando risolviamo il problema.
Uh santo cielo.
Vabbè. Io sono pronta eh…

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