Studiare a Miami

Femmine del Sud

Vivo la quotidianita’ in questa citta’ schizofrenica che sembra anglosassone ma e’ latina. Sto iniziando a capire il linguaggio verbale e non verbale delle sudamericane e qualcuna di loro e’ tutt’altro che amichevole.

Ieri avrei dovuto avere lezione, ma a dieci minuti dall’inizio del corso mi ritrovo in aula da sola. Hmmmm, c’e’ qualcosa che non va. Pochi istanti dopo arriva una ragazza brasiliana, molto carina, con cui non ho mai parlato ma ci salutiamo sempre (e vi assicuro che da ‘ste parti il saluto non e’ cosi’ scontato). Anche lei si stupisce del fatto che siamo le uniche davanti alla porta. Poi arriva una delle cubane.

Ci chiede perche’ la stiamo guardando con quella faccia, le spieghiamo che siamo solo in tre. Lei entra in aula, verifica che effettivamente non c’e’ nessuno e quando esce fa alla brasiliana, pensando che io non la capisca: La roba li’ dentro e’ di questa? Non ha detto De ella, ma De esta aqui, accompagnato da un rapido cenno della testa in mia direzione.
Ora, io potro’ pure essere una paranoica, ma vi assicuro che questo tono sprezzante e distante lo hanno in tante. E’ un po’ come quando vai nei paesi del Sud Italia e la gente e’ diffidente e parla con altri di te in terza persona come se tu non esistessi. E nemmeno quando le ho detto Si, y te intiendo mi ha guardata in faccia. Zero. 

Oggi arrivo a lezione al laboratorio. Li’ funziona che ognuno lavora al proprio computer seguendo la scaletta delle esercitazioni previste. Sono una quarantina di lezioni, io sto alla meta’ ma la maggior parte della classe e’ a malapena ad un terzo. Qualcuno, tipo la colombiana, fa le lezioni per i fatti suoi ma al momento di compilare il test di verifica, che fa media, mi chiede gli appunti con le risposte. Stamattina una ragazza mi chiede se ho gli appunti della lezione 12. Non capisco perche’ sia venuta dritta da me, ma il mio interrogativo dura poco. “Certamente!” le dico, cerco la lezione e le passo il quaderno dicendole Write it down on your paper, ma non intendevo darle un suggerimento. Era per dirle Copia e ridammi il quaderno, che mi serve. Ovviamente lei non mi capisce. Dopo 5 minuti la chiamo, lei si volta e con una faccia di bronzo mi fa: Ancora un momentino, mami! E continua a copiare le pagine successive. Fanculo te e mami, come dite qua. Mi sa tanto che la mia prima impressione continua a trovare conferme.

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0 pensieri riguardo “Femmine del Sud”

  1. Se ci sono certi stereotipi non e' che sono stati inventati di punto in bianco ma e' perche' la maggior parte sono decisamente veri, quindi non trovo strani i comportamenti di questa gente, che t'aspetti? Trattali allo stesso modo di default, tanto non e' che si mimetizzano tra gli anglosassoni… se poi hai beccato qualcuno migliore della media allora fa' te stessa. Ma questo e' solo il mio punto di vista, parli con uno che snobba la maggior parte di quello che comincia per “latin” e “spagn” quindi applica un minimo di moderazione 😀

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  2. Ti capisco, quando avevo iniziato a lavorare da Albertsons, mi ero trovata con la manager messicana che mi odiava perchè non ero latina. Poi, dopo un po', ha capito che ero una poveraccia tanto quanto lei, e si è un po' addolcita. Con le wasps invece è sempre rimasta una stronza. Qui mi succede con gli afroamericani, non tutti, ma molti, e mi rende davvero triste.

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  3. Gentile ero Lucy, mi vuoi spiegare perchè sarei stato un lettore frettoloso (comunque non vorrai mica che mi legga tutti i tuoi post in un sol colpo!) a proposito del rilievo che muovo al tuo riferimento alla gente del Sud? Se Lucy è la stessa che ha scritto “E' un po' come quando vai nei paesi del Sud Italia e la gente e' diffidente e parla con altri di te in terza persona come se tu non esistessi”, beh allora non mi sembra di aver letto frettolosamente.Saluti

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  4. E non ho raccontato di sabato scorso alla festa, alcuni invitati erano piu' defilati (non facevano parte della cerchia lavorativa di My) e appena mi avvininavo alla loro zona se ne andavano O_o

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  5. Ma tutta questa sua aggressività da dove le viene. E questo suo rimandare ad altri commenti? Guardi mi devo ricredere, lei è più saccente di quanto non credessi. Ho fatto male ad accordarle tutta quella fiducia. Non è il mio commento ad essere bizzarro…ma come le salta in mente di continuare ad offendere.

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  6. Anche Washington e' piena zeppa di sudamericani. E anche qui non fanno assolutamente niente per integrarsi un minimo con quella che, in fin dei conti, e' la cultura dominante. Pensa che hanno anche il loro canale televisivo locale in spagnolo. Una volta mi sono imbattuta al linciaggio mediatico di Shakira, rea di aver detto che preferisce fare le interviste direttamente in inglese, o qualcosa del genere. Ma tu non hai idea: l'hanno fatta nera!

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  7. Ma dai, perfino a Washington!Qui te lo immagini quanti sono i canali in spagnolo? Tantissimi. E “i bianchi” sono in netta minoranza. Pero' non tutti sono cosi' ostili per fortuna. La maggior parte magari si fanno gli affari loro, ma non detestano cosi' apertamente.

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