Uomini e donne crescono

No, perche’ non siano solo parole vi spiego cosa significa per me educare all’affettivita’.
L’anno scorso successe un episodio in una seconda media un po’.. calda.. dal punto di vista ormonale. Solitamente alle scuole medie le ragazze, che maturano prima, intorno ai 13 anni iniziano ad interessarsi ai ragazzi da un punto di vista piu’ fisico, i maschi ci arrivano un po’ dopo; beh, in questa classe, perche’ le classi funzionano cosi’, hanno una personalita’ prevalente, gia’ in prima media si parlava di sesso. Come possono parlarne a undici anni, con le battute da caserma.
Accadde che una ragazzina nata in Italia ma figlia di romeni professionisti (apro parentesi. Spiego la provenienza perche’ si possa fare riferimento anche alla cultura di origine, e all’estrazione sociale), bravissima a scuola, un italiano perfetto, molto carina e molto riservata, viene “aggredita” in bagno da due compagni, uno peruviano e uno romeno, entrambi quattordicenni, ripetenti, non sbandati ma sicuramente scafati. Di quelli che imparano a crescere in strada e giocano a fare i bulletti. Molto simpatici, divertenti; il peruviano in particolare aveva un appuntamento fisso con me allo sportello d’ascolto, un po’ per saltare le lezioni, un po’ perche’ non sapeva con chi altri parlare di sesso. E anzi che ne parlava anziche’ combinare casini. Un ragazzo intelligente e molto furbo. L’altro, il romeno, introverso, piu’ immaturo, poco integrato nella classe, seguiva il leader carismatico.
Cosa fanno sti due? Chiudono la ragazzina in un angolo e le dicono qualcosa tipo “Tu non esci da qui finche’ non ti fai toccare”. Non so come lei riesce a divincolarsi, ma torna in classe scossa, tremante. Non era successo nulla, apparentemente, ma lei era sconvolta.
Viene a parlarne con me, avevamo gia’ costruito un buon rapporto. Mi confida quello che e’ successo, e’ spaventata e piange. Conosco quello shock. Lo so cosa significa quando tu ancora non hai imparato niente del sesso e ti trovi una mano tra le gambe sull’autobus. E’ la stessa cosa. E’ la prevaricazione, che ti annichilisce. E poi ti chiedi perche’ proprio tu, cosa hai fatto per provocarli. Io, per dire, smisi di mettere un paio di pantaloni un po’ stretti che avevo.
Chiamo i due, i quali ovviamente negano tutto, e quando poi le cose iniziano a venire fuori con mezze ammissioni, banalizzano. Io non li colpevolizzo, sono ragazzini, chissa’ dove hanno imparato a fare gli uomini in questo modo sbagliato. Internet, film, video, troppi ce n’e’. Sono ragazzini e giocano a fare i grandi imitando un linguaggio che non e’ il loro, e in una fase in cui le femmine sognano l’amore coi cuoricini glitterati mentre i maschi iniziano a masturbarsi scoprendo il sesso. E’ gia’ qui che le strade si dividono.
Non la faccio troppo lunga. Gli adulti che avrebbero dovuto sorvegliare, non c’erano. La prof di tecnica era una che non sapeva gestire la classe, tant’e’ che non si era accorta che erano usciti in tre per andare al bagno; la bidella che era fuori non si era accorta che maschi e femmine erano entrati in bagno contemporaneamente. Hanno solo visto la ragazzina tornare in classe sotto shock.
Io so come agire in questi casi, ma non perche’ sono una psicologa. E’ perche’ sono dotata di empatia. Sono una persona che sa mettersi nei panni degli altri, e che non ha paura di sporcarsi le mani. Voglio bene ai ragazzi a prescindere, sono piccoli uomini e piccole donne, lo farei coi miei nipoti cosi’ come per strada sgrido il finto vandalo che scrive sul muro. O il tifoso cretino della Ternana.
Ho lavorato con i diretti interessati. Dopo un confronto, prima solo con me, poi anche con lei, ho deciso di metterli alla prova direttamente con un role playing. Ho chiesto ai ragazzi di invertire i ruoli, il romeno faceva il prevaricatore e il peruviano la vittima designata, ma li ho fatti lavorare su una cosa da maschi, l’aggressivita’. Ho chiesto al romeno di recitare il ruolo di uno che era arrabbiato e voleva fare a pugni con l’altro per uno sgarbo che gli aveva fatto, e di chiuderlo in un angolo; l’altro non sapeva cosa sarebbe accaduto. E il romeno e’ stato bravissimo, lo ha affrontato avanzando come un toro testa contro testa, occhi negli occhi, con un dito minaccioso sotto al naso, usando tutta la sua mimica verbale e non verbale.
Ho chiesto al peruviano come si fosse sentito.
Spaventato.
Intimorito.
Impossibilitato a muoversi perche’ contro il muro.
Abbiamo lavorato su queste emozioni, su quello che avevano provato entrambi da una parte e dall’altra.
Hanno capito entrambi cosa avevano causato alla loro compagna. C’e’ un momento, si chiama insight, in cui si vede proprio, negli occhi della persona che hai davanti, quando realizza. Ecco, loro hanno realizzato di aver fatto una cazzata. Le hanno chiesto scusa, sinceramente, e lei li ha perdonati dicendogli pero’ di non fare piu’ una cosa del genere. Davvero non si erano resi conto di averla fatta grossa. Hanno scoperto, a tredici anni, che uomini e donne parlano lingue diverse, sentono in modo diverso, capiscono cose diverse. Si sono parlati, e capiti. Cosa rara, eh. Sono stati bravissimi, avevo le lacrime.
Ma queste cose non le impari da solo, se non forse da grande. Gli adulti, educatori, genitori, servono a questo. Educazione affettiva non e’ imparare a mettere il pisello in una donna indossando un preservativo. Quello i ragazzi lo fanno di istinto.
Poi, possiamo parlare quanto volete di modelli sbagliati, di Uomini e Donne e di programmi schifosi e diseducativi. Ma l’esempio vero viene dalla vita, dagli adulti che ruotano intorno ai giovani, dai modelli genitoriali che scegliamo di interpretare davanti ai nostri figli. La colpa non e’ sempre degli altri.

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0 pensieri su “Uomini e donne crescono

  1. Post molto bello. Leggevo poco fa sul Fatto Quotidiano le parole di una scrittrice che sostiene più o meno la stessa cosa. I bambini, o i bambini che stanno diventando ragazzi, vanno educati alla relazione. Ci sono certi atti di violenza che possono essere evitati…

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  2. Bel post, fa riflettere. Ci vorrebbe più gente come te nelle scuole soprattutto nelle medie, non è facile accorgersi delle situazioni e riuscire a gestirle in questo modo, molto spesso le maestre non sono per niente preparate a farlo 😦

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  3. bellissimo post. Che tu sapessi metterti nei panni degli altri, l'ho capito sulla mia pelle mesi fa. Sei stata eccezionale, anche loro certo ma tu hai gettato l'amo giusto. E mi fa sempre schifo chi non sa fare il proprio mestiere, la bidella!! Aiuto! E davvero incisivo quando dici dove le strade tra maschi e femmine si dividono. Le ragazzine coi cuoricini e i maschi con la fisicità e basta. Che poi se un maschio sogna un cuoricino perchè magari è più sentimentale basta è un culattone e rovinano pure lui. baci

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  4. Queste sono cose che ti insegnano a vivere e che rendono migliore il mondo. Quello che hai fatto tu per quei ragazzini, intendo.Si sottovaluta l'educazione, si da per scontato che ce la debbano impartire correttamente e sufficientemente i genitori. Questo anche quando i genitori lavorano entrambi, hanno un mutuo che fanno sempre più fatica a pagare, sono precari e stressati e magari un po' afflitti dalla sensazione di non essere all'altezza.In questa crisi si sta tagliando l'educazione considerandola un accessorio, come un Cayenne in garage, senza capire che si tratta della base della società civile. I comuni e gli enti locali tagliano intere voci di bilancio relative all'educazione e all'assistenza sociale proprio quando ne abbiamo più bisogno. Proprio adesso, infatti, ci vorrebbe un maggiore sforzo nell'educazione, perchè senza di questa come possiamo anche solo pensare di rialzare la testa e di rimetterci in pari?Complimenti, complimenti ancora davvero per quello che hai fatto.

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  5. Non so se non sono preparate; so di certo che moltissime persone fanno finta di non vedere per non avere grane. Il commento piu' frequente che senti a scuola e' “tanto tra due (o quattro) anni non lo vediamo piu'”.

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  6. Grazie per il tuo commento 🙂 Io credo che aspettarsi sempre che lo faccia qualcun altro non porti da nessuna parte. Per la scuola ci deve pensare la famiglia, per la famiglia e' compito della scuola, e intanto di 'sti ragazzini non se ne occupa nessuno. Se ciascuno ci mettesse la propria passione ed il proprio impegno si crescerebbero persone migliori.E ti dico che un giorno sono andata da una prof a dirle che durante la ricreazione i suoi alunni giocavano a poker con le fiches, lei ha alzato le spalle, per lei era normale. Ecco, per me questa non e' educazione, e non e' scuola.

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  7. Ho frequentato una scuola media con ragazzini con ragazzini molto problematici, alcuni venivano dalle comunità per minori. Non avevamo nessuno che gli aiutasse, se no un paio di insegnanti di sostegno che, di psicologia, non sapevano una mazza. Sono stati anni difficili per tutti in quella scuola che ora non esiste più. I tuoi sono stati davvero fortunati ad averti incontrata, spero che ce ne siano tante di Lucy in giro!

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  8. Complimenti Lucy ! Evidentemente sei davvero tanto brava se sei riuscita a farti ascoltare da ragazzini di quell'età … io ne ho visti alcuni che se gli proponevi robe del genere ti ridevano in faccia (ho solo visto, non ero coinvolta) e comunque un merito anche a loro per essersi prestati ed aver capito, probabilmente hai trasformato due futuri delinquentelli .. 😉

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  9. La storia del tuo intervento è molto bella (soprattutto per l'happy end) ma io difficilmente credo che i ragazzini anche a quell'età non si rendano conto delle proprie azioni. Un po' come gli adulti scelgono i comportamenti da seguire.A volte metterli nella condizione di interpretare un ruolo diverso da sé può sviluppare la capacità di adottare altri modelli di comportamento.. ma allora perché non intervenire prima?Ho sempre pensato che alle medie fosse già tardi. Il bullismo, la prevaricazione sessuale sono fenomeni già presenti alle elementari

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  10. bellissimo post e bravissima tu :)degli insegnanti non ne parliamo, sono tutti uguali…scazzati e quasi sempre inutili -.- poi arrivi all'università e capisci il vero significato della parola INSEGNARE!

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  11. Credo che tu abbia insegnato loro qualcosa di molto prezioso e che ricorderanno per sempre: affrontare la vita calandosi nei panni altrui e capendo, davvero, le conseguenze che proprie azioni hanno sugli altri. Brava Lucy!

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  12. Il sesso entra prepotentemente nella vita degli adolescenti durante le scuole medie, e i loro copioni prendono vita solo in quel periodo.Per il resto sono d'accordo con te. Infatti noi psicologi siamo disoccupati in Italia.

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  13. Oggi ti cercavo e google (via mobile, per fare prima) mi ha mandato qui come primo risultato e sono rimasta davvero soddisfatta. Che racconto prezioso, educare all'affettività è un lavoro delicato, non tutti ci sono tagliati perchè non hanno ricevuto questa educazione e gli strumenti per condividerla loro stessi. Hai ragione quando dici che ci si rimpalla le responsabilità e chi ci va di mezzo sono i ragazzi, anche questo però è frutto di un modo di pensare molto italiano. Purtroppo. Io però resto ottimista – con una figlia “devo” – e sono già qui con le maniche rimboccate. 🙂

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  14. Già, è davvero importante educare all'affettività e alle relazioni con gli altri. Mi sembra anche positivo il fatto che una scuola abbia la figura di uno psicologo che può risultare davvero preziosa. Il mettersi nei panni degli altri, magari aiutati dagli altri, è fondamentale per capire come si possano sentire le persone che ci stanno accanto.Buon lavoro! 🙂

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