E no, e’ che abbiamo da fare. Ieri siamo stati da Ikea. Capirai, abituata a Roma che in dieci minuti di macchina ero li’, qui un’ora di viaggio solo per andare e’ davvero pesante. Abbiamo comprato delle librerie per sistemare i pacchi arrivati dall’Italia ma soprattutto i dodici miliardi di riviste e libri di cucina di My. Lui poi si e’ montato tutti i pezzi e ogni tanto avanzava un legnetto. Io glielo dico sempre che lui e’ un creativo e che queste cose le devo fare io che sono iperrazionale, e poi i miei geni finlandesi vanno piu’ d’accordo con le istruzioni svedesi rispetto ai suoi geni cubani (italo-franco-cubani, mi ha specificato. Ecco, vedete?). Pero’ lui e’ un tantino iperprotettivo, E non ti piegare, e non sollevare pesi (e hai ragione amore), e attenta, e riposati. Abbiamo provato a mettere le librerie come avevamo pensato inizialmente, solo che una simpatica scatola, che non so cosa cavolo sia, attaccata allo zoccoletto del pavimento lasciava troppo spessore dal muro, e cosi’ lui ha fatto le tre di notte col tetris reale per cercare una soluzione nella nostra casa microbica. Ma ce l’ha fatta. La sua soluzione mi sembra grandiosa, cosi’ oggi mi sono dilettata in una delle mie attivita’ preferite: mettere in ordine.
E l’ho detto che sono iperrazionale, no?

Si, prima o poi cambieremo anche la tv

Questa e’ la prima casa che arrediamo insieme pezzo per pezzo. Tra tutti e due, nevro e tico, la simmetria ci fa un baffo. E quando uno dice all’altro Scusa Furio, non prendermi per una pazza ossessiva ma la cornice della libreria piccola non combacia bene con quella della grande, l’altro risponde Magda cara, e’ da ieri sera che la guardo e mi urta i nervi.
Come dire, creativo si’, ma preciso.
Insomma, ci stiamo divertendo da matti. Nooo, non scherzo!! Dico davvero, e’ bellissimo!!

Questa e’ la scatoletta sul battiscopa, qualcuno sa cosa sia? Notare che quando ci hanno affittato casa devono aver verniciato solo sopra %@
Sopra c’e’ scritto Open, ma non ho provato a girare quel coso. Dovesse esplodere, sai.
Ma non vi ho ancora raccontato la parte migliore. Abbiamo comprato anche una bilancia, cosi’ posso rendermi conto di quanto peso prendo.

Si’, certo.
Metto a terra la bilancia, segna 90 chili.
Cazzo dici.
Mi prende un colpo.
Poi razionalizzo e  inizio a urlare istericamente No!!! Ho addosso ancora la tuta che portavo in Italia, non posso aver preso venti chili!! Dopo cinque minuti di panico realizzo che sono sulla moquette. Vado in bagno e segna 80. Mi rassicuro, ok, ho preso dieci chili, forse 5, non ho idea di quanto pesassi quando sono rimasta incinta.



E si’, ci sono andata in puzza proprio. Mi sono ricordata che la bilancia della dottoressa segnava 150, fatta la conversione sono 68kg. E siccome mi entrano ancora le cose che avevo in Italia vuol dire che avro’ preso al massimo cinque chili. Ecco. Altro che bilance di Ikea farlocche, meglio fare ad occhio.
Ma la cosa bella e’ stata realizzare che per anni la bilancia (Ikea) di Roma mi segnava 75, ed ero piu’ magra di adesso, quindi vuol dire che per anni sono stata 65 convinta di pesare molto di piu’. Ekekaz. Me la sarei tirata una cifra, se lo avessi saputo.

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