Ho ripetuto mille miliardi di volte che laPicci e’ una bimba supereasy. Farei altri quattro figli, se avessi la garanzia che fossero come lei e se avessi trent’anni. Non ci ha mai dato grossi problemi per dormire, ne’ per mangiare (nonostante abbia allattato solo un mese e a parte i primi giorni di svezzamento), ne’ con i dentini, e ora ne ha quattro. Non piange mai, e’ sempre sorridente ed e’ socievole. Insomma, una figlia ideale, affermo senza falsa modestia.
Ora per la prima volta ci troviamo davanti ad un problema con lei.

E’ tornata dalla nanny il 26 agosto, giorno in cui ho iniziato i corsi al College, dopo essere stata quattro mesi a casa con me. Ricordo che dalle sei settimane ai cinque mesi e’ stata dalla stessa nanny che ha rivisto periodicamente durante i quattro mesi passati con me perche’ tra dentisti e beghe da risolvere ogni tanto la lasciavamo da lei. Certo, non regolarmente. L’angoscia da separazione e’ gia’ stata conosciuta, dai sette mesi piu’ o meno e’ diventato evidente che volesse solo me.

Dai nove mesi, e mentre eravamo in vacanza, ha scoperto il papa’, e si e’ innamorata follemente di lui. La novita’ piu’ nuova, pero’ e’ che ora lei sta in piedi. Gattona non piu’ gecando ma carponi, e’ velocissima, le piace muoversi e ogni giorno sperimenta equilibri bipedi, come ballare, stare in equilibrio reggendosi con una sola mano eccetera.

Poi e’ arrivata la congiuntivite, siamo state a casa due settimane io, lei e papa’. Bellissimo. Una specie di vacanza pure quella. Piu’ o meno.

Tornata dalla nanny lunedi’ scorso, l’ho portata tutti i giorni perche’ si abituasse alle assenze, al box, all’ambiente, allo spagnolo.
La nanny e’ una donna in gambissima e superattiva e di lei mi fido, lo sapete, ma ha settant’anni, tiene cinque bimbini – ok, ora quattro – e il rapporto non puo’ essere 1:1. Ergo, bimba sta nel box. E piange. L’intera mattina. Addirittura oggi non ha mai dormito, e di solito un pisolo se lo fa, anche solo di mezz’ora. Si e’ svegliata alle 7 e si e’ addormentata a casa alle 14.15.

L’altroieri la nanny mi ha fatto un discorso che ho apprezzato. Mi ha detto che bimba, a differenza delle altre piu’ grandi che sono li’, ha delle esigenze diverse. Il box la costringe in uno spazio confinato a cui non e’ abituata, lei vorrebbe stare sul pavimento ma non puo’ metterla giu’ (e non vorrei nemmeno, visto che ha fredde piastrelle), i giochi che ci sono le vanno piccoli (letteralmente, e’ piu’ alta della bimba che ha quattordici mesi). Insomma, mi fa, non e’ che non te la voglio piu’ tenere ma secondo me sarebbe bene che cercaste altro. E mentre mi diceva ‘ste cose guardavo due bimbe che son li’, buone buone nel boxino in piedi ad ascoltarci. Due bimbe che conosco da otto mesi e che stanno li’ tutto il giorno, 9-18, 5 giorni su 7.

My ed io eravamo gia’ decisi a cercare un daycare un po’ piu’ strutturato per bimba, questo gia’ prima che si tirasse su in piedi (ma poi dico io, tutta ‘sta fretta di camminare, ma ‘ndo deve anda’?? :DDD), solo che, come periodicamente accade, dall’Italia era arrivata la notizia che la nonna sarebbe venuta a stare qui per un pochino. E allora avevo detto a My, non vorrei farle fare un inserimento  con nuove educatrici, nuovi ritmi, in una nuova struttura a fine agosto se poi due mesi dopo arriva la nonna e la ri-teniamo a casa. Poi pero’ ogni volta succede qualcosa, perche’ siamo una famiglia fortunella, e mia madre ha dovuto fare un banale intervento, e ora a breve avra’ un controllo per un altro acciacchetto, insomma, la nonna ancora non si sa se viene, e lunedi’ andremo intanto a sentire in qualche nido.

La situazione a Miami e’ questa, perche’ tutti possiate capire: non esistono nidi comunali/statali. I nidi sono tutti privati e come qualsiasi privato c’e’ quello puzzone e quello superfigo, quello richiestissimo e quello misconosciuto, quello economico e quello da furto senza passamontagna.

Il nostro quartiere sta a cavallo tra due zone fighe e una superpopolare. Ho escluso le scuole Lincoln-Marti’, mi vie’ la tristezza solo a guardarle e poi mi immagino il razzismo al contrario, con bimba unica bionda occhi azzurri in una scuola di latini. No, grazie. Le scuole fighe Montessoriane (qui 4 scuole su 5 sono di ispirazione montessoriana, sapete italiani?), ce ne sono due, dobbiamo andarle a vedere ma siccome hanno un website bellissimo e hanno un curriculum fantastico, sicuro costeranno un botto. Un’altra e’ abbastanza vicina, da fuori sembra niente di che, e invece pare sia richiestissima per ottimo rapporto qualita’/prezzo e ha una lunga lista di attesa. Bimba compiera’ un anno il 22 novembre, chissa’ cosa ci diranno.

La nonna paterna ha ottant’anni e, pur essendo indipendentissima, se deve cambiare un pannolino piuttosto chiama la disinfestazione.

Le babysitter, fuori discussione. La paga oraria media, in questa zona, e’ 13$ l’ora. Cinque ore tre volte a settimana ci staremmo pure, ma per me studiare con lei in giro per casa nei due giorni in cui non frequento diventa complicato. Con uno stipendio ed i costi del College abbiamo ben poco margine.

Au pair, mi sono un po’ informata. Una host family qui, per fare le cose fatte bene, deve registrarsi presso un’agenzia accreditata (6-8000$) e pagare la au pair a settimana piu’ di quanto paghiamo ora la nanny. Farei senza agenzia, ma chi mi metto in casa? E poi la au pair occuperebbe la nostra stanza di bimba/ospiti, significa 1) ri-dividere gli spazi con bimba e 2) non poter ospitare nessuno che venga a trovarci.
Insomma, una gatta da pelare in tempi abbastanza brevi. Suggerimenti?

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