Venerdi’, finita lezione, le amiche mi propongono di pranzare assieme per celebrare il mio babyshower in un ristorante italiano nei dintorni.
Loro sono un sacco carine e abbiamo fatto un gruppettino fisso in cui ci confrontiamo e parliamo di un sacco di cose. Hanno voluto festeggiarmi pensando a quello che avrebbe potuto servirci.

Il babyshower e’ un festeggiamento che anticipa la nascita, e che per molte italiane e’ impensabile, legate come sono alla scaramanzia; ma per la pragmaticita’ americana e’ un evento necessario perche’ si dota la futura mamma di tutta una serie di accessori di cui avra’ bisogno. E’ una doccia di affetto, regali e giochini, solitamente tra donne.

Il ristorante non e’ male, sara’ che ho saputo ordinare la cosa giusta, non so.. ma quando alla mia amica cubana ho visto arrivare la carbonara.. con un poached egg piazzato sopra gli spaghetti… ecco.. confermo la necessita’ di stare alla larga dai ristoranti italiani. Unica nota divertente e’ che nel bagno urlava in sottofondo un corso di lingua italiana… che sei li’ a fare pipi’ e ti senti: Delizioso… Delicious! Bello… Awesome! Meraviglioso… Wonderful!

Il pranzo e’ stato molto, molto piacevole e mi hanno riempita di regali. Prima, l’amica costariquense, una tipa divertentissima, sempre sopra le righe e apprezzabile per il suo saper essere schietta e sincera, sempre. Dice sempre quello che pensa, anche ai professori. E’ una ragazza che mi piace tantissimo, e il suo regalo la rispecchia in pieno.

Babyshower

Nella cesta ci sono un carillon a forma di scimmia, un cardigan e un set calzini+cappellino, in cotone pesante. Bellissimo.
Poi l’haitiana, una donna con due figli, un divorzio pesante alle spalle e molta praticita’. Parla un inglese meraviglioso, con la erre moscia francese. E’ una nurse e vuole prendere il degree per poter migliorare ancora. Come tanti qui, e’ arrivata con le tasche bucate e nel giro di pochi anni ha comprato una casa e dopo cinque anni di lontananza si e’ ricongiunta con i suoi figli, ora adolescenti. Sono quei sacrifici che in Italia sentiamo fare ai romeni, ai peruviani o ai filippini, che arrivano da noi per prendersi cura delle nostre famiglie rinunciando alle loro. La ammiro molto.

Babyshower

Si’, e’ la seconda sdraietta. Anzi, per la precisione e’ la terza, perche’ abbiamo saputo che ne arrivera’ un’altra ancora, e nonostante avessimo detto che ne avessimo gia’ una 🙂 E se e’ per questo abbiamo anche tre lettini. Tre. Ma va be’, per fortuna qui le cose si cambiano e spesso anche senza scontrino.

First time mom Someone huggable, snuggable and totally lovable is going to bring you a world of happiness. No one deserves it more.
Poi la colombiana, madre di tre figli, donna instancabile e sempre piena di energie tra famiglia, compiti, cani, marito e casa. Ama l’Italia e il cibo italiano, ama scoprire sapori nuovi e cucina ottimi dolci. Ci ha comprato una tutina con calzini e bavaglino,

Babyshower

e un set di giochini da mordere e maneggiare:

Babyshower

Ultima, la cubana. Una ragazza timidissima, che parla poco e peggio di me, ma che scrive magnificamente e ha un mondo interiore da scoprire. Ha un sorriso bellissimo ed e’ sempre misurata nei modi. E’ ambiziosa, come moltissimi nella mia classe, ha rinunciato al Campus che le stava vicino casa perche’ li’ parlavano tutti spagnolo, professori compresi, e si e’ trasferita al nostro Campus, un po’ piu’ severo da questo punto di vista. Solo per questo la ammiro, avrei fatto esattamente come lei. Piu’ che il suo regalo, che e’ bellissimo e dolce come lei, mi ha fatto ridere il bigliettino:

Babyshower

E’ un libro per i ricordi della Picci, e quattro washcloths.

Il bigliettino dice: Spero che ti piaccia, ma se gia’ ne hai uno ne puoi scrivere uno in italiano e uno in inglese. In effetti ha ragione! 🙂

Ecco, questo e’ stato il nostro babyshower, condito da cibo, risate, vino – per loro, heh –  e chiacchiere a ruota libera. Sono grata a queste amiche per tanti motivi. Innanzitutto perche’ grazie a loro mi sento un po’ meno sola; secondo, perche’ sono proprio delle belle persone, mi piace molto frequentarle, conoscere cose della loro cultura e dei paesi da cui provengono ed imparare dalla loro esperienza, visto che a parte l’ultima, loro vivono qui da molti anni. E poi perche’ mi assomigliano, ripeto, sono ambiziose e vogliono migliorare loro stesse, il loro inglese e i loro lavori, e a me questo aiuta tanto. Grazie a loro, piu’ che grazie al college, sto migliorando la lingua, perche’ seppure tra mille strafalcioni mi trovo a chiacchierare per ore, e mi rendo conto che dopo un mese di corso intensivo i miei pensieri e la mia lingua sono collegati molto meglio; e grazie a loro imparo usanze, modi di dire, forme colloquiali che nel corso didattico non ci insegnano. Oltre all’avere consigli ed indicazioni sulle scuole, pediatri, luoghi da visitare esterni al circuito turistico. Questa e’ quella diversita’ che arricchisce e di cui mi voglio nutrire. Questo e’ quello che amo e che penso sia la grande opportunita’ di questo paese.

p.s. nelle ore in cui leggerete, mi trovero’ al babyshower numero 2, quello organizzato dai colleghi di My. Sara’ una cosa un po’ piu’ in grande, una vera e propria festa, spero di potervi mostrare anche delle immagini. E poi sono felice perche’ finalmente conoscero’ Ilaria!

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