Vitaccia da emigranti

Non e’ una gara

Ogni luogo, ogni nazione, ha i suoi lati positivi e negativi. Italiani a parte, seguo blogger che vivono in Canada, Finlandia, Germania, Turchia, Cina, Marocco, Giappone, Scozia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Inghilterra, Francia, e i tanti connazionali ora ospiti – come me – o residenti o cittadini di questo grande, immenso continente. Sono sicura che ognuno di loro che vive li’ da mesi o anni, quotidianamente valuta i pro e i contro del posto in cui abitano. La maggior parte delle persone che seguono questo blog vivono in Italia. E’ chiaro che quello che racconto suona bello e incredibile, e a volte lo e’ ancora anche per me. E’ come quando si va in vacanza in un posto, all’inizio e’ tutto figo e vedi solo gli aspetti positivi; ma quando poi resti a viverci scopri le ombre, e magari non ti piacciono poi cosi’ tanto, diventano un contrappeso troppo grande e se si vuole e si ha la possibilita’, si torna in patria.

Ma la delusione, o meglio, la disillusione, puo’ arrivare pure se da Siracusa ti trasferisci a Milano, e magari passi le tue giornate a sognare il sole e il mare che hai lasciato, perche’ Siracusa e’ una citta’ meravigliosa e ha un mare che se potessi andrei a viverci domattina, ma non c’e’ lavoro. Niet. Milano e’ cosmopolita, moderna,  affacciata all’Europa e a NY molto piu’ di Roma, e generalmente chi va a viverci trova delle buone opportunita’; ma il clima e’ pessimo, la gente e’ spesso fredda e il centro si gira in uno sputo. E allora?

L’America e’ enorme. Spicy Ginger Ale e Georgia Peach sono le blogger non-floridiane a me piu’ vicine e ci sono millemila chilometri tra noi, una in Louisiana e una in Georgia, per l’appunto, e la vita li’ e’ completamente diversa da quella che conduco a Miami. Spicy poi ha vissuto anche in California e chissa’, se poi a New Orleans ci ha piantato le tende un motivo ci sara’.

Io sono qui da poco. Quattordici mesi. La mia famiglia di origine non e’ qui ma qui era il mio compagno che ho deciso di seguire. Dell’Italia ho poca nostalgia – affetti a parte, che mi mancano immensamente – e non e’ cosi’ scontato che accada. Non tutti riescono ad ambientarsi, io non ho avuto problemi. Anzi.

Perche’ in Italia il mio lavoro era troppo ballerino e ogni giugno che arrivava mi saliva l’ansia.

Perche’ comunque tra me e la mia famiglia c’erano 800 chilometri e lo stesso ci vedevamo due volte all’anno.

Di Roma mi manca Roma e la sua bellezza, le abitudini che avevo, la tranquillita’ della vita e la possibilita’ di godermi le giornate che avevo li’. Non mi manca il suo cinismo, non mi manca la prepotenza, non mi manca il traffico pazzo, non mi mancano le strade rotte.

Di Torino ho sempre apprezzato la cortesia nei negozi e la correttezza degli automobilisti.

E gli scontrini fatti sempre e comunque.

Perche’ a Formia era un continuo battere almeno la meta’ di quanto spendevo. E il giorno che i miei hanno trovato casa hanno dovuto pagare un extra ad un tipo che gli aveva indicato l’agenzia immobiliare e gli ha praticamente estorto quella somma. E un giorno che mio padre fece una domanda ad un conoscente sul perche’ tante macchine avessero targhe di tutte le citta’ di Italia quello gli rispose Lei si deve fare gli affari suoi. E di Napoli, dove mio padre era nato, abbiamo osservato il progressivo declino, tanto che ero letteralmente terrorizzata all’idea di doverci tornare da sola per fare le pratiche del visto, cosa che per fortuna non e’ stata necessaria. Ma non e’ questione di Sud. Sono stata spesse volte turista in Puglia – turista, ripeto, ma spesse volte! – e non ho mai trovato grandi cose di cui lamentarmi. Si’, ok, l’evasione fiscale quella si’.

E allora non e’ che uno fa una gara. Pero’ e’ indubbio che il confronto a volte lascia l’amaro in bocca, perche’ per certe cose ci vorrebbe tanto poco nel nostro paese e invece ci perdiamo nei rivoli dell’indifferenza e della burocrazia. Lasciamo stare la questione dei lavori qui in casa, che grazie al cielo sono finiti; ma e’ impagabile il fatto che qui per un documento ci vogliano cinque minuti; e forse non e’ il residente di Siena che puo’ capirmi, ma e’ il cittadino della capitale, che perde giorni dietro agli impiegati e non hai mai la carta giusta, o il denaro giusto, e il pos non funziona e oggi il collega e’ in ferie torni tra una settimana. E se vivi a Roma e lavori e ti sposti nella citta’, lo sai che devi contare almeno due ore per andare e tornare; ovvio che chi e’ a Merano ci arriva a Bolzano, fa shopping e ritorna, in due ore. Il romano le spende per andare dalla Cassia all’Eur e DOPO inizia a lavorare che e’ gia’ stanco. E non riesce a fare la spesa, andare alla posta o in banca, o dal parrucchiere, e percio’ poi va al centro commerciale, che chi vive a Riofreddo sicuramente non apprezza perche’ togliepostidilavoroammazzalaproduttivita’localeinquina, ma il romano lo frequenta e pure volentieri perche’ e’ aperto fino le 22 e anche la domenica, e la posta chiude alle 19.

Qui (Miami) il giorno di chiusura dei negozi non esiste, e la posta e’ aperta ogni giorno fino le 18 tranne il sabato pomeriggio e la domenica. Qualcuno storcera’ il naso per i diritti dei lavoratori e per la domenica del Signore, a me piace. E tanto. Perche’ il primo gennaio ero soffocata da bimba e scatoloni da svuotare e volevo fare la lavastoviglie anziche’ lavare a manoi piatti del cenone di capodanno, ma non avevo il detersivo e sono arrivata a piedi al CVS a comprarlo. Se ero a Roma dovevo prendere la macchina e andare da Cesano al centro commerciale Parco Leonardo, Fiumicino, quaranta chilometri. Centro commerciale che ho sempre visitato nelle noiosissime domeniche in cui non avevo un tubo da fare e quelli di Roma erano chiusi per le ordinanze comunali durante la Quaresima. Ma l’ho gia’ raccontata sta storia.

Si giudica in base alle proprie esperienze e alle proprie esigenze.

Ci pensavo ieri, mia sorella mi diceva che lei ha una passione per la Francia e si sente parigina. Io non avevo mai pensato, nella mia vita, di trasferirmi altrove, ma ora che ci vivo credo che questo paese mi assomigli. Mi reputo una persona fondamentalmente fiduciosa verso gli altri e verso il futuro; vivo semplicemente, non cerco grandi cose, non mi piacciono le cose di marca e non inseguo la moda; vivo, da sempre, in jeans e scarpe da ginnastica; il parrucchiere l’ho sempre visto due volte l’anno e non faccio la manicure. D’altro canto non faccio i detersivi in casa, non sono bio e anzi inquino, non so essere risparmiatrice, vado al fast food e pure di gran gusto, adoro comprare online e farmi portare la cena a casa e mi piace l’idea di poter uscire coi rolli in testa anche se non lo faro’ mai nella vita.

Forse.

E mi piace il caldo, tutto l’anno, si’, anche se l’estate e’ umida, ma anche Roma lo e’.

Ed e’ facile sparare su questo continente, appunto, dicendo che ci sono le armi e che la sanita’ ti prende per la gola. Chiaro. Ma nella vita di tutti i giorni non fai i conti con il pazzo che ti rapisce il figlio sullo scuolabus (Alabama) o con quella che fa a pezzi il padre e lo nasconde nei pacchi (Cosenza); ne’ pensi a quando, purtroppo, per un cancro, l’assicurazione ti spennera’ o ti tagliera’ la copertura sanitaria, come e’ successo a Roma alla mia amica dall’oggi al domani e nel mentre delle sue cure.

Qui (Miami) la maggior parte dei cittadini e’ cubana, arriva in questa citta’ attraversando traversie e pericoli (veri, come i migranti che sbarcano a Lampedusa) per mare e per terra e si definiscono rifugiati politici. Dopo un anno e un giorno ottengono residenza, assistenza sanitaria, sussidi e aiuti alimentari; e dopo un anno e un giorno di attesa ricominciano a fare la spola con Cuba e rivendono li’ quello che ottengono qui, o campano li’ coi dollari ricevuti qui, alla faccia del perseguitato politico. Oppure richiamano i familiari con il ricongiungimento e nel giro di pochi anni sei persone della stessa famiglia ricevono gli aiuti sopra descritti. Non tutti, ovvio. Ma questo tipo di assistenza Americana come la valutiamo? E sono sempre gli stessi guerrafondai, eh.

Nella vita di tutti i giorni fai i conti coi negozi, il postino, il traffico, il tuo lavoro, il medico generico e la spesa. Ed e’ li’ che trovi la risposta alle tue domande: mi piace o non mi piace? Posso scegliere se stare o andare? Perche’ e’ ovvio, se si e’ costretti a stare e ti fa schifo, ti manca l’aria pure per le scarpe che indossi.

Pero’ ecco, prendiamo le cose per quello che sono e valutiamole senza dover sempre trovare l’antitesi che smentisca e rimetta il bilancino al centro.

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0 pensieri riguardo “Non e’ una gara”

  1. Semplicemente ogni luogo /cosa/persona ha i suoi pro ed i suoi contro, che sono sia oggettivi quanto soggettivi. Le persone cattive, come quelle buone,non hanno ne nazionalità, ne religione ne colore politico dice sempre mia nonna (usando parole un pò più colorite)e dunque dire che un paese è meglio o peggio dell'altro vale quel che vale.

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  2. a un mio buon conoscente di Casoria NA fu chiesto di aprire un ufficio staccato (trasporti) a Milano, arriva fa una fatica della madonna ad ambientarsi, e un giorno in aereo da NA a MI conosce una tipa napoletana che lavora all'INAIL di MI, ammmmore nozze subito un figlio. E poco dopo lei rimane di nuovo incinta e sono 2 gemelli.PANICO. Ottengono il trasferimento a NA entrambi, perchè quì a MI non ce la possono fare economicamente con 3 bimbi piccoli, e nessun parente ad aiutarli. Tornano a NA nascono i gemelli e non riescono + a capire le dinamiche napoletane, e richiedono il trasferimento, lo ottengono, con una casa dell'INAIL in una bella zona di MI a basso affitto e sono ancora qua dopo 10 anni. Napoli e Milano sono lontanissime come modus vivendi, io credo sia utile cercare di trarre il meglio dal posto dove si vive. Ma se il posto ti dà il pane, continuare a criticarlo, come fanno molti, è irritante. In effetti il clima di MI è orrendo. Per il resto io la adoro. baci sandra frollini sì anche la burocrazia è tremenda.

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  3. Torno, perchè mi ero persa il commento di Eli che ti ha ispirata e devo dire che mi piace come è stato gestito. Era partita, al di là di dimenticare la firma, un po' col piede pesante, diciamo piede di porco trattandosi di furti, e poi alla fine avete convenuto che ogni paese ha i suoi lati positivi.Il problema è proprio la gara, come quando si vuole a tutti costi parlar male di MI e si tirano in ballo confronti che non reggono, la classifica degli orrori. E' chiaro che se mi dici:- a MI c'è la nebbia, o fa un caldo boia o si gela, e quando sarebbe la stagione di mezzo con 20 gradi diluvia (ok non è sempre così), a NA abbiamo il mare e il sole. Non regge, allore io ribatto con la spazzatura alta come il K2 per strada e mi si ricorda la pizza il vesuvio e l'altruismo, non si va più a casa. Ma soprattutto, a che pro? Niente gara please, cerchiamo di star bene dove siamo se non possiamo/vogliamo andarcene. E cerchiamo pure di essere obiettivi, un minimo.

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  4. Le differenze ci sono in ogni dove…Scoperta di questa settimana: c'è differenza tra disoccupato e inoccupato per avere cure gratuite se hai un reddito al di sotto di una certa cifra…ma solo in Lombardia, nel resto d'Italia sono equiparati!!!

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  5. Mi piace.Nel tuo lunghissimo e interessante post, hai usato due parole semplici ma importantissime…”puoi scegliere”, riferito al tuo nuovo paese di adozione.Il problema di chi rimane da questa parte dell'Oceano è proprio questo, l'impossibilità cronica, per le persone serie, di poter scegliere, che inesorabilmente vengono trascinate nel vortice della maleducazione e strafottenza insita negli italiani.Ogni posto ha i pro e i contro, ovvio, ma io mi chiedo spesso se quello che faccio quì, io lo facessi in un'altra parte del mondo cosa avrei ottenuto? Sicuramente molto di più….nessun titolare mi avrebbe tenuta a lavorare a nero per anni (se vuoi lavorare si usa questo sottile ricatto), un'altro titolare non mi avrebbe buttata fuori per “crisi” negandomi 13 anni di liquidazione, non avrei lavorato 10 ore per anni ma retribuita per 6 (altro ricatto)….Questo è quello che succede in questo paese, e sarà sempre così, perchè quì si è completamente privi di una cosa basilare…il rispetto! Spiegatemi come si fa a stare sereni in un contesto del genere? Mi piace pensare che si possa migliorare, sempre e comunque, ma farlo quì in Italia non è cosa facile…..

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  6. Non ho molto altro da aggiungere alle tue riflessioni solo che fare i confronti è inutile sopratutto quando in un posto ci devi stare per forza, te lo fai piacere e alla fine finisci per amarlo e trovare i tuoi spazi anche li, io dopo 7 anni da emigrata torno a casa e sai che ti dico la città in cui vivevo mi mancherà e troverò cose che non mi vanno anche nel mio ambiente ma fondamentalmente sono come te mi adatto, l'America sembra un paradiso da qui così come lo sembrerebbe anche un posto qualsiasi fuori dall'Italia in questo momento, purtroppo l'Italia siamo noi e se ci adeguiamo e non cerchiamo di cambiare le cose anche nel piccolo non cambierà mai, se pensiamo che non possa cambiare e non ci sforziamo per farlo non cambierà niente, educazione, rispetto sono valori che puoi avere o non avere anche fuori da qui!

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  7. …non voglio innescare una inutile polemica, forse non mi sono spiegata bene io. L'America, la Germania, la Francia, Il Canada e via discorrendo non sono dei Paradisi, lo so bene, ci sono stata e ho visto anche cose negative, come ci sono in ogni dove, ma è estremamente difficile cambiare le cose nel nostro piccolo,come dici tu Starsdancer, perchè attuando le nostre piccole variazioni veniamo visti come “alieni”. Io ovviamente sono quella che rispetta le file in verticale e non in orizzontale, cedo il passo alle generazioni precedenti, ai bancomat mi giro dall'altra parte quando qualcuno effettua un prelievo, che ringrazia sempre la commessa che mi serve, e via di questo passo, ma sapeste che depressione quando questo mio stile di vita viene puntualmente ignorato e a volte deriso. Io, ovviamente continuo su questa strada perchè io sono diversa, e mi costa tantissimo affrontare ogni giorno questo normale vita maleducata. Noi italiani siamo così, non c'è niente da fare, una gentilezza costa tanto quindi si risparmia anche su questo, visti i tempi. Siamo tante cose, tranne essere un paese civile.

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  8. L'Italia a me manca e tanto…ma sai perché partì ero stufa di lavorare a contratti tipo quelle agenzie un mese per poche lire sfruttata…e poi punto ed a capo…credimi sono riusciuti mentre lavoravo in una galvanica ed il medico aveva detto che ero non idonia …per questioni mie rischiavo un tumore…che poi io mi facevo doccia tutte le sere anche se le condizioni lavorative erano poco sicure con venti cm di acqua galvanizzata ai piedi…di passare e farmi firmare in un figlio un consenso che poi alla fine invece c'era spazio nel figlio e diventò il mio licenziamento..da lavora in nero…e sfamarsi con gli spiccioli…allora un natale che piansi avevo solo una lattina di pelati per mangiare piansi dalla fame e dalla montagna di roba che non riuscivo a pagare…partì per la Germania è stata dura all'inizio italiani che sfruttano italiani..qui è normale..ma con i tedeschi ho trovato serietà..non esiste il lavoro nero…e ti aiutano con la dissocupazione e sussidi vari..sono freddini il tempo fa schifo ma non ho mai pianto la fame qui…la scelta di tornare..?No.

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  9. ehm: ” ma il clima e' pessimo, la gente e' spesso fredda e il centro si gira in uno sputo” non proprio! Il clima NON è pessimo! 🙂 A Londra, o in Germania, o nel nord della Francia lo è, a Milano spesso c'è il sole! 🙂 piove solo un mese l'anno e è vicino a tutto, il centro è assolutamente affascinante come quartieri meno noti ai turisti, quando ci lavoravo e giravo in scooter spesso giravo a testa in su ammirata. E c'è di tutto, un'offerta culturale notevolissima degna delle altre città importanti europee (e poche in America). Io sono quasi milanese, vivo a 20km, ci ho studiato e lavorato per anni, sinceramente non ci vivrei specie ora con una figlia piccola, preferisco mille volte la zona dove sono io, nel verde e meno incasinata, ma con un'ora di mezzi sono a Milano (in auto è improponibile, questo sì) e questo mi fa piacere. Almeno finchè sono giovane (;) molto…) . E non siamo tutti “freddi” 😉 anche perchè a Milano di milanesi ne sono rimasti ben pochi. Detto questo, hai ragione: ovunque e in chiunque c'è del bello e del brutto. E la domanda deve essere sempre “io cosa voglio? cosa cerco?” e poi un trasferimento non deve necessariamente essere per sempre, no? ciao!

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  10. tante cose ci sarebbero da dire… mi uniso a Ci e a Sandra nel dire che non e' vero che Milano e' brutta :-), ma io ci sono stata solo una volta e non faccio testo :-Dok, non e' questo il punto…come dice Stardancer “l'italia siamo noi” e se non cambiamo noi per primi non possiamo pretendere che le cose cambino.a me arrivano tante email che dicono “conosci qualcuno che mi puo' dare una mano?” e similari… no, non conosco nessuno, ma se noi andiamo avanti cosi', cercando vie traverse e scorciatoie, come facciamo poi a lamentarci se gli altri fanno la stessa cosa?ok, non posso parlare, non sono in italia… ma non sono qui in america perche' volevo fuggire dall'italia, e' successo “per caso”, e vedere che dall'italia tutti se ne vogliono andare anziche' migliorarla mi rattrista sempre.capisco anche la disillusione di Marya :-(, e mi spiace molto… se in america si sta bene (per tante cose, ma non per tutte) e' perche' gli americani sono ottimisti, e credono nel poter cambiare le cose che non vanno beneeh no, qui non e' un paradiso, perche' anche qui ci sono cose che non vanno bene, ma capisco che agli occhi di chi vive un'altra realta' possa sembrare tale

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  11. *Si giudica in base alle proprie esperienze e alle proprie esigenze*Questa è la base da cui partire, concordo in pieno. Niente di più vero: quando vivi all'estero e in tanti esteri – incluso oriente e occidente – alla fine capisci appieno anche le tue esigenze. Ogni posto ha le sue ombre, e i suoi terribili, atroci difetti, come le mancanze. Ma c'è sempre una contropartita.Al momento, se potessi restare qui dove mi trovo adesso, lontana dall'Italia, lo farei senza rimpianti (a parte la famiglia e gli affetti più sinceri, non mi mancherebbe niente, ma anche in Italia le mie radici le vedo pochissimo, come te del resto). Lo farei senza rimpianti perché nonostante l'India sia un posto allucinante e contraddittorio (e badate bene, non sono presa dal trip della spiritualità ecc ecc, bazzico questo posto da ormai 14 anni, ci ho vissuto e lavorato per 2 anni di fila, quindi un pochino, solo un pochino, lo conosco). L'India è il paese delle contraddizioni, ma qui almeno mi sento “viva” e sento “vita” attorno a me. Energia pulsante. In Italia questa sensazione non la sento da anni, forse quando siamo nati noi negli anni 70 c'era ancora una certa energia. Non parlo di criminalità, evasione fiscale, assurdità burocratiche (l'India batte l'Italia su tutti i fronti, i difetti dell'Italia qui a volte sono centuplicati, ahimè) ma di “sentimento”, possibilità. Ecco, noi italiani ci siamo spenti, così la vedo io. Ma non vuol essere una verità assoluta.(Insomma qui se faccio un seminario di due giorni all'università, mi pagano, senza che debba chiedere niente. All'università di Bologna per 10 ore di lavoro, mi hanno offerto 15 euro di rimborso spese per pagarmi il treno Ravenna-Bologna-Ravenna). Mah!Un abbraccio a chi resta in Italia, e a chi per scelta, costrizione, fantasia o follia, saggezza e altro se n'è andato.

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  12. Ho scoperto che il disoccupato ha diritto alle cure gratuite se ha un reddito in famiglia al di sotto di una certa soglia, l'inoccupato, che sfortunatamente non è riuscito a trovare lavoro, invece se cure se le deve pagare, anche se ha un reddito in famiglia al di sotto della stessa soglia. Questa cosa però solo in Lombardia, nelle altre regioni d'Italia il non occupato ha diritto come il disoccupato. Non so se mi sono spiegata bene…mi sa che ci faccio un post, è giusto che si sappia questa cosa!!!

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  13. Ho scoperto che il disoccupato ha diritto alle cure gratuite se ha un reddito in famiglia al di sotto di una certa soglia, l'inoccupato, che sfortunatamente non è riuscito a trovare lavoro, invece se cure se le deve pagare, anche se ha un reddito in famiglia al di sotto della stessa soglia. Questa cosa però solo in Lombardia, nelle altre regioni d'Italia il non occupato ha diritto come il disoccupato. Non so se mi sono spiegata bene…mi sa che ci faccio un post, è giusto che si sappia questa cosa!!!

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  14. Lucy mi dai tempo fino martedì per dire la mia? Voglio rispondere per bene e dal telefono fatico e poi mi partono quei messaggi come quello anonimo scritti così di pancia e poco chiari! Ora sono fuori…grazie per il post comunque scritto benissimo ma ho il cuore che mi esplode dalla voglia di riuscire a spiegarmi cone vorrei!Eli

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  15. Forse mi sono venuti gli occhi come il cagnolino Spank, te lo ricordi? 🙂 però davvero penso che la cara Milano non sia poi così male, anche se in tutta onestà poi io sto bene ovunque, o se sono di umore nero sto male persino in California! Ora ho letto tutti i commenti e sì, ogni storia è a se, ma tanto dipende da noi, almeno questo per quanto ho visto e vissuto io. Ora sto provando a fare così, guardare con occhi consapevoli (ci si prova…) http://ilmondodici.blogspot.it/2013/02/con-gli-occhi-sul-mare.html

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  16. Sandra io e te dobbiamo vederci davvero, a questo punto dobbiamo incontrarci in uno di quei locali pieni di atmosfera milanese doc 😉 o sotto il duomo, guardandolo con gli occhi che luccicano… baci

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  17. Credo che Clara abbia espresso il senso di tutto quello scritto fino ad ora. Quando dico “espatrio” non penso solo a Lucy a Miami, Marica a San Diego, Michela a NY, ma penso a qualcosa di più ampio, luoghi meno invitanti ma comunque abbastanza avanti da consentire a chi ci va una vita discreta ed un positivo entusiasmo teso al miglioramento delle proprie potenzialità. E questo si può fare anche in India, come Clara dimostra con le sue affermazioni. Ha ragione quando dice che “siamo spenti”, è così che si sentono quelli che non vedono futuro ne per se stessi ne per i loro figli, che è la cosa peggiore. A volte non si può fare le valigie e partire, credetemi, non per vigliaccheria ma proprio non si può e allora ci si rassegna, si seguono i blog di chi è stato più fortunato o coraggioso che dir si voglia, e ti illudi che piano piano tutto quello che ti circonda migliorerà, tutti faranno la loro brava parte e la qualità della vita sarà eccezionale! Ma è solo una chimera.Un mio amico, che si sta preparando per un futuro professionale all'estero, dice che per avere un paese migliore ci serve un grande tsunami, che distrugga tutto salvando solo un uomo, una donna, un cane, un gatto, una gallina e un gallo. Da questi sopravvissuti, provare a ricostruire un Italia migliore. Sorrido, ma non posso non dargli ragione, non si può fare una guerra con 4 soldati.

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  18. Anche mio marito dice sempre così che per cambiare l'Italia bisognerebbe avere un tsunami che distrugga tutto o almeno parte di quello che è la nostra classe dirigente odierna.Anch'io come Sandra sorrido e credo di essere un'eccezione :)credo che fondamentalmente in Italia ci sia il sogno dell'estero per ottenere riscatto e rispetto che qui in Italia non si ha, anche se non tutti quelli che escono fuori diventano chissà cosa o chissà chi, però c'è il mito del cervello in fuga e questo credo sia fuorviante, faccio l'esempio dell'università in cui ho lavorato (gratis e non) fino a poco tempo fa, la maggior parte di quelli che ci lavorano, anche se giovani, in pochi sono veramente indipendenti e capaci di fare da soli senza barone (questa è la mia esperienza) anche se sei capace ti devi sempre attaccare al prof di turno perchè altrimenti non vai da nessuna parte, io ho avuto un'esperienza molto particolare e ho mollato un dottorato e una probabile carriera universitaria attaccata al barone di turno solo perchè non avevo sbocco se non con lui, non me la sentivo, non ero io e non lo avrei sopportato, ma la maggior parte della gente non avrebbe avuto il coraggio, un'occasione così non si spreca continuano a ripetermi in molti eppure molti non avrebbero guardato in faccia nessuno pur di ottenere quel posto. All'estero credo che difficilmente si trovino i baroni o comunque i test di selezione sono decisamente meno controllabili dai prof. Purtroppo continuo a ripetere che l'Italia siamo noi e se ci facciamo “corrompere” dal sistema usciamo sconfitti per noi e per i nostri figli.

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  19. E' la prima volta che scrivo sul tuo blog, anche se lo seguo da tempo. In questa occasione mi sento parte in causa e le tue parole non potevano essere più giuste.Credo sia normale, considerata la situazione attuale in Italia, che tante persone abbiano voglia di ricominciare una vita in un paese diverso e non a tutti è data la fortuna di trovarsi di fronte all'occasione giusta al momento giusto.Non si tratta di fuggire, ma di sfruttare una possibilità.Io vivo in Brasile, un paese enorme, pieno di contraddizioni. Ci sono cose impagabili come un clima caldo tutto l'anno, un paesaggio tropicale mozzafiato e grandi possibilità lavorative. Così come ci sono cose dell'Italia che non smetteranno mai di mancarmi.Questo mondo virtuale permette l'incontro di persone che vivono nei paesi più disparati, ognuno con i suoi pro e contro. Nessun luogo è perfetto, ma se riusciamo a sentirci a “casa”, credo sia già un successo.Personalmente non smetterò mai di essere grata al destino per avermi dato questa chance, così come rimarrà sempre un legame forte con il paese in cui sono cresciuta. Poi si sa,”l'erba del vicino è sempre più verde”, ma ognuno deve cerchere di ottenere il meglio da quello che ha, ovunque nel mondo.La tua bambina è bellissima.Un abbraccio.

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  20. Più che altro non può essere modificata la valutazione in sede d'esame perchè i controlli sono decisamente migliori credo o per lo meno si cerca di scegliere quello migliore dal punto di vista curricolare mentre qui si sa 😦

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  21. Bello questo post e bellissimi i commenti. Tutti diversi come diverse sono le situazioni di vita che ci inducono a stare o partire. Io sono sempre stata ferma, tranne per un breve periodo, ma la scelta era facile perché la mia famiglia aveva bisogno di me. Poi io ci vivo bene qui a Torino, ma alcune cose mi mancano. La prima è il senso civico, ieri mi è caduto l'occhio su uno spartitraffico e ci ho visto un sacco di pattumiera. Come è possibile pensare che la nostra cartaccia o lattina buttata per strada non sporchi il mondo di tutti, compresi i nostri stessi figli? La seconda è il rispetto, verso persone, cose o luoghi. Mi piacerebbe che mio figlio un giorno vivesse in un luogo dove la comunità conti e vorrei che fosse qui, tanto perché fosse davvero libero di scegliere.

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  22. Si', il buono e il marcio stanno ovunque.e io vengo da una piccola cittadina in italia e mi scazzo a stare ore e ore in macchina qui a L.A. Probabilmente, venissi da Roma, mi sembrerebbe il paradiso. Quantomeno e' un traffico ordinato.Poi Strazioman e' stato a Orlando e ha visto che non c'erano macchine sulle strade e quando io sono stata a San Diego mi pareva impossibile che non ci fossere lunghe file o che riuscissi ad arrivare da A a B in tempi rapidissimi. Quindi poi ho pensato anche che mia figlia piangeva nel car seat perche' probabilmente era messa alla prova piu' dei bimbi che vivono in citta' piu' piccole. E quando mi dicono che in italia devi andare dal privato per essere curato bene, io mi arrabbio perche' devi venire qua e vedere quanto costa il privato senza assicurazione per capire di cosa stiamo parlando. Sono arrivata qui che ero incinta di 3 mesi, era il 30 settembre, l'assicurazione con il lavoro di Strazioman e' partita dal 15 dicembre, in quei due mesi e mezzo abbiamo speso di tasca nostra oltre 5 mila dollari e io il ginecologo in quei due mesi e mezzo l'ho visto due volte. E non potevo assicurarmi da sola, in attesa che partisse l'assicurazione di Strazioman, perche' ero incinta e se sei incinta non ti assicurano (forse non e' piu' cosi'). Che meraviglia qui in America i negozi aperti fino a tardi e gia' dalla mattina alle 6. E che meraviglia la gente educata che ti saluta e che saluta la piccoletta. In Italia c'e' un imbarbarimento dei modi che io mi chiedo come facciano i turisti ad avere ancora voglia di venire a passarci le vacanze. E del post sugli oggetti rubati, a me non pareva una lamentela, ma la constatazione che siamo un paese sempre piu' povero e la poverta' rende cattivi. E mi piange il cuore perche' belli finche' vuoi gli USA, ma dopo 10 anni, se in Italia ci fosse lavoro, io ci tornerei di corsa. Perche' e' il mio paese e lo amo e mi sento a casa solo li'.Insomma tante cose. ciai Lucy!valescrive

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  23. Valescrive dal telefono non riesco bene ma hai espresso tu quello che volevo dire, trasferirsi in usa non è da considerare come la soluzione ai problemi che ci sono in Italia,non è tutto oro quello che luccica, se non hai i soldi li te lo scordi di avere possibilità di educare i tuoi figli o di avere assistenza sanitaria, e non sto giudicando la qualità del servizio,non ce l'hai proprio! E vi sembra poco? Se una persona in usa riveste ruoli da dirigente o comunque mooolto ben pagati certo che andrà a stare meglio,altrimenti nisba,nien,nothing.crescere due figli in usa con stipendi da commessi è impensabile,non paragonabile nemmeno per striscio all'Italia. Tuttavia ha pienamente ragione lucy che nella sua esperienza personale ha paragonato la qualità di vita delle città i cui ha vissuto in Italia,e sono realtà che io non conosco affatto.io parto con una diversa visione,abito a forte dei marmi e avendo lavoro “sicuro” li,trovo non ci sia nulla di meglio della mia Italia. Il traffico?gestibilissimo! Documenti?ti rechi nell'ufficio idoneo negli orari giusti e lo fai.istruzione? Sanità?io ne ho esperienze bellissime che non sto ad elencare.devo anche dire che sono Toscana pura quindi a parte qualche tempo a Milano e Roma che non ricordo in quanto ero troppo piccola,la mia esperienza italiana è questa. In usa ci ho vissuto solo come baby sitter da amici e nel frattempo studiavo ma la mia opinione completa me la sono fatta recentemente solo data da rapporti con diversi amici che abbiamo residenti in svariati posti degli stati uniti. Occhio a voler fuggire a tutti i costi dall'Italia,occhio! Ovvio poi che sono totalmente schifata dalla nostra classe dirigente e da quel che combina chi ci deve portare verso il futuro,e siamo a livelli ineguagliabili,ma non pensiate che negli states e in tutte le altre nazioni non accada questo! Il discorso è molto ampio, poi se vogliamo andare oltre riguardo alla violenza,ai ladri e psicopatici, è vero che dobbiamo paragonare gli usa all'intera Europa,ma che percentuale di vittime per abitanti hanno là? Ci sono indubbiamente città tra le più pericolose al mondo dopo America latina quindi non è un paragone ma l'Indole violenta ce l'hanno eccome. Anche in Italia si rischia è vero, ma chi è a commettere la maggioranza dei crimini? (E qui mi linceranno) stranieri. La situazione politica e sociale è pessima, ma grazie al cielo ognuno ha il suo parere e le sue opinioni e in conclusione mi sentivo solo di voler portare una parola buona alla mia Italia,in cui per ora grazie a Dio,vivo e voglio vivere.Eli

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  24. Sicuramente il tuo giudizio, e quello di chi vive in usa da molto tempo, e' piu' obiettivo del mio. Anche io e My torneremmo in Italia, credo, se avessimo le stesse opportunita' che gli hanno dato qui, l'Italia non mi e' mai andata stretta; pero' ci sono delle cose che a volte fanno proprio cascare le braccia.

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  25. Eli, grazie per il tuo commento. Solo che mi sa che mi ci serve un post :)Allora, parlo per Miami: perche' dici delle scuole private? Tutte le persone che conosco mandano i figli alla scuola pubblica, e da quanto osservo mi sembra che si trovino gran bene. Il Magnet e' un programma che in Italia non abbiamo e mi sembra una bella idea, e comunque l'istruzione e' gratuita. E bada bene che le persone che conosciamo noi sono camerieri (vabbe', loro guadagnano!), lavapiatti, room service, cuochi ecc. Pochi manager tra le nostre frequentazioni :)Violenza: si'. Pero' quello che si puo' fare qui e' controllare la percentuale di criminalita' nei quartieri, o il livello di qualita' delle scuole, o la possibilita' di godersi il quartiere a piedi, tutto pubblico in rete. E' gia' qualcosa.E si', mo' me linciano pure a me, pero' concordo che i ladri di profumi e di dispense non sono italiani.E poi si', sei fortunata, Forte dei Marmi e' bellissima!!

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