Ultimamente mi capita di avere a che fare con donne con un evidente problema di separazione. La cosa e’ strana, ma mi rincuora il fatto che sia capitato anche a mia sorella.
L’ultima in ordine di tempo e’ stata questa qua del debate.
Giorni prima dello scazzo in questione le avevo raccontato che mia suocera era caduta. Lei si era mostrata molto preoccupata e sollecita, mi mandava messaggini per sapere come stesse e se avessi bisogno di aiuto. Non siamo “amiche”, quindi la cosa mi aveva un po’ meravigliata, ma siccome le sudamericane fanno molto comunita’, mi ero detta che fosse normale per la loro cultura. Lei chiudeva ogni messaggino con Qualsiasi cosa, chiamami.
Non c’e’ stato bisogno, ovviamente.
Poi lo scazzo.
Ora, a mente fredda, penso che una parte delle sue lacrime potessero essere dovute alla discrepanza, nelle sue aspettative, tra quanto lei avesse proiettato su di me, la sua indispensabilita’ come persona, e quanto invece io mi stessi dimostrando ingrata nei suoi confronti, addirittura la attaccavo.
Una cosa simile e’ successa a mia sorella qualche settimana fa. Ha stretto amicizia con una ragazza grazie ad un hobby comune. All’inizio carinissima, piena di premure, consigli. A volte i consigli erano non richiesti; mia sorella continuava a dire grazie, per cortesia, conoscendosi ancora poco, poi ha iniziato a mostrare qualche scarto, No, guarda, non e’ come pensi, ma lei non recepiva. Anzi. La tipa in questione, con i giorni, si faceva sempre piu’ pressante, chiedendole in continuazione di vedersi per lavorare insieme. Mia sorella e’ sola con due bimbi, lavora e non ha tutto questo tempo, al contrario di lei che e’ a casa, e ha quindi cominciato prima a declinare gli inviti, poi a negarsi; ma piu’ lei si allontanava, piu’ questa viveva la minaccia dell’abbandono insistendo sempre di piu’, fino a proporle un impegno a cadenza fissa. Mia sorella le ha detto allora che non avrebbe potuto garantire un impegno simile e contemporaneamente ha deciso di sottrarsi a tutta questa pressione.
Apriti cielo.
Ma mica mi stai mollando cosi’!?
La tipa non demorde e chiama un’amica comune ad entrambe dicendole “Scommetto che lei ha iniziato a frequentare Maria, ora e’ lei la sua migliore amica, ecco perche’ non vuole piu’ vedermi!” Per poi, dopo qualche giorno di indagini, richiamare e dire, sempre a questa amica comune “Ah, me lo poteva dire che aveva deciso di iniziare quell’altro hobby con Maria!” cosa non vera, mentre la Maria in questione era vera ma esisteva da sempre e mia sorella e la sua amica che ha ricevuto la telefonata si stanno ancora chiedendo da chi abbia potuto ottenere questa informazione; dal che l’hanno soprannominata la stalker. Dopo qualche giorno di silenzio di mia sorella, la stalker cerca di tornare all’attacco usando un bieco stratagemma: “E ora cosa dovro’ dire a mia figlia quando mi chiedera’ perche’ tu non vieni piu’ a trovarla?”
Ovviamente e’ finita li’, dopo un altro miliardo di messaggini su whatsApp e su fb. La stalker sostanzialmente non si capacita e la stronza e’ mia sorella.
Ora che ci penso, non ci facciamo mancare niente, noi. E’ capitato anche a My.
Una donna sulla settantina, cuoca in albergo da ben prima che arrivasse lui. Non avendo macchina, ogni tanto lui la accompagna a casa, abitiamo relativamente vicini, ed e’ anche capitato che lui le portasse la spesa grossa, tipo l’acqua, perche’ il marito e’ invalido. Lo scorso compleanno di My gli fa un regalo esageratamente costoso. Nel senso, per il rapporto che avevano. Pero’ ci stava, si voleva sdebitare in qualche modo, anche se non avrebbe dovuto. E lo stesso per la nascita della bimba, ci ha dato in mano la busta con 80$. Troppo.
Qualche giorno fa in albergo hanno avuto una discussione questa donna qui e la direttrice delle risorse umane (quella del folder Drama) su un fatto che era accaduto qualche giorno prima. Essendo lui ora in carico alla cucina, certe cose, la faccio breve, non puo’ tacerle, altrimenti il Q lo fanno a lui. Un pomeriggio lei telefona a My, io ero presente. Gli attacca un pippone sul perche’ lui fosse stato scorretto a raccontare certe cose alla direttrice, che lei una cosa cosi’ non se la aspettava dopo tutto quello che lei aveva fatto per lui, e che gli aveva dato una coltellata e un sacco di altre cose. Risultato: non gli rivolge piu’ la parola e gli tiene il muso. Settant’anni, eh.

Da mariabeatricetoro.com

Questo genere di donne di solito credono di essere indispensabili, di essere le uniche detentrici di verita’ e saggi consigli, e che senza di loro il mondo cadrebbe. Senza il loro sostegno tu non esisti, spesso addirittura sono in grado di anticipare bisogni e stati d’animo di cui tu non ti sei reso conto, Ma perche’ ci stai dentro, ovviamente, invece io – che sono la tua migliore amica unica indispensabile e perfettissima – me ne sono accorta – e quindi tu non puoi piu’ fare a meno di me – !
Queste donne (non mi e’ mai capitato di incontrare un uomo cosi’, avra’ a che fare con il ruolo materno) tendono a creare un rapporto di dipendenza in cui l’altro non puo’ essere autonomo. Tipicamente hanno figli che, guarda un po’, piangono disperati perche’ non vogliono andare a scuola, ma mi e’ capitato di conoscere un paio di psicologi (ora che ci penso, uno era uomo, ma chissa’ se era una strategia o era cosi’ anche nella vita, non ho idea) che creavano dipendenza nei pazienti e la terapia era prolungata all’infinito.
Devo dire che una volta e’ capitato anche a me. Piu’ di dieci anni fa, al lavoro c’era un ragazzo un po’ timido ma molto simpatico, un coetaneo. Non so perche’ ma mi veniva in continuazione di dargli consigli, dirgli cosa fare in certe situazioni, finche’ un giorno, dopo aver obiettato ad una comportamento che lui mi aveva raccontato aver tenuto in un certo frangente, mi sbotta e fa Ao’ ma mica sei mi’ madre! Giustamente, direi. Da allora sono sempre stata molto attenta, ma soprattutto poi la vita mi ha proposto un altro modello relazionale e quindi e’ finita li’ la mia avventura nella suoceritudine nelle relazioni sbilanciate in senso materno.
Essendo la relazione un processo che necessita di almeno due persone, mi pare evidente che se la mamma ha un problema di ansia da separazione e tutto quello che fa serve a scongiurare la distanza, il figlio rispondera’ esattamente in quella direzione. Finche’ e’ piccolo. Essendo loro indispensabili, inoltre, il figlio non puo’ stare con nessun altro perche’ nessuno lo capisce come lo capiscono loro. Mi scriveva la tipa dello scazzo che non aveva potuto lavorare allo speech perche’ aveva dovuto occuparsi tutto il giorno del figlio. E io: Cosa ha, piccino? E’ malato? E lei:

No, he’s not sick. But he’s a very demanding child since he was born, and he only wants to stay with me.

Eccola li’, mammina cara.
E tanto per restare in tema, la mia opinione e’ che una cosi’ e’ fatta esattamente della stessa pasta.
No, l’iperprotezione non e’ la scelta piu’ adatta in una relazione, con un adulto ne’ con un bambino. L’unica alternativa che ha un figlio inserito in una relazione ansiosa come questa, e’ di fuggire in un modo brusco strappando violentemente il legame. Un po’ come ha dovuto fare mia sorella. La parte peggiore e’ ovviamente che queste donne non si rendono affatto conto di avere un problema di separazione, perche’ loro sanno tutto. Sei tu che non ti rendi conto, o sei un ingrato: E io che volevo solo aiutarti!! E sebbene si lamentino del bambino tanto attaccato alla loro gonna, ogni soluzione proposta per aiutarlo a crescere indipendente cadra’ nel vuoto, o trovera’ soluzioni di compromesso in cui le circostanze faranno in modo di dimostrare, a loro stesse e al mondo, che avevano ragione e che quella scuola li’ non va affatto bene. Per le maestre, per i bulli, perche’ non ha amici, per il quartiere, qualsiasi scusante va bene. E se tu provi a far notare la evidente relazione tra la sua aspettativa e la profezia che si e’ autoavverata, avrai davanti due alternative: il diniego, o il rifiuto. Perche’ queste donne sono graniticamente convinte di avere ragione, e un dubbio non puo’ insinuarsi nella loro mente.
Al massimo risponderanno ancora in maniera passivo aggressiva dicendo Non so proprio di cosa tu stia parlando, ma cosa succede??? Forse sei un po’ stressata ultimamente.
Tranquille. Se vi e’ capitato, si chiama Controidentificazione proiettiva.

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