Cozze e scogli – Mammina cara #8

Ultimamente mi capita di avere a che fare con donne con un evidente problema di separazione. La cosa e’ strana, ma mi rincuora il fatto che sia capitato anche a mia sorella.
L’ultima in ordine di tempo e’ stata questa qua del debate.
Giorni prima dello scazzo in questione le avevo raccontato che mia suocera era caduta. Lei si era mostrata molto preoccupata e sollecita, mi mandava messaggini per sapere come stesse e se avessi bisogno di aiuto. Non siamo “amiche”, quindi la cosa mi aveva un po’ meravigliata, ma siccome le sudamericane fanno molto comunita’, mi ero detta che fosse normale per la loro cultura. Lei chiudeva ogni messaggino con Qualsiasi cosa, chiamami.
Non c’e’ stato bisogno, ovviamente.
Poi lo scazzo.
Ora, a mente fredda, penso che una parte delle sue lacrime potessero essere dovute alla discrepanza, nelle sue aspettative, tra quanto lei avesse proiettato su di me, la sua indispensabilita’ come persona, e quanto invece io mi stessi dimostrando ingrata nei suoi confronti, addirittura la attaccavo.
Una cosa simile e’ successa a mia sorella qualche settimana fa. Ha stretto amicizia con una ragazza grazie ad un hobby comune. All’inizio carinissima, piena di premure, consigli. A volte i consigli erano non richiesti; mia sorella continuava a dire grazie, per cortesia, conoscendosi ancora poco, poi ha iniziato a mostrare qualche scarto, No, guarda, non e’ come pensi, ma lei non recepiva. Anzi. La tipa in questione, con i giorni, si faceva sempre piu’ pressante, chiedendole in continuazione di vedersi per lavorare insieme. Mia sorella e’ sola con due bimbi, lavora e non ha tutto questo tempo, al contrario di lei che e’ a casa, e ha quindi cominciato prima a declinare gli inviti, poi a negarsi; ma piu’ lei si allontanava, piu’ questa viveva la minaccia dell’abbandono insistendo sempre di piu’, fino a proporle un impegno a cadenza fissa. Mia sorella le ha detto allora che non avrebbe potuto garantire un impegno simile e contemporaneamente ha deciso di sottrarsi a tutta questa pressione.
Apriti cielo.
Ma mica mi stai mollando cosi’!?
La tipa non demorde e chiama un’amica comune ad entrambe dicendole “Scommetto che lei ha iniziato a frequentare Maria, ora e’ lei la sua migliore amica, ecco perche’ non vuole piu’ vedermi!” Per poi, dopo qualche giorno di indagini, richiamare e dire, sempre a questa amica comune “Ah, me lo poteva dire che aveva deciso di iniziare quell’altro hobby con Maria!” cosa non vera, mentre la Maria in questione era vera ma esisteva da sempre e mia sorella e la sua amica che ha ricevuto la telefonata si stanno ancora chiedendo da chi abbia potuto ottenere questa informazione; dal che l’hanno soprannominata la stalker. Dopo qualche giorno di silenzio di mia sorella, la stalker cerca di tornare all’attacco usando un bieco stratagemma: “E ora cosa dovro’ dire a mia figlia quando mi chiedera’ perche’ tu non vieni piu’ a trovarla?”
Ovviamente e’ finita li’, dopo un altro miliardo di messaggini su whatsApp e su fb. La stalker sostanzialmente non si capacita e la stronza e’ mia sorella.
Ora che ci penso, non ci facciamo mancare niente, noi. E’ capitato anche a My.
Una donna sulla settantina, cuoca in albergo da ben prima che arrivasse lui. Non avendo macchina, ogni tanto lui la accompagna a casa, abitiamo relativamente vicini, ed e’ anche capitato che lui le portasse la spesa grossa, tipo l’acqua, perche’ il marito e’ invalido. Lo scorso compleanno di My gli fa un regalo esageratamente costoso. Nel senso, per il rapporto che avevano. Pero’ ci stava, si voleva sdebitare in qualche modo, anche se non avrebbe dovuto. E lo stesso per la nascita della bimba, ci ha dato in mano la busta con 80$. Troppo.
Qualche giorno fa in albergo hanno avuto una discussione questa donna qui e la direttrice delle risorse umane (quella del folder Drama) su un fatto che era accaduto qualche giorno prima. Essendo lui ora in carico alla cucina, certe cose, la faccio breve, non puo’ tacerle, altrimenti il Q lo fanno a lui. Un pomeriggio lei telefona a My, io ero presente. Gli attacca un pippone sul perche’ lui fosse stato scorretto a raccontare certe cose alla direttrice, che lei una cosa cosi’ non se la aspettava dopo tutto quello che lei aveva fatto per lui, e che gli aveva dato una coltellata e un sacco di altre cose. Risultato: non gli rivolge piu’ la parola e gli tiene il muso. Settant’anni, eh.

Da mariabeatricetoro.com

Questo genere di donne di solito credono di essere indispensabili, di essere le uniche detentrici di verita’ e saggi consigli, e che senza di loro il mondo cadrebbe. Senza il loro sostegno tu non esisti, spesso addirittura sono in grado di anticipare bisogni e stati d’animo di cui tu non ti sei reso conto, Ma perche’ ci stai dentro, ovviamente, invece io – che sono la tua migliore amica unica indispensabile e perfettissima – me ne sono accorta – e quindi tu non puoi piu’ fare a meno di me – !
Queste donne (non mi e’ mai capitato di incontrare un uomo cosi’, avra’ a che fare con il ruolo materno) tendono a creare un rapporto di dipendenza in cui l’altro non puo’ essere autonomo. Tipicamente hanno figli che, guarda un po’, piangono disperati perche’ non vogliono andare a scuola, ma mi e’ capitato di conoscere un paio di psicologi (ora che ci penso, uno era uomo, ma chissa’ se era una strategia o era cosi’ anche nella vita, non ho idea) che creavano dipendenza nei pazienti e la terapia era prolungata all’infinito.
Devo dire che una volta e’ capitato anche a me. Piu’ di dieci anni fa, al lavoro c’era un ragazzo un po’ timido ma molto simpatico, un coetaneo. Non so perche’ ma mi veniva in continuazione di dargli consigli, dirgli cosa fare in certe situazioni, finche’ un giorno, dopo aver obiettato ad una comportamento che lui mi aveva raccontato aver tenuto in un certo frangente, mi sbotta e fa Ao’ ma mica sei mi’ madre! Giustamente, direi. Da allora sono sempre stata molto attenta, ma soprattutto poi la vita mi ha proposto un altro modello relazionale e quindi e’ finita li’ la mia avventura nella suoceritudine nelle relazioni sbilanciate in senso materno.
Essendo la relazione un processo che necessita di almeno due persone, mi pare evidente che se la mamma ha un problema di ansia da separazione e tutto quello che fa serve a scongiurare la distanza, il figlio rispondera’ esattamente in quella direzione. Finche’ e’ piccolo. Essendo loro indispensabili, inoltre, il figlio non puo’ stare con nessun altro perche’ nessuno lo capisce come lo capiscono loro. Mi scriveva la tipa dello scazzo che non aveva potuto lavorare allo speech perche’ aveva dovuto occuparsi tutto il giorno del figlio. E io: Cosa ha, piccino? E’ malato? E lei:

No, he’s not sick. But he’s a very demanding child since he was born, and he only wants to stay with me.

Eccola li’, mammina cara.
E tanto per restare in tema, la mia opinione e’ che una cosi’ e’ fatta esattamente della stessa pasta.
No, l’iperprotezione non e’ la scelta piu’ adatta in una relazione, con un adulto ne’ con un bambino. L’unica alternativa che ha un figlio inserito in una relazione ansiosa come questa, e’ di fuggire in un modo brusco strappando violentemente il legame. Un po’ come ha dovuto fare mia sorella. La parte peggiore e’ ovviamente che queste donne non si rendono affatto conto di avere un problema di separazione, perche’ loro sanno tutto. Sei tu che non ti rendi conto, o sei un ingrato: E io che volevo solo aiutarti!! E sebbene si lamentino del bambino tanto attaccato alla loro gonna, ogni soluzione proposta per aiutarlo a crescere indipendente cadra’ nel vuoto, o trovera’ soluzioni di compromesso in cui le circostanze faranno in modo di dimostrare, a loro stesse e al mondo, che avevano ragione e che quella scuola li’ non va affatto bene. Per le maestre, per i bulli, perche’ non ha amici, per il quartiere, qualsiasi scusante va bene. E se tu provi a far notare la evidente relazione tra la sua aspettativa e la profezia che si e’ autoavverata, avrai davanti due alternative: il diniego, o il rifiuto. Perche’ queste donne sono graniticamente convinte di avere ragione, e un dubbio non puo’ insinuarsi nella loro mente.
Al massimo risponderanno ancora in maniera passivo aggressiva dicendo Non so proprio di cosa tu stia parlando, ma cosa succede??? Forse sei un po’ stressata ultimamente.
Tranquille. Se vi e’ capitato, si chiama Controidentificazione proiettiva.

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0 pensieri su “Cozze e scogli – Mammina cara #8

  1. pure io ne ho incontrate di persone così..io li vedo anche come ricatti però. Avevo un'amica, che poi ho scoperto essere omosessuale e con una cotta per me, che mi riempiva di regali. Io le dicevo di non farmeli, che era troppo e che io non potevo ricambiare non avendo i genitori danarosi come i suoi che mi dessero i soldi, ma lei insisteva. Poi un giorno iniziarono gli scazzi e lei iniziò a rinfacciarmi tutti i regali e gli aiuti (aiuti? mai visti) che lei mi aveva dato. Inutile dire che ho chiuso con un bel vaffa…

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  2. E' vero che di solito questo genere di stalker è femmina, e sicuramente c'entra con l'attitudine materna. Io personalmente non sopporto le persone iperdipendenti e che vogliono rapporti esclusivi perché trovo sia una forma di manipolazione e che in realtà il loro “dare” sia semplicemente legato al poter poi pretendere altrettanto in cambio.Fermo restando che non mi permetto mai di giudicare le altrui relazioni sentimentali o genitoriali, però è vero che spesso è la mamma che ha bisogno di essere indispensabile per il figlio.Di solito sono quelle madri che hanno riposto tutte le proprie speranze di realizzazione nella maternità (che non c'entra col volere un figlio ad ogni costo) oppure ripongono ogni speranza nel matrimonio e creano delle prigioni dorate da cui è difficilissimo fuggire, ma è un attimo entrarci.Quando vedo che il Piezz'e Core si stacca da me sono contenta, perché è naturale, perché non è il mio fidanzato, ma mio figlio ed è giusto che un cinema con gli amici sia più desiderabile di un cinema con me.Ma vedo mamme di suoi coetanei che ancora gli allacciano le scarpe, gli portano la cartella, che anticipano bisogni che i figli nemmeno hanno, ma sono solo della genitrice medesima.Voler bene è altro ed ha volte è proprio lasciar andare.(comunque mi hai imparato una cosa nuova, lo controidentificazione proiettiva io pensavo fosse sufficiente “mi levi l'aria”)

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  3. Concordo alcune mamme terrebbero attaccati i figli a se fino a soffocarli. Secondo me il fatto che li hanno partoriti probabilmente offusca loro la mente tanto da non capire che sono persone a sè. ma la cosa peggiore è che rischiano o che i figli “scappano” o che diventino persone incapaci. A volte nemmeno sentono i bisogni che sente la mamma

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  4. Credo che chi mette in atto simili dinamiche malate sia molto solo, però sono comportamenti davvero pericolosi, anche quello di fare piccoli regalini continui per creare un legame.baci sandra frollins

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  5. proprio qualche giorno fa mi è capitato di vedere il film LE DONNE VERE HANNO LE CURVE, dove tra le tante tematiche è affrontata proprio quella dell'attaccamento morboso in famiglia. Che angoscia mi ha messo…

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  6. partendo dal tuo spunto validissimo mi verrebbe pero da chiederti un'opinione su una situazione come la mia: mamma cche lavora alla cura della casa e delle figlie 24 ore su 24 7 giorni su 7 spesso con marito fuori di casa a botte di settimane, due bimbe piccole. sono sempre contenta di vedere persone e non sono di quelle che declinano perche' hanno il pargolo anzi. pero' se una persona mi dice, dai vediamoci per 1 caffe' tanto mi faccio una pausa sul lavoro o a pranzo in centro, io le scrivo ok vediamoci quando vuoi( io tanto sono flessibile e le bimbe dormienti o sveglie me le porto dietro a ogni ora (ho sempre dietro cambio, cibo, giocattoli etc per ogni evenienza), e la persona non risponde, non insisto oltre perche' immagino che abbia i suoi problemi di organizzazione. Dopodiche' finisce sempre che ci si vede qualche tempo dopo per altri motivi e in altre situazioni e scatta sempre il “eh ti volevo chiamare ma sai io lavoro sono tanto impegnata col lavoro” come se io invece non facessi una mazza dal mattino alla sera perche' “non lavoro” e fossi piena di tempo libero: semplicmente mi porto dietro le bambine, tutto il mio tempo e' con loro presente. Di solito durante la cena mi propinano tutti i racconti della palestra, della spa, del nuovo museo e del cinema e di mille altre cose dove sono state o dove vanno regolarmente e dove io non vado perche non ho una babysitter e quindi con due bambine e col marito sempre in viaggio faccio una vita di mercati, passeggiate, giardini, caffetterie e negozi. E a fine serata invariabilmente mi dicono: dai, scrivimi quando sei libera che ci vediamo per un caffe', faccio una pausa sul lavoro o ci vediamo a pranzo.Non so, si aspettano che le insegua fino a che hanno tempo di rispondermi e fissare l'appuntamento famoso? e l altra cosa che detesto: dai uno di questi pomeriggi passo da scusa, ma quando e a che ora?perche', tanto non sei a casa con le bambine?no, io vado in giro con le bambine

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  7. Aaah intendi quelle che ti stanno facendo un favore ad avere un buco nell'agenda e poi gira gira ti fanno sentire come una che non ha tempo che per I suoi figli. Incontrata una quando ancora picci non c'era. Si direi che pure questa e' controidentificazione proiettiva. O unasemplice proiezione. Grazie Vale 🙂

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  8. aiuto. Io sul serio temevo (abitando al piano terra) di trovarmela di fronte alla finestra come Glenn Close in Attrazione Fatale. Eh sì, l'unica è fare la parte della stronza e troncare. Mi preoccupa molto di più la mamma stalker con Mio Figlio Ha Bisogno Di Me. Ne conosco, e lo sai, e sono veramente delle persone capaci di rovinare infanzia e adolescenza dei figli.

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  9. Sì e tuttora pure lei contribuisce alla generazione di sensi di colpa in me, con frasi tipo “non mi vedrai più viva”…”ah ma tanto tu sei andata via cosa ti interessa di come sto”…”potevi far senza venire in ospedale ormai, sto per venire a casa, se aspetto te posso anche fare in tempo a morire”

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  10. Io una persona così la conosco molto bene. E' convinta che senza di lei io non sappia fare niente, e quando me ne sono andata di casa è entrata in depressione. (Sono riuscita ad avere la mia indipendenza a 24 anni, tardino. Ma per lei ero troppo giovane.)Le mamme asfissianti le comprendo, la mia ha agito in maniera inconscia sulla mia psiche. So che non l'ha fatto apposta, che mi vuole bene. Ci ho messo una vita ad accettarla, ma ancora adesso capita che mi tira fuori un episodio capitato anni fa per rinfacciarmelo.Per questo motivo fuggo appena trovo persone del genere. Voglio dire, la mamma è la mamma e guai a chi me la tocca anche se non è perfetta, ma per tutti gli altri CIAO.Ti faccio un esempio: una persona con cui uscivo spesso (direi amica, ma per come sono andate le cose chissà se lo era davvero) mi ha fatto una scenata perchè mi sono iscritta in palestra con mia cugina anzichè chiederlo a lei. Questi atteggiamenti mi fanno paura!

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  11. Noi da giovani avevamo una coppia di amici così, trascinati dalla lei ovviamente. Andava tutto bene se uscivamo sempre e solo con loro, si dannavano per coinvolgerci in qualsiasi attività .. Quando ce ne siamo accorti lì abbiamo lentamente mollati, e ovviamente IO sono diventata la cattiva e ingrata! Le relazioni esclusive non fanno per me, sentirsi utili è bello ma indispensabili è eccessivo.

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  12. ma veramente! cioe' io devo aver la calamita per questi personaggi femminili in carriera che vorrebbero tanto socializzare con me per provare il brivido del crossover professionale 😀 ma poi alla fine se non le inseguo io prima di trovare un buco per me di loro spontane vanno a farsi fare la fish pedicure!

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  13. Esattamente quelle che “peccato che non sei qui ci saremo viste, peccato davvero” sono qui da un mese e se non avessi chiamato io due volte non ci saremo viste. Io come te Valentina mi porto appresso i bimbi e faccio di tutto con loro anche sembrare la madre degenere che li guarda con un occhio solo invece che stargli appiccicata mentre scendono dallo scivolo ma c'è gente che ha bisogno del progetto approvato in comune per uscire con te, e sai che penso come c'era quel film “la verità è che non gli piaci abbastanza” parlava di ragazzi, la stessa cosa vale per le amiche.Di amiche del genere cozza o scoglio ne avevo una, alla fine della nostra amicizia mi disse che ero un peso, solo perché ritenevo la nostra amicizia una cosa seria visto che durava da 10 anni ma per lei non erano sufficienti per ascoltare le mie confidenze da qui il peso :(Pensavo al tipo di analisi che hai fatto e pensavo anche che questo tipo di persone per poter andare avanti entra in una specie di simbiosi soprattutto coi figli, per cui dipende e crea dipendenza, che brutta cosa per i figli 😦

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  14. infatti!per anni mi sono sentita dire: se abitassi a varsavia ci vedremmo piu' spesso, sarebbe cosi' bello, ma la realta' e' che non vedro' alcune di queste persone piu' di due volte come quando qua ci venivo in ferie. Per fortuna qui ho anche delle amiche normali ed e' anche facile conoscere persone nuove!

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  15. Oh madonna io ho la stessa storia con l' amico di mia sorella..che insiste da mesi in facebook che faccia il confessionale e capire perché io e le mie sorelle non abbiamo rapporti,come se devo spiegare a lui il romanzo della mia vita..non contento dal capire e vorrei capire…ha incominciato a man massa a darmi colpa degli insucessi di mia sorella…non arrivando a nulla,si collegava con nick di mia sorella per parlare con me…finché non mi sono fatta sentire per due mesi…ha smesso..:-))

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  16. Un tempo sì, tantissima. Adesso riesco a gestirla abbastanza bene e sono più che altro concentrata nel non ripetere lo stesso clichè, di cui vedo già alcune tracce nei miei comportamenti @_@

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  17. La mia amica del Liceo era così. Non potevo fare nulla senza di lei ” devi dirmi tutto”. Ho chiuso i rapporti con la sorella che mi telefonava dicendo “dopo tutto quello che lei ha fatto per te”. Ma fatto cosa? L'amicizia e' un sentimento non una merce di scambio. Durante l'università ci siamo riavvicinate ma sono ovviamente riaffiorate le stesse dinamiche. Posso dirti una cosa sul post dello speech di gruppo? Mi sono riconosciuta nelle tue parole: qualche anno fa mi capito' una cosa simile: lavoro di gruppo per presentazione di un caso clinico, appena ho fiutato la disorganizzazione dei compagni ho detto “ok voi cercate le singole parti io le metto insieme nella presentazione”. Mi sono sentita una perfettina rompi palle pero' il lavoro e' venuto bene coi complimenti di tutti, Prof compreso, e ci siamo steessati al minimo. Solo che io, anche se si di agire for goods mi sento sempre una gran suocera. Bacissimi anche alla Picci pd: finiti gli esami?? Giulia

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  18. Ahah io ho una telepatia stalken..ti amo fino all' ossessione..per quattro anni mi sono subita un paranoico nei miei blog..poi ho pensato invece era donna:-) ho avuto anche amiche che mi copiavano su tutto…che so..forse faccio simpatia..:-) ultimamente appena capisco o fiuto che se attaccati alle mie mutande fino all' ossessione…scappo:-)) baci a principessa e marito:-)

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