Ieri laPicci aveva la febbre. Normale amministrazione, d’altronde era venerdi. Siamo andate a comprare le medicine e uscite nel parcheggio lei alza la testa e per la prima volta guarda la luna, che ieri era una piccola falce. E la guardava incuriosita! Cosi’ mi e’ tornato in mente quello che forse e’ il primo ricordo della mia vita. Non so quanti anni potessi avere, ero in passeggino, quindi due o tre, chissa’. ho questa immagine di me urlante ma ormai sgolata, davanti al portone di casa dove abitavamo, perche’ per tutto il tragitto di ritorno avevo urlato come una ossessa, piangendo, “Voglio la lunaaaaaaaaaaa!!!”
Erano i terrible two, ve’?

Arrivo finalmente alla fine di questa settimana in cui la luna che voglio e’ una giornata di riposo, e vivaddio sara’ domani, per tutti e tre. My ha avuto, poveraccio, due settimane di inferno. Sta lavorando ininterrottamente da dieci giorni con ritmi 6-23, o 5-21, insomma, ‘no schifo. E’ stato a casa, per modo di dire, mercoledi’, ma io ero al college e lui all’ufficio Irs, se ne veniamo a capo scrivo il post che ho in mente da aprile. Quando lui lavora cosi’ tanto ovviamente la quotidianita’ cade ancora di piu’ sulle mie spalle, visto che di Picci gestisco tutto io, dal suo risveglio alla nanna. E lo so che Vale, o Mai piu’ sola, stanno cosi’ sempre, tutti i giorni, giorno e notte, senza citare anche PdC solo perche’ il suo Ciccio e’ grande. Ma questa settimana tra premolari in arrivo, sonn frammentato, ora pure la febbre; e portala al nido, vai al college, valla a riprendere, e la spesa, e due essays, matematica, insomma, so’ stanca. E la schiena urla.
La settimana entrante sara’ la ultima di lezioni, avro’ 3 final exams che sono sostanzialmente il ripasso degli interi programmi, mentre il quarto sara’ la settimana successiva. Ce la posso fare. Poi, winter break, finalmente!

No amica, non lo scrivo per scaramanzia 🙂

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