Una famiglia italiana a Miami

Una poltrona per cento

Leggo il post di Claudia a proposito delle strategie di marketing utilizzate dai negozi americani. Nel caso in questione, un noto fast food – non quello, un altro – avrebbe omaggiato i primi 100 clienti in fila con un anno di panini. E quindi le rispondo, Un anno?? Ti credo che stanno in fila!
Poche settimane fa qui a Miami ha aperto l’Ikea, come sanno i miei amici fb che non ho mai smesso di tartassare. Come e’ stato il loro battage pubblicitario?

 

ci sono stata giusto ieri!!
Un anno fa noi miamensi abbiamo saputo della apertura per l’anno successivo.
A Natale abbiamo conosciuto la location e hanno iniziato a bombardarci di notizie sui tetti fotovoltaici in via di completamento.
Ad aprile annunciano Opening Summer 2014. Ci siamo. Yeah!
Il 21 giugno non succede nulla.
Il 21 luglio, nemmeno.
Preoccupata di aver perso qualche preziosa informazione, mi iscrivo alla newsletter. Ogni tre giorni consultavo sito, pagina fb, google. Niente (pero’ la loro strategia ha funzionato alla grande).Al 21 agosto finalmente l’oracolo profetizza: Apertura 27 agosto.
Cioe’, quasi Fall. Ma va bene, yeeee!
Ricevo la mail con l’invito (riservato a tutta la popolazione mondiale) che dice:

Apertura il 27 agosto, ma la fila iniziera’ a formarsi il 25. Le persone in fila sono autorizzate ad allontanarsi per i propri bisogni o per fumare per un massimo di 10 minuti. Non ci si puo’ allontanare per i pasti, ma questi possono essere recapitati alle persone in fila.

Io due occhi cosi’: Cosa??
Da miami new times:

already people have set up camp in an attempt to be among the first 2,500 people in line for some pretty fantastic giveaways, including free sofas to the first 39 people to walk through the door, armchairs for the next 100, and $10-to-$250 gift cards for the first 2,500 people in line.
In addition to the giveaways, IKEA is offering buy-one-get-one-free deals on hot dogs, frozen yogurt, and cinnamon buns, while supplies last.

Avete capito? I primi 39 in fila avrebbero ricevuto un divano Ektorp, i successivi 100 una poltrona Poang (cito dalla mail), e i primi 2500 gift cards da 10 a 250$. C’era anche scritto che ai bambini avrebbero regalato quel cuscino a forma di cuore con le mani. In piu’, fino ad esaurimento scorte, buy one get one (BOGO, qui che acronimizzano tutto e’ parola magica) hot dog, gelato e ciambelle.

Ora e’ piu’ chiaro perche’ gli americani fanno la fila come pazzi con le tende?

un comodo outfit per andare a comprare un FÖRHÖJA

Inutile ricordare quello che era successo a Roma quando ha aperto Trony a Ponte Milvio. Pe’ du’ sconti. Pensa se regalavano divani.

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31 pensieri riguardo “Una poltrona per cento”

  1. Qui ogni volta che esce un nuovo iphone sono film…Quando hanno aperto il nuovo centrocommerciale dal nome orribile la gente ha fatto la fila, ed è dovuta intervenire la polizia perchè facevano mega sconti (della serie gente che ha comprato 4 lavatrici per 50€ l'una per poi rivenderla a 250€) e ci sono state parecchie risse… Io invece ci sono andata appena è passata la moda (infatti ora è sempre vuoto)

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  2. Bella, io ero in fila per andare al lavoro quella mattina.Avevo le lacrime agli occhi, ferma nello stesso punto dopo 2 ore! Quanto odiavo andare a lavorare a Flaminio, non hai idea! :DIo non potrei mai fare 'ste file ma forse ce manderei mio marito, bwahahahah!

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  3. Quando sono arrivata in Australia siamo andati alla posta dove c'era una fila abbastanza lunga per lavori di rinnovamento in corso e cosi ci hanno regalato una bottiglina d'acqua e un libro sulla storia dei francobolli australiani…non ci volevo credere, cosi appena arrivati, la miglior coda della mia vita! Carini sti' queenslander di Brisbane!

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  4. Quando leggo di assalti ai nuovi centri commerciali mi rendo conto di far parte di un altro pianeta, la Poang l'avevo presa per papà e non è che costi 'sta cifra, per me è più la voglia di esserci a un evento quasi mediatico che non la sete di sconti a mettere in fila la gente. Anni fa aprì un piccolo centro commerciale a 3 km da casa mia, io ignara dovevo andare a pochi passi da lì in biblioteca: un macello di auto. Io penso sempre “ma chi glielo fa fare?” Comunque evidentemente il marketing un po' a martello funziona, se poi la coda è per qualcosa di tecnologico e vedi in fila gente che forse potrebbe spendere meglio i propri (pochi) soldi, be' mi fa un po' orrore. Anyway immagino che le file lì siano rispettate, senza i soliti litigi italici e quindi vada anche meglio, e poi bello avere regole chiare, come potersi allontanare per la toilet. Bacio Sandra

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  5. Forse sono io a essere strana, ma a me 'ste cose mi infondono inquietudine. Ai tempi dei miei nonni, quando c'era la guerra, si faceva la fila per portare un pezzo di pane a casa. Ora che abbiamo la fortuna di vivere in un periodo storico che, per quanto ci sia la crisi, non è comunque così drammatico, siamo capaci di campeggiare in fila per un divano o un cuscino a cuore, e sono sicura che nessuna di quelle persone vive in case non ammobiliate…

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  6. Sara' stupido, ma fare la fila due giorni per un divano quasi conviene. Se te lo rivendi anche a poco meno del prezzo originale ci prendi quanto due giorni di lavoro, tenendo conto che chi fa la fila non credo lavori, o comunque non in quei giorni.Io devo ancora trovarle 'ste magiche promozioni inaugurali… anche a essere tra i primi 2500 non farebbe schifo.

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