Non riesco proprio a digerire l’antiretorica dell’anniversario del Nine Eleven. Perché? Passi per l’anniversario dell’assalto alla Moneda, che cade nello stesso giorno. Ma perché dover ricordare le stragi del Ruanda, del Darfur e compagnia bella per controbilanciare quella delle Twin Towers? Perché i morti Americani devono avere meno dignità degli Afghani o degli Iracheni? Vi sentite in colpa? Avete perso la commiserazione?

Reuters

Sentimento scomodo, la riconoscenza.
Come al solito oggi ho letto tanto, quotidiani on line, blog e documenti. E’ incredibile che gli unici commenti agli articoli fossero “non se ne può più di queste celebrazioni”, “la verità è un’altra e non ne parla nessuno”, “evento di sublime bellezza”. Davvero non capisco. Avete un’altra opinione, d’accordo: non potete esprimerla uno qualsiasi dei trecentosessantaquattro giorni che restano? Proprio oggi dovete essere così egoriferiti, cosi’ passivo aggressivi? Non riuscite proprio ad essere così empatici da far parlare chi invece ha voglia e diritto di esprimere il proprio dolore?

Io ricordo perfettamente quel giorno, come tutti. Ne rimasi sconvolta. E dieci anni dopo ancora mi commuovo e provo pietà per chi è stato strappato ad un affetto. Dieci anni dopo provo ancora pena per chi si è gettato dalle finestre in preda al panico. Dieci anni dopo mi si stringe il cuore a leggere la storia dei sopravvissuti che cercano di dimenticare quella seconda nascita ma sono perseguitati dalla storia e dai cronisti.
E’ facile essere contro. E’ ridicolo essere contro, dall’Italia. Patetico.

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