Ho il dentino avvelenato #2 – Nine Eleven

Non riesco proprio a digerire l’antiretorica dell’anniversario del Nine Eleven. Perché? Passi per l’anniversario dell’assalto alla Moneda, che cade nello stesso giorno. Ma perché dover ricordare le stragi del Ruanda, del Darfur e compagnia bella per controbilanciare quella delle Twin Towers? Perché i morti Americani devono avere meno dignità degli Afghani o degli Iracheni? Vi sentite in colpa? Avete perso la commiserazione?

Reuters

Sentimento scomodo, la riconoscenza.
Come al solito oggi ho letto tanto, quotidiani on line, blog e documenti. E’ incredibile che gli unici commenti agli articoli fossero “non se ne può più di queste celebrazioni”, “la verità è un’altra e non ne parla nessuno”, “evento di sublime bellezza”. Davvero non capisco. Avete un’altra opinione, d’accordo: non potete esprimerla uno qualsiasi dei trecentosessantaquattro giorni che restano? Proprio oggi dovete essere così egoriferiti, cosi’ passivo aggressivi? Non riuscite proprio ad essere così empatici da far parlare chi invece ha voglia e diritto di esprimere il proprio dolore?

Io ricordo perfettamente quel giorno, come tutti. Ne rimasi sconvolta. E dieci anni dopo ancora mi commuovo e provo pietà per chi è stato strappato ad un affetto. Dieci anni dopo provo ancora pena per chi si è gettato dalle finestre in preda al panico. Dieci anni dopo mi si stringe il cuore a leggere la storia dei sopravvissuti che cercano di dimenticare quella seconda nascita ma sono perseguitati dalla storia e dai cronisti.
E’ facile essere contro. E’ ridicolo essere contro, dall’Italia. Patetico.

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9 pensieri su “Ho il dentino avvelenato #2 – Nine Eleven

  1. sono perfettamente d'accordo, questo benaltrismo, questo confondere sempre tutto (che è poi un modo per non porsi realmente i problemi e per dimostrare quel cinismo che ormai pare imprescindibile) è uno dei segni della fine del Discorso in Italia. La cosa più drammatica è che non se ne accorge nessuno e che a sinistra (perché è molto di sinistra, purtroppo, 'sto benaltrismo) ci si sente intelligenti, furbi e impegnati a dire “Io sì che ricordo le cose giuste”. Finiremo malissimo, sai?

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  2. Vero!sai cosa c’è ?c’è che manca la cultura del rispetto in questo mondo impoverito dalla finanza e dalla disinformazione:ciò che fà spettacolo causa commozione e “solidarietà”emotiva, ma solo se si è comodamente seduti in poltrona e a patto che dopo pochi minuti si lasci dimenticare.E poi via a parlare dei cattivi,perché le vittime si dimenticano,i cattivi no!ma a chi deve darsi pace non si pensa proprio mai…fino a quando toccherà a noi darci pace.
    Mondo strano,pensieri sublimi,parole pronunciate e scritte ma nessun segno di pietà e amore.Ricordare è fondamentale,non per chi c’era,ma per chi ci sarà ,per quelli che succederanno ad un’epoca di anti eroi e avranno il compito di cambiare le cose.
    Celebrare il dolore e la memoria è doveroso,lasciare la libertà di celebrare è sacro.

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  3. Tutti i morti, tutte le stragi e tutte le tragedie hanno uguale dignita’, e questo bisogno ricordarlo SEMPRE. Ci sono morti che fanno piu’ arrabbiare o piu’ notizia di altre, ma questo non vuol dire che la loro vita valga di piu’/di meno di qualunque altra.

    Detto cio’, ma da te fanno qualcosa per il 9/11? Perche’ qui in Colorado se ne fregano abbastanza, proprio nessuna cerinomia…

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