Avevo raccontato di essere stata tenuta lontano dalla morte a lungo, di essere cresciuta protetta da certe emozioni negative. Ma dai vent’anni in poi la vita mi ha messa davanti a tanti eventi, rispetto ai quali non mi sono mai tirata indietro. Io, ne’ mia sorella. Abbiamo affrontato di petto tutto quello che veniva, assistendo tutti i giorni persone in ospedale, andando ai funerali, omaggiando defunti. Uno dei ricordi piu’ belli della mia vita riguarda il funerale di mia nonna, quando la moglie di un mio cugino con la sua dolcezza ci fece forza insegnandoci che anche durante una tragedia si puo’ sorridere e ricordare le cose belle che si sono condivise.

Recentemente siamo stati ad un funerale qui a Miami e abbiamo scoperto alcune differenze culturali, tipo che la veglia si fa in queste Funeral Homes, e quando siamo arrivati il parcheggio era gremito, per poi scoprire che c’erano contemporaneamente cinque veglie. Ma era tutto uguale, il dolore non cambia, ne’ gli abbracci dati forte a chi resta e che magari conosci appena.

Alcune vicende familiari recenti mi hanno confermato che esistono tanti genitori che per incapacita’ loro, forse per paura di essere sopraffatti dal dolore, crescono i figli al riparo dalle emozioni negative, e che questi a quarant’anni passati non saranno in grado di assistere il proprio genitore in ospedale o peggio non se la sentiranno di dargli un ultimo saluto.

La morte fa parte della vita. Insegnate ai vostri figli che esistono i temporali, le tempeste, e i terremoti. Insegnategli ad elaborare le perdite, insegnategli separarsi dalle persone. Non abbiate paura di non avere risposte, i bambini capiscono tutto quello che per voi e’ chiaro e vivono con serenita’ tutto quello che voi avete elaborato.

Imparate ad affrontare la vita, e poi insegnatela ai vostri figli. Non si puo’ morire da soli.

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