The best youth

Dopo un anno abbiamo riabbracciato la nostra babysitter, che nei giorni scorsi si era ricordata del compleanno de laPicci e che oggi ha accettato un invito a pranzo con il suo fidanzato. È stato bello rivederla, ed è stato bello conoscere meglio due ragazzi molto intelligenti.

Certo non li ho interrogati in geografia, così come non avrei fatto con nessun italiano sapendo di già che le risposte non sarebbero state troppo dissimili. Abbiamo invece parlato molto dei loro lavori, dal momento che il babysitting è stata solo una breve parentesi della vita di Pa.

Ha 21 anni e studia Hospitality Management, le manca un anno per la laurea. Da circa sei mesi lavora part time ma non troppo per una società di catering e si occupa di vendere eventi ai gruppi. Il ragazzo ha due anni di più e lavora in uno studio legale, si laurea a marzo e se si libererà un posto da avvocato proseguirà lì, altrimenti andrà altrove.

Ho pensato a quanto siano allora lontane America e Italia, dove se non hai 28 anni e 5 anni di esperienza nessuno ti si fila, ma dove a 23 e senza esperienza o a 35 e con esperienza non ti si filano uguale. E ho pensato ai nostri stipendi da fame, alla (im)mobilità orizzontale che caratterizza la nostra società e ai deprimenti tirocini a zero rimborso spese generosamente offerti da presunte prestigiose aziende, per le quali sei sempre troppo immaturo, o non abbastanza qualificato, oppure lo sei fin troppo, e quasi mai conosci le persone giuste.

Questi due hanno un buon stipendio e ottime probabilità di crescita, come e’ giusto che sia, e ho pensato inevitabilmente all’ultimo incarico di governo appena dato all’ennesimo settantenne italiano, chiunque fosse stato sarebbe stato lo stesso, che molto probabilmente non cambierà una virgola anzi, e che traghettera’ la Repubblica a nuove elezioni in cui vedremo (no, io no) di nuovo le stesse facce rugose e di nuovo gli stessi proclami, o in alternativa dei perfetti signori nessuno improvvisati ministro degli esteri o dell’economia, perché a partire dal 1994 si e’ cominciato a parlare dei “politici di professione” come la peggiore iattura Italiana, col risultato che recentemente una donna di esperienza ventennale ma incinta è stata messa alle corde da una con dieci anni di meno e senza alcuna esperienza, e ma infatti si vede.

E invece qua vai in ospedale e vedi per lo più facce giovani (da noi sono squalificati come “i dottorini”) e non puoi che fidarti e dopo la prima esperienza ti dici Beh oh alla fine vedi come li preparano bene. E pensi pure che alla fine hanno assunto te, quarantenne dal curriculum con qualche dettaglio importante ma dalla non verificabile esperienza e decidono che nonostante tutto è una buona idea metterti alla prova e vedere cosa sai fare, che a mandarti via fanno sempre in tempo, e dopo un anno ti propongono pure una promozione con aumento dello stipendio e la tua amica in Italia ti dice Sono felice per te, io festeggio dieci anni nello stesso posto con la stessa mansione e senza troppe differenze in busta paga.

E allora questi due di oggi magari non sanno dov’è il Senegal (ma sanno collocare l’Honduras), parlano di cose interessanti perché hanno studiato e sanno riflettere sulle ragioni dietro i fatti, e lo fanno con estrema disinvoltura davanti a due quasi cinquantenni pressoché estranei, e lo fanno bene perché qui i giovani sono abituati a stare al passo con gli adulti, roba che io all’età loro mi sarei divisa tra un Cheppalle e Andiamo via? bussato col piede sotto al tavolo, e invece dopo quattro ore eravamo ancora a chiacchierare.

E questi due raccontano di cene fuori in locali dove noi non siamo mai riusciti ad andare e di viaggi e di presentazioni alle famiglie, che magari chissa’ decideranno pure di sposarsi tra poco. Perche’ il futuro eccolo eh, mica aspetta, e quando lo dici e’ gia’ passato.

Che poi non e’ l’America, eh. Immagino sia uguale in qualunque altro posto.

Jatevenn’.

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5 pensieri su “The best youth

  1. Ho appena commentato il tuo appello agli italiani di due post fa.
    Io ci ho provato, a tornare in Italia: in due anni da freelance ho guadagnato solo tramite conoscenze dei miei famigliari. Ho messo su un’azienda e sono sommersa di proposte di lavoro, perché siamo bravi. A gratis, perché siamo giovani. Credo che la chiuderò.

    Non me ne pento, perché quando me ne andrò non avrò il rimorso di non averci provato. Sto studiando lo svedese, mi appassiona molto, sembra un posto in cui è facile sentirsi valorizzati per il proprio lavoro.

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    1. Mi dispiace. Tutti quelli che tornano lo fanno per affetti e cultura, ma manca sempre qualche altro pezzo. Noi teniamo bene botta, forse perché veniamo dalla stessa cultura, non ho idea. Per ora mai avuto il desiderio di rientrare, e leggere le esperienze degli altri è sempre utile.

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