Era la sorella maggiore di mio padre ed e’ andata via in una notte di agosto, in fretta, ed in fretta e’ stata portata via. Vivere dall’altra parte del mondo e’ frustrante. Sai che non potrai prendere un aereo, sai che le comunicazioni saranno complicate, sai che dovrai aspettare ore, forse giorni, per dire ai tuoi cugini che sei affranta.

Mia zia era la mamma che avrei voluto quando ero adolescente e litigavo con la mia. Viveva lontano da noi che eravamo a Roma ma c’era sempre. C’era anche quando erano loro a vivere in America. Uno dei più bei Natali che ricordo fu proprio in occasione del loro ritorno.

C’e’ un preciso periodo della vita di ogni figlio in cui la personalita’ si forma soprattutto grazie agli esempi delle persone che si frequentano fuori dal nucleo familiare. Ecco, io sono consapevole che tanto di me lo devo a lei.

Persona estroversa e ironica, era anche la mamma degli amici dei miei cugini, a cui apriva la porta di casa a qualsiasi ora del giorno e della notte per chiacchierare e fargli mangiare i suoi piatti tipici.

Cucinava meravigliosamente. Non che io abbia un decimo del suo talento, ma le cose buone della tradizione napoletana e siciliana le ho imparate anche da lei.

Amava la pedagogia e la psicologia, le piaceva parlare con me di quello che imparavo all’universita’.

Amabile conversatrice, ricordo nelle lunghe settimane estive trascorse nella loro casa a Siracusa interminabili chiacchiere e risate. E se doveva dirti qualcosa lo faceva senza alcuna remora e sempre col sorriso sulle labbra.

Mi ha insegnato ad esserci e a prendermi le mie responsabilita’. Ha sempre preso un volo il giorno prima che mia nonna avesse qualcosa, era già li quando serviva. Arrivava subito e stava mesi lasciando la sua famiglia con i figli ormai grandi in Sicilia.

Quando mori’ sua madre, mio padre, lui si abbatte’ in una terribile depressione. Lei prese in mano tutte le faccende concrete e burocratiche e sistemo’ tutto. Noi donne abbiamo sempre una marcia in piu’.

Ora che è andata via anche lei non ci sono più membri della famiglia di mio padre che appartengano ad una generazione precedente alla mia. Quando morì mio padre lei mi disse “Ora non ho più nessuno”, e si che aveva marito, figli e nipoti. Ma ora capisco benissimo cosa volesse dire.

E da qui celebro la sua assenza. Dopo aver già imparato a fare a meno, ora si impara a gestire il vuoto. Ciao zia. Ieri ho accompagnato a casa la mia collega che ti assomiglia tanto anche per ritrovare un po’ il tuo viso.

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