Vivere in un altro paese, se sei una persona permeabile e flessibile, ti porta ad assumere usi e costumi della cultura in cui vivi. Cinque anni e mezzo dopo il mio arrivo a Miami riconosco di essere diventata americana per 10 motivi:

Camminare come le modelle

Voi ridete, ma questa e’ una cosa difficilissima da abbandonare. Noi italiani passiamo accanto a qualcuno in strada e lo/la guardiamo negli occhi e poi scannerizziamo veloce tutto il resto per poi girarci a chi ci cammina accanto e dire ma hai visto che scarpeeeee? Qua nessuno ti si fila, nessuno ti guarda e se passi spalla a spalla accanto a qualcuno lo sguardo e’ dritto davanti a se’. In pratica impari a camminare come le modelle, solo che addosso non hai nessuno sguardo.01-model-walk-mfw-versace-raquel-zimmerman

Spostarsi in macchina

Secondo me quando mi vedono parcheggiare nel punto piu’ a ovest del mall per andare nel negozio piu’ ad est pensano che io abbia qualche problema di organizzazione spaziale. Collegato a questo è il concetto di guida tranquilla (ahem Miami è molto poco americana): ormai ho imparato a fermarmi settantacinque metri prima del pedone che attraversa, in Italia soccombero’.

Camminare

Abituata a prendere i mezzi pubblici a Roma, camminare mi manca tantissimo e qui lo fanno in pochi, un po’ per cultura un po’ per il caldo. Ne riparleremo prossimamente.

Non Cucinare

Qui si dovrebbero aprire diciotto sottocapitoli. Per brevita’ diro’ semplicemente che lavorando a tempo pieno e passando altre due ore in macchina tra andata ritorno e recupero prole non ho piu’ molto tempo per cucinare. Mi riscopro cosi’ a preferire ad esempio la verdura gia’ tagliata, orrore, cosi’ da guadagnare quei due preziosissimi minuti durante i quali contemporaneamente svuoto la lavastoviglie porto fuori il bidone perche’ domani e’ venerdi’ faccio il bagno alla bimba che per fortuna e’ grande abbastanza da non affogare piu’. E dire che solitamente sono organizzata… la cena preparata velocemente e’ quella per la sera dopo, quindi sto anche riscaldando la cena cucinata la sera prima. Ma questo ragazzi non ha niente a che vedere con gli americani: loro mangiano fuori, ed e’ quello che spesso facciamo anche noi quando uno qualsiasi dei punti precedenti salta.

Vestire

Se sei in giro e vedi qualcuno con maglietta Abercrombie, Levi’s e sneakers con i 98 umidissimi gradi all’ombra di Miami, stai certo che e’ italiano. La lei avra’ anche la borsa firmata che portera’ sempre in spalla pensando che gliela azzottano. Qua nessuno tocca niente, gli unici malfidati sono i latini.

La cosa che mi piace degli Stati Uniti e’ che se la gente si veste da Ross Dress for Less non ha niente a che fare con quanto guadagna. Ieri sera siamo stati in un buon ristorante per festeggiare il compleanno di marito e suocera, il nostro amico che lavora li’ ci presenta il proprietario: quarantenne, hipster, barba lunghissima, cappellino da baseball in testa, in pratica vedevi solo un meraviglioso sorriso bianco, maglietta nera e jeans strappati sulle gambe. Magari li ha comprati da Versace, ma quello da solo ha piu’ soldi di te e me e degli altri dieci che stanno leggendo.

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Capelli lunghi

Mi sono votata al capello lungo non solo perche’ e’ difficilissimo trovare buoni parrucchieri, ma anche perche’ da brava americana non voglio lasciargli mezzo stipendio e da brava miamense faccio come le latine, capello fluente a 45 anni e via.

Questi ultimi due punti fanno comunque parte della piu’ generale categoria

Non si fanno commenti personali

Non esiste che qualcuno spettegoli su vestiti, capelli, aspetto, peso corporeo. Assolutamente non si usa nemmeno durante una banale conversazione tra colleghi, e nessuno dei miei amici ha mai fatto un appunto personale su qualcun altro. E vivo a Miami!! La cosa meravigliosa di questo aspetto e’ che disimpari velocemente a farlo; la cosa drammatica e’ aprire facebook, leggere i commenti degli amici in Italia, dirgli che questo e’ body shaming (nei casi piu’ gravi cyber-bullying) e leggere le loro ostinate difese su qualcosa di cui non si rendono assolutamente conto.

E vi farei leggere i commenti che gli americani giudicano oltraggiosi. Niente a che vedere con i nostri, si annusa l’aria di insulto gia’ con una qualsiasi critica vagamente accennata e si viene redarguiti (ovviamente non in modo aggressivo come facciamo noi).

Non ne faccio un paragrafo a parte, ma qui perdi completamente di vista anche la negativita’, la critica perenne e il dare la colpa sempre agli altri, preferibilmente al governo. Ma d’altronde avevo gia’ le idee chiare sei mesi dopo essermi trasferita. Una volta che vivi al’estero e ascolti/leggi altri italiani capisci immediatamente chi vive qui ma ha ancora la testa nello Stivale, e chi invece si e’ ambientato perfettamente.

Non si fanno domande personali

Il corollario al punto precedente e’ che non si scende mai nel personale. La parte piu’ difficile del fare amicizie qui e’ che non si scende mai ad un livello di confidenza successivo, ci si puo’ incontrare al parco trecentosessantaquattro giorni consecutivi e parlare amabilmente ma l’invito a casa per il giorno successivo non arrivera’ mai. Dopo un paio di inviti accettati ma con gente sparita il giorno successivo, e non perche’ gli stai sulc ma semplicemente perche’ ognuno ha la sua vita e non ci si frequenta, il mio tempo libero lo passo solo con italiani, e sono fortunata che a Miami ce ne siano tanti, e tante belle persone.

Non si parla di politica, religione e orientamento sessuale

Infatti sono praticamente sparita da facebook.

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Piedi e pollici

Se sei permeabile e flessibile hai imparato a dire le temperature in Fahrenheit, a conoscere le tue nuove taglie per scarpe e vestiti, e a non sapere piu’ quale sia il cambio euro dollaro perche’ non ti serve piu’ a niente. Ma sfido chiunque ad abituarsi ad una misura tipo 35 pollici e 7/8. Ma sette ottavi di che?? Ridatemi il metro lineare!

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