Un anno in Florida nel Disney Cultural Representative Program

Ho raccontato tante volte che Disneyworld in Florida e’ un ottimo datore di lavoro per chi vuole trasferirsi temporaneamente negli Stati Uniti, misurarsi con un lavoro, la lingua, una nuova cultura, in un ambiente internazionale. 

Le regole sono abbastanza strette per chi vuole vestire i panni di un personaggio Disney, ma e’ facile immaginare che in un parco tematico ci sia bisogno di tantissime altre figure. Noi che parliamo italiano possiamo facilmente venire inseriti a Epcot nel padiglione del nostro Paese. 

E’ cosi’ che sono entrata in contatto con tanti giovani che hanno lavorato a Epcot e che prima o dopo la loro esperienza mi hanno scritto per avere piu’ informazioni sulla Florida prima della loro partenza o successivamente, per raccontarmi come fosse andata. Sono invece entrata in contatto con Eliana dopo aver ripubblicato un post sul mondo Disney al quale lei ha commentato con fresco entusiasmo.  Ecco la sua storia.

La scelta

Ho fatto domanda per lavorare nel Gennaio 2016, quando avevo da poco perso un lavoro all’Ikea Porta di Roma. Era un contratto temporaneo tramite agenzia interinale, quindi sapevo che in una maniera o in un’altra sarebbe scaduto o non avrebbero rinnovato, ma l’ho presa molto male. Anche se svolgevo solo l’attività di cassiera adoravo quel posto, l’Ikea in generale e la loro politica, ma anche i colleghi e i manager. Mi sono dovuta rimboccare le maniche per cercare un altro lavoro, anche perchè di tornare nella mia città natale (Caserta) non se ne parlava proprio. Quindi, mentre ero alla ricerca di un lavoro a Roma mi sono imbattuta in questo annuncio, ho letto i requisiti e mi sono detta “al massimo mi diranno picche”.

Come lavorare con Disney

I requisiti per la candidatura:

  • Avere fra i 18 e i 30 anni al momento dell’invio della propria candidatura.
  • Essere nati in Italia e possedere i requisiti per richiedere il passaporto Italiano.
  • Non presentare alcun tipo di carichi pendenti ed avere una fedina penale pulita.
  • Essere disponibili per almeno 12 mesi dalla data di partenza.
  • Possedere un livello di Inglese sufficiente da comprendere e rispondere discorsi in Inglese.
  • Non avere tatuaggi o piercing visibili (braccia, collo, gambe, spalle, polsi, etc..).
  • Essere disposti a lavorare anche durante i weekend.

La candidatura si invia al sito International Services (link in fondo), disponibile anche in italiano e inglese oltre al francese. L’International Services è collegata a sua volta con Patina Group, che è il gruppo che gestisce i ristoranti italiani presenti ad Epcot (Via Napoli e Tutto Italia), ma anche quelli presenti a Disney Springs.

Epcot al momento della mia candidatura era l’unica scelta, perchè di ristoranti italiani a WDW erano solo due, appunto Via Napoli e Tutto Italia. Ad inizio 2018 hanno aperto Maria&Enzo (ristorante) e Pizza Ponte (quick service) a Disney Springs. Quindi adesso quando si fa la candidatura la si fa sia per Epcot che per DS, poi saranno i responsabili a decidere dove mandarti in base alla necessità che hanno nei ristoranti.

La selezione

Se si e’ ritenuti idonei si viene ricontattati da una recruiter per un breve colloquio via Skype in inglese (20/30 minuti) durante il quale vi faranno domande generali sul lavoro che state svolgendo al momento, vi chiederanno di parlarvi della vostra città, perchè vuoi fare il programma, se avete piercing o tatuaggi ecc. Io ho avuto il colloquio con una recruiter francese, quindi a volte non afferravo bene qualche domanda ma questo non e’ stato un problema. Devono solo valutare il vostro livello di inglese e se siete capaci di fare dei discorsi ben articolati.

L’esito del colloquio può variare, potreste ricevere una mail entro poche ore dal colloquio oppure potrebbero passare alcune settimane.

Superata questa selezione c’è il colloquio di persona con i manager dei ristoranti, generalmente a Roma e a Milano. Si comincia la mattina, verso le 9.30, e nella prima fase della giornata ci sarà la presentazione dell’azienda e della vita che potreste fare una volta superato il colloquio. Durante la presentazione verranno fatte domande su Disney World e chi risponde correttamente vince un gadget!

Arriva poi il momento dei colloqui veri e propri. Ricordo ancora i mal di pancia mentre aspettavo il mio turno. Il primo colloquio è più o meno simile a quello sostenuto via Skype, molto informale. Successivamente si sosterrà il colloquio con uno dei manager o dei responsabili di Patina Group. Le domande spazieranno dal “Perchè vuoi fare il programma”, a “Hai intenzione di restare in America” (cosa purtroppo non fattibile) oppure “I tuoi genitori cosa ne pensano di questa opportunità?” Potrebbero anche chiedervi se conoscete qualcuno che abbia fatto questo programma.

Finiti i colloqui con i managers e responsabili, sarete liberi.
Anche in questo caso, i tempi di attesa sono variabili. Io ho sostenuto il colloquio di persona il 9 febbraio, ed il 25 febbraio mi è arrivata la comunicazione che sarei partita il 29 agosto.

Il visto Q1

Durante il periodo precedente alla partenza dovrete prepare una serie di documenti da portare con voi quando partirete, tra cui il passaporto e il visto. Il visto dedicato ai Disney Crew Member è il Q1.

Una buona parte del visto verrà pagata dall’azienda, al candidato viene chiesto un contributo di circa 150 euro. 

Anche il colloquio in ambasciata o al consolato è molto informale e veloce.
Ricordo che quando mi presentai al banco, ero tutta intimorita per le domande che avrebbe potuto farmi l’addetto, invece, mi ha accolto con “Oh, you’re going to DisneyWorld, are you excited?” Ricordo anche che mi suggerì di visitare il padiglione del Messico, perchè era bellissimo (e in effetti aveva ragione!).

Le posizioni che potrete ricoprire all’interno del ristorante saranno

  • Busser, o aiuto cameriere, si tratta di apparecchiare/sparecchiare i tavoli, refill acqua e bibite, pre – bussing
  • Hostess: portare le persone al tavolo, spiegando loro il menù o la table tent.
  • Lead host: questa non è una posizione che fanno ricoprire a tutti, ma il compito principale è quello di accogliere i clienti quando arrivano al desk e prendersi cura della loro prenotazione.
  • Runner: servire i piatti in tavola, in tutta la sala, talvolta aiutandosi con il tray.
  • Server o cameriere: è quello che si occupa di prendere le ordinazioni e portare alcolici a tavola.

L’arrivo in Florida

L’arrivo in Florida è stato un pò traumatico. Avevo preferito comprarmi il volo da sola piuttosto che affidarmi all’International services (che segue i ragazzi in quasi tutto), quindi avevo preso un volo Roma – Copenaghen – Fort Lauderdale – Orlando. Si, un pò da folli. Ho dormito in aeroporto a Fort Lauderdale perchè poi la mattina presto avevo il volo per Orlando. In generale, meglio affidarsi alla International services, hanno un pacchetto con viaggio/albergo/colazione/navetta inclusa. Quando arrivi al Residence che la Disney ti ha assegnato sono tutti molto molto gentili, sanno che sei un pò spaesato e stanco dal viaggio, quindi ti mettono a tuo agio fin da subito.

La prima settimana c’è il training, verrete affiancati a colleghi che sono lì da un pò più di tempo, che vi seguiranno e vi spiegheranno cosa dovrete fare.
Durante il primo meeting che avverrà con il manager del ristorante vi verrà fornito anche il materiale come la mappa del ristorante per cominciare a studiare il numero dei tavoli, cosa fa un busser, la figura dell’hostess e tanto altro. Ci sarà un manager, poi, incaricato di mettervi in scheda per dare l’esame per passare al livello successivo. I primi due esami da sostenere sono quelli di hostess e busser, successivamente quello da runner e infine, quello da server.

Cambiamento e crescita

Ho passato la prima settimana della formazione alla Disney University a piangere perchè volevo la mia famiglia, ma al tempo stesso volevo restare lì, perchè sapevo che è un treno che passa pochissime volte nella vita.

Poi ho cominciato a lavorare, a conoscere meglio i miei colleghi e le persone che sono partite con me. Come ho già detto e credo che ripeterò fino allo sfinimento, è stata un’esperienza formidabile, con i suoi alti e con i suoi bassi. Ho instaurato un rapporto meraviglioso con i manager e li ho lasciati tutti un pò a malincuore. Le persone che ho trovato all’inizio del mio programma ci sono ancora tutt’ora e qualcuno si è aggiunto lungo il cammino, che definisco un pò il mio programma.

E’ stato un pò il coronamento di un sogno, e un’esperienza che mi ha permesso di viaggiare un sacco. Oltre Orlando ho visitato Boston, Washington DC, Chicago, San Francisco, Miami, Saint Augustine, Anna Marie Island, Daytona Beach. Subito dopo la fine del mio programma ho preso un treno che da San Francisco arrivava a Chicago. Ho visto New York nel periodo natalizio, cosa che desideravo da quando avevo 4 anni (avevamo un documentario della DeAgostini che avrò consumato!)

Dell’esperienza in sè mi e’ piaciuto che passi il tempo con persone che vengono da tutto il mondo e quindi c’è una buona usanza di condividere la propria cultura, i propri usi e costumi con gli altri. Nel mio caso, dividevo casa con due giapponesi e ricordo che di ritorno da un turno di lavoro ci siamo sedute a tavola a sgranocchiare dei cibi/dolci che si erano fatte mandare dai loro genitori. Soprattutto sulla navetta che dagli housing portava ad Epcot si conoscevano ragazzi provenienti da tutto il mondo, Cina, Brasile, Norvegia, Canada, Messico… ho avuto una panoramica su diverse culture, cosa che mi ha sempre affascinato. 

Tutt’ora mi sento con le mie coinquiline giapponesi e con alcune amiche provenienti dall’Australia e Nuova Zelanda. Quindi, il fattore amicizia è sicuramente quello che mi ha lasciato di più.

Inoltre quando sono partita ero una persona molto introversa. Mi aprivo poco con le persone ed ero sicuramente molto insicura anche di dare la mia opinione. Da quando invece ho cominciato quest’esperienza mi sento una persona nuova, diversa, un pò più sicura di me, delle scelte che faccio. Quando sono partita ero dispiaciuta perchè lasciavo i miei amici, la mia famiglia, le mie cose… poi il tempo è passato davvero in fretta, i colleghi diventano amici, in poco tempo diventano una tua seconda famiglia, a partire dai manager, i cassieri, i colleghi… ed è già arrivato il momento di lasciare tutto di nuovo.

Opportunita’

Disney mi ha aperto un bel pò di porte: tornata in Italia ho avuto colloqui per alberghi come il Four Seasons o il Bulgari hotel, e anche Royal Caribbean. Diciamo che le porte aperte sono tante, se si è sicuri di voler continuare nel settore F&B.

Oggi Eliana, che ha 25 anni, lavora come commis di sala in un hotel di Londra.
Grazie Eliana per il tuo tempo, le tue foto, le preziose informazioni e la pazienza!

Se pensate che DisneyWorld possa essere una strada anche per voi, e se volete maggiori informazioni, date un’occhiata al blog Un anno negli Stati Uniti. Anche se fermo da qualche tempo, e’ stato scritto da altri ragazzi che, come Eliana, hanno fatto il programma e hanno deciso di condividere dettagli ed esperienze. Cominciate da questo post che parla del Disney Cultural Representative Program e il lavoro ad Epcot.

Immagine in apertura via International Services/Patina Group

In bocca al lupo!

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4 pensieri su “Un anno in Florida nel Disney Cultural Representative Program

  1. La mia twin, ti parlo davvero di molti anni fa ovviamente, fu selezionata per un negozio di cristalleria, felicissima, mia madre cominciò a ostacolarla, e lei rinunciò.
    A distanza di tempo nello stravolgimento dei ricordi di entrambe è diventato:
    Twin: una delle cose che mia madre le ha impedito di fare = una sorta di rancore mai risolto
    Mam: quella volta che la twin voleva andare negli USA allo sbaraglio
    Io: oooohmmmmm
    bacione

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