Una settimana di Coronavirus in Florida: un film visto due volte

Il giorno dopo che il Presidente ha definito il COVID-19 una bufala, si è ordinata la chiusura delle scuole da New York a Miami, in un tardo, attesissimo venerdi’ 13. A partire da quel momento, gli Stati Uniti non sono piu’ stati gli stessi. Noi italiani, come gia’ detto, assistiamo impotenti a scene gia’ viste. Il nostro unico vantaggio e’ la enorme, precisa consapevolezza di dover chiuderci in casa.

Dalla mezzanotte di sabato 14 marzo, i voli con l’Europa sono sospesi per 30 giorni. Resta fuori solo l’Inghilterra, che verra’ poi inclusa nella lista due giorni dopo.

Lunedi 16 marzo

Si prendono le prime contromisure. Dopo aver spostato le lezioni online da giovedi’ 12, la mia universita’ dichiara la chiusura anche per lo staff. Inizio a lavorare da casa dopo aver preparato due scatoloni con pratiche da evadere e tutto il necessario per poter svolgere il mio lavoro da remoto. Faremo una riunione mattutina via zoom.

I negozi dichiarano chiusura anticipata alle 8 di sera per disinfettare e ristoccare. Io ho fatto spesa ieri, domenica, alle 8 del mattino. Non ho trovato acqua (che avevo), uova (trovate al secondo negozio), carta igienica (Chef la comprera’ al piccolo supermercato latino). Come raccontato nell’altro post, il gel igienizzante e’ gia’ introvabile da gennaio (forse per colpa del giovane che ne ha comprati 17000 per tentare di rivenderli a prezzo triplicato).

Leggi anche: Coronavirus e viaggi a Miami

Negli Stati Uniti queste sono le settimane dello Spring Break, le vacanze primaverili delle scuole. La Florida e’ quindi invasa da snowbirds, persone che arrivano dagli stati del nord per le loro vacanze, pensionati che vengono in South Florida a passare i lunghi mesi invernali, e ora anche da studenti. La Florida, in poche parole, e’ in altissima stagione. E’ invasa di gente.

Iniziano i controlli a tappeto in aeroporto, dove tutti gli arrivi vengono testati. L’idea geniale crea enormi file di centinaia di persone ammassate le une alle altre.

New York – via New York Times

Vista l’emergenza e la situazione, a tutti i bar, nightclubs, casino viene ordinato di ospitare clienti per il 50% della capienza, e di chiudere alle 11 di sera.

I decreti a Miami Beach

La citta’ di Miami Beach emana invece il decreto di chiusura dei locali alle 10 di sera. Le spiagge intorno Ocean Drive vengono chiuse, prima tra la 7 e la 10, poi tra la 5 e la 15. Ecco il risultato:

Noi staff lavoriamo da casa, eppure qualche collega molto intelligente va al mare e mette le foto su facebook. Solo noi italiani (e i miei studenti iraniani, va sottolineato) abbiamo idea di cosa sta per succedere.

Martedi 17 marzo

Mia figlia ha la sua prima lezione online via zoom. La maestra e’ bravissima! Le lezioni durano 3 ore, dalle 9 alle 12. Per me una salvata, visto che devo lavorare… anche se la mia piccola si affaccia ogni 5 minuti per chiedermi qualcosa 🙂

I casi in Florida continuano a crescere. Fort Lauderdale e la contea di Broward hanno piu’ positivi di Miami, questo dovuto probabilmente ai contagi successivi ad una crociera.

La situazione in citta’ inizia a farsi piu’ stringente. Si vietano assembramenti di piu’ di 10 persone. Per la gestione dei ristoranti si rimanda alle singole citta’, e nel giro di due ore il sindaco del Miami-Dade County ordina la chiusura di tutti i ristoranti, che possono restare aperti solo per consegne e asporto. A mio marito viene chiesto di licenziare tutti. Restano in 3.

Nel tardo pomeriggio la chiusura delle scuole viene estesa al 15 aprile.

Ecco come appare Lincoln Road al pomeriggio del 17 marzo (foto di Daniela Lovati):

Mercoledi 18 marzo

I proprietari del ristorante decidono che si chiude. Mio marito e’ senza lavoro. E’ stato un po’ scioccante andare a comprare il pranzo da Panera e trovare il parcheggio deserto, la porta sbarrata, e solo la consegna del mio pasto ordinato online – senza mascherina e senza guanti ovviamente, siamo pur sempre a Miami.
Gli springbreakers godono un momento di gloria nazionale che determinera’ le sorti delle successive 48 ore.

Un momento di ilarita’ in tutto questo disastro: la lezione di arte nella classe di mia figlia e’ esattamente come era ai miei tempi. Insegnante incapace a tenere la classe, bambini che si parlano sopra l’uno con l’altro, tutti che si fanno scherzi e chattano pubblicamente.
Nel pomeriggio mia figlia inizia a vedersi con le amichette via facetime, e giocano cosi’ per ore, o fanno insieme i-Ready.

Chiudono le visite ai centri anziani.

Inizia a diffondersi forte il concetto di social distancing. Stare lontani dagli altri almeno 6 feet.

via winkWeather – grazie a Salvador Cocco!

Giovedì 19 marzo

Se il governatore non ordina la chiusura delle spiagge, ci pensa il sindaco della contea e fa lo stesso con i parchi. Il concetto che inizia a diffondersi e’ tutti a casa, non vogliamo piu’ i turisti.

Anche perche’, detto tra noi, se tra una settimana questa gente comincia a star male dove la mettiamo?

Venerdi 20 marzo

I supermercati sono ormai presi d’assalto. Jacksonville sembra avere la situazione peggiore – almeno tra i miei contatti personali. Le consegne della spesa sono ormai a 3-4 giorni. Amazon consegna a circa una settimana. Incredibile per gli Stati Uniti.

In Pembroke Pines ci sono file chilometriche per essere testati. Il tampone del coronavirus viene fatto senza scendere dalla macchina. Drive thru pure quello.

Ikea chiude i negozi, e cosi’ la maggior parte dei rivenditori. Restano supermercati, ferramenta, farmacie, poco altro.

Sabato 21 marzo

Si diffondono foto di giovani che hanno trovato alternative alle feste nei locali (foto di Elena Ninotti).

Si ordina la chiusura, da lunedì sera, di tutti gli alberghi, airbnb, ostelli. Si inizia a vociferare che alcuni alberghi verranno adibiti a sanatori.

Domenica 22 marzo

Dopo la notizia di ieri, si ordina la chiusura di marine e boat ramp.

Turisti, dovete anda’ via.

Come in Italia, in 15 giorni i casi confermati sono piu’ che decuplicati. Al momento in cui scrivo, le 12 di lunedi’ 23 marzo, i positivi sono 1171, con 14 morti.

Ecco i contagi nel mondo negli ultimi due mesi (clicca).

via NBC 6

Key Biscayne ha chiuso l’accesso ai non residenti. Le strade sono vuote. Tantissime persone hanno perso il lavoro. Si vocifera che la crisi economica sara’ identica a quella del 2008. E il film gia’ visto riguarda anche la fuga verso il mare: quando a New York hanno annunciato lo shut down, a centinaia hanno prenotato voli per la Florida.

Continuero’ ad aggiornare la situazione. Noi da sabato 14 siamo chiusi in casa, per fortuna ora tutti e 4 – mia mamma e’ qui con noi – e non corriamo rischi di contagi. Facciamo spesa online o con grande attenzione, disinfettiamo i prodotti, anche a causa dei lavori puliamo in continuazione la casa. Vediamo gli amici solo via video, non abbiamo altre vie d’uscita, ma il nostro parchetto sempre deserto ci regala qualche momento di svago.

E voi come la state passando? Raccontatemi!

10 pensieri su “Una settimana di Coronavirus in Florida: un film visto due volte

  1. Che dire? Con la green card ricevuta sei mesi fa e la patente della Florida appena presa, pensando al trasferimento a Miami invece di fare avanti e indietro ogni mese, guarda un pò che succede!!!!

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  2. Già sai, io ho deciso di non parlarne più nel blog perché vedo tanti post e opinioni oggettivamente irritanti. Persone che stimavo convinte che il virus sia stato modificato e portato in Cina proprio dagli USA (geniale davvero visto che ora se lo ritrovano tipo boomerang), gente che no, non capisce che andare a trovare i nipoti in un altro quartiere non è tra le cose che si possono fare. Gente che, giuro, “a parte i morti a me questo periodo non dispiace”. Occhei io i morti non riesco a metterli da parte da lombarda, ah peccato che anche chi ha scritto sta cosa lo sia. E poi i tanti medici laureati all’università di internet che dispensano cazzate. Attenzione e paura, io smart working, mio marito in azienda, sono in pochissimi e da oggi misurazione della temperatura all’ingresso. Ti faccio un breve vocale. Un abbraccio

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  3. Ciao!
    Io e mia moglie abbiamo appena iniziato un nuovo business, che con i ristoranti chiusi al pubblico si è completamente fermato… Abbiamo conosciuto altre persone in condizioni simili e già nelle loro parole, puoi percepire quel malessere che ricordo di aver provato quando si annunciavano uragani…ineluttabili eppure con una preparazione che ti fa sentire”adeguato”….solo che sta volta non c’è nulla da fare.niente shutter, niente messa in sicurezza di tutto, niente corri a comprare le batterie…etc.
    Contraddizioni ovunque e apparentemente nessuno vuole imparare dagli errori europei..perseverando in atteggiamenti confusionari e nel mostrare una fragilità abbastanza inquietante.
    Non sanno se salvare le persone o salvare l’economia…
    Penso sia la prima volta che i miei sentimenti per questa nazione siano così negativi..
    A parte questo, non avevo mai notato quanto fosse insistente la pubblicità….pensavo in Italia fosse eccessiva…ma qui 2 ore di film sia trasformano in 3…con solo pubblicità di medicinali dai nomi improbabili contro malattie che esistono solo qui….e poi non vogliono affrontare decentemente una pandemia che sta raggiungendo 400k casi.
    Ciao! stiamo a casa.

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    1. beh considerando che nella task force della Casa Bianca (con a capo il vicepresidente) hanno messo un Contrammiraglio a capo della supply chain e che in Italia il capo della Protezione Civile è un commercialista………..

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    2. Ciao! Mi dispiace per il vostro business.
      “Non sanno se salvare le persone o salvare l’economia”, questo sta succedendo ovunque, vedi Boris Johnson che inizialmente aveva detto Tutto aperto crepate, poi e’ tornato indietro. Capisco i sentimenti negativi date le circostanze, ma ecco qui tutto si sta chiudendo sempre di piu’, e in una settimana. Onestamente, non biasimo nessuna delle azioni che e’ stata intrapresa qui, come credo che Conte stia facendo un ottimo lavoro con la situazione che si sta trovando.
      Se deciderai di rimanere, imparerai che l’unita’ nazionale e’ fondamentale. Qui gli avversari politici si uniscono in momenti di crisi come questo, criticare serve a poco. Compresi i medicinali che esistono solo qui, perche’ si’, e’ un altro paese rispetto all’Italia. In bocca al lupo e stay safe!

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  4. Ciao, sono Betty, mi hai ospitato qualche anno fa per un post sull’anno all’estero di mio figlio Alessandro in Nebraska, ricordi?
    Ecco, noi abitiamo a Bergamo, esattamente nella valle Seriana, il centro dell’epicentro, se mi passi il gioco di parole; la situazione è veramente tragica, non so se hai visto i video dei mezzi dell’esercito che portano via le bare, le chiesette dei paesi sono piene di file e file di queste salme che attendono di essere sepolte.
    Ognuno di noi conosce qualcuno che è morto, quasi tutti ci siamo ammalati, chi più chi meno, moltissimi sono a casa e non riescono a contattare medici e soccorsi, molti sono morti a casa…
    Sembrava fantascienza quando si sentiva dalla Cina, ora accade anche qui
    Siamo tappati in casa, io e mio marito lavoriamo in quanto rientriamo nelle aziende necessarie ma quando esco per venire in ditta il paesaggio è spettrale, gli unici rumori che si sentono sono quelli degli animali, cani che abbaiano in lontananza, e delle ambulanze.
    Un nostro parente che fa il medico dice che oramai devono scegliere chi intubare ed il criterio è l’età… più sei vecchio e meno probabilità hai di essere intubato, al limite ti mettono la CPAP e fine, oppure ti mettono un ossimetro al dito e ti rimandano a casa, auguri e addio.
    Dal fronte è tutto
    Ciao
    Betty

    PS : Stay safe

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  5. Volevo mandare un abbraccio a Betty, sono di Milano e per me la Val Seriana è il ricordo di una mangiata in compagnia anni fa. Ho un’amica di Alzano Lombardo che ha perso il padre, e le immagini che citi non mi si leveranno più dagli occhi. Ho pianto tantissimo, non riuscivo a calmarmi. Ricordo il tuo post, perché mi ispirò una parte su un romanzo che stavo scrivendo e ci infilai una ragazza negli Usa per un anno di studio e ora ti ritrovo in questa tremenda situazione di dolore che nessuno mai avrebbe ipotizzato vedendo la Cina. Non serve a nulla ma appunto ti mando un abbraccio.

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