Sì lo confesso, sono una maestrina. Petulante, anche se cerco di contenermi il più possibile, puntigliosa, col ditino puntato a sottolineare quello che non va.
Ci sono delle cose che mi irritano profondamente, e sono gli svarioni, gli errori grammaticali, le imprecisioni, le cose buttate là senza interesse.
Passo in tabaccheria a ricaricare la Postepay. “Sì, dammi la pospei”.
Odio quelli che dicono pospei per fare gli internazionali che poi non sono mai andati oltre Rimini. POSTE è POSTE, altrimenti scrivevano POST.
Vado alla Asl a fare una visita. Il cartello sopra lo sportello recita -e mi dispiace non essere riuscita a fotografarlo- I SIGNORI SONO GENTILMENTE PREGATI DI PORTARE SOLDI SPICCI. Gentilmente. Gentilmente ficcato lì in mezzo mi irrita. Quando lavoravo al call center alcune colleghe pietivano: “C’è cortesemente il titolare della linea?”. Cortesemente.
Odio tutti gli errori ha/a, hanno/anno, cè, apostrofi scambiati per accenti e viceversa, plurali inventati… mentre tollero meglio la mancata concordanza soggetto-verbo, e una indecisa consecutio temporum.

Oggi la chicca: bloccata nel traffico causa incidente, mi cade l’occhio su un graffito lungo la statale:

Santo cielo… Decidi di infrangere la legge, di rischiare la vita con le macchine che sfrecciano sfiorandoti le gambe, decidi pure di dichiararti e di dedicare la tua vita a questa persona, ma caspita… vuoi almeno informarti su come si scrive???
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