Sabato ho passato una giornata in preda ad un terribile senso di colpa: al risveglio un messaggio del promesso mi dà il buongiorno, e mi chiede conferma di una certa persona vista sul mio profilo linkedIn.
Improvvisamente realizzo.
Non gli avevo detto nulla.

Un rapporto a distanza si basa necessariamente sulla fiducia cieca. In questo caso però sarebbe stato semplice fraintendere e farsi assalire dai dubbi.

Intuendo cosa aveva potuto pensare leggendo quel nome e cosa aveva potuto provare nel sentirsi “tradito”, ho passato otto ore in preda all’ansia. Il senso di colpa mi stava consumando, mi sentivo Raskol’nikov senza aver commesso il delitto.
Quando finalmente mi è arrivato un suo messaggio l’ho richiamato che ancora non aveva finito di digitare il punto.

Il mio promesso è un uomo fuori dal comune. Io avrei fatto una scenata di gelosia, avrei fatto a fette ogni sua singola parola tentando un accerchiamento per farlo crollare tipo interrogatorio incrociato. Lui semplicemente mi ha ascoltata. Ha sentito quello che avevo da dire, magari non si sarà convinto fino in fondo ma ha deciso di credermi, per amore, mettendo da parte le sue remore. Un simile fraintendimento avrebbe potuto gettare un’ombra scura sul nostro bellissimo rapporto fatto di profondo rispetto, prima che di grande amore. Invece lui ha capito che, semplicemente, non gli avevo detto nulla perché per me non era una cosa degna di importanza, e perché se ci sentiamo per pochi minuti al giorno non voglio far altro che concentrarmi su di noi, dirgli quanto mi manca e chiedergli come sta andando la sua avventura in solitaria per sostenerlo e fargli sentire che sono sempre accanto a lui. Niente altro.
Mi veniva da piangere dalla felicità. E lo stesso oggi, quando ha continuato a ripetermi che mi ama, quando ho capito che questa brutta pagina non ci ha minimamente scalfiti. Ho il cuore che scoppia di gioia! Mi ha dato una vera lezione di amore.

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