Vorrei saper pregare

Scrivo questo post dibattuta tra la gioia per chi puo’ ricominciare a sperare e un dolore che mi ha devastato il cuore. Primo giorno di relax, sono a casa, ieri ho finito gli ultimi esami e finalmente mi dedico alla lettura dei vostri blog. E’ un’altalena di emozioni, chiaramente c’e’ la vita, quella che a volte e’ una giostra felice che ti fa guardare avanti piena di fiducia e alle volte una falce bastarda che infierisce senza pieta’. Un post mi ha fatto male, tanto, tanto, tanto. Sono senza fiato. E senza parole.
E sono arrabbiata, perche’ c’e’ chi non si rende davvero conto della fortuna che ha ma piange, sempre. Non si rende conto di quello che non e’ mai mancato, di quello che non ha mai dovuto chiedere o sperare perche’ e’ sempre arrivato puntuale, senza nemmeno dover alzare gli occhi al cielo per dire Chissa’ se un giorno
La vita e’ una schifezza a volte. La vita a volte ti porta in angoli bui e spaventosi, che non puoi non trovartici, e ti ci lasciano pure da sola, perche’ gli altri, a volte vigliacchi come lo sono stata anche io, non riescono a starti accanto e scelgono la luce del sole alla paura che ti fa scoppiare il cuore.
Non riesco nemmeno a pensare. Sono annichilita.
E la mente va a chi e’ li’, e lotta, e non si e’ mai arresa. Sono tre anni.
Perche’ a volte la ruota schifosa, la falce bastarda, non colpisce, ma sta lassu’, con la scure che volteggia sulla testa. Ma c’e’ chi non si perde d’animo, anche perche’ davvero non ha alternative.
A volte non si puo’ scegliere.
Ma si deve andare avanti lo stesso e il terrore diventa compagno di viaggio.Vi sono vicina. A tutti e tre, tre situazioni che piu’ diverse non si puo’, tre lutti diversi, tre vite sul filo. E anche a te, anche se per il motivo opposto. Mi aggrappo alla tua speranza perche’ e’ quello che la vita fa e che la vita chiede per poter guardare avanti.
Una sera una persona speciale mi fece sentire una canzone per spiegarmi la sua vita. La conoscevo gia’ ma non ne avevo mai ascoltato davvero le parole.
Quel giorno di quattro anni fa ho capito che a volte non si ha coraggio di farla finita nemmeno davanti alla disperazione. Che a volte l’istinto di vita e’ un cazzo di casino e ti lascia nella merda piu’ di quanto sarebbe facile fare buttandosi da un balcone, ma che poi, a volte, non sempre, la svolta arriva.
Non sempre. Ma a volte si’. E io spero per voi.

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20 pensieri su “Vorrei saper pregare

  1. Tutto si ridimensiona e ci si stupisce della propria normalità, quando si viene a contatto col dolore degli altri. Quello che ferisce è l'impotenza. Quello che si può fare è ascoltare, condividere, prendersi un pezzetto di quel dolore, per alleviare quelle spalle tanto cariche. Per quanto serve, ti ringrazio per avermi fatta riflettere, ancora una volta.

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  2. Ho intercettato nel tuo blog roll una delle storie cui fai accenno, non ci si capacità di certe cose – e forse rileggo storie recenti di contatti miei – e ti sono vicina. Queste altalene di emozioni devastano. La vita, nelle sue sfaccettature a volte è più di quanto riusciamo a sopportare altre volte è più di quanto riusciamo a concepire, nel bene e nel male. La domenica che è morta una mamma molto nota nella rete, che ammiravo tanto e sento ancora vicina, è nata la terza bimba della mia più cara amica. Io sono andata a trovarla con tante cose dentro e pensavo pensavo pensavo che in quel giorno ricorrevano tante cose, anche il compleanno di un bimbo morto di leucemia pochi anni fa la cui storia mi aveva molto colpita. E ti chiedi: ma CAVOLO… UN BAMBINO… PERCHè????Mi ha colpito: “La vita a volte ti porta in angoli bui e spaventosi, che non puoi non trovartici, e ti ci lasciano pure da sola, perche' gli altri, a volte vigliacchi come lo sono stata anche io, non riescono a starti accanto e scelgono la luce del sole alla paura che ti fa scoppiare il cuore.” Anche questo l'ho incrociato (e vissuto quando sono mancate persone care, una in particolare tanti anni fa e qualche giorno fa al contrario quando ho scelto di non aprire un certo post perchè non sono pronta) è che non siamo sempre pronti, anche ad esser vicini agli altri. Poi c'è chi lo sarà e chi mai e l'incapacità di avvicinarsi al dolore può far tanto male, o fare arrabbiare chi osserva. So che può sembrare come portare dolci a casa di un pasticcere, ma conosci questa lista? http://www.cnvc.org/Training/feelings-inventory a me piace tanto scorrerla quando sono “all'aria”, mi calma dare un nome a cosa mi gira dentro, c'è anche la sua gemella needs inventory se ti piacesse.Mando tanti pensieri positivi alle persone per cui speri, ciao.

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  3. Oggi ho saputo di una tragedia avvenuta molto vicino a noi e stavo cercando di scriverne. Tu hai espresso perfettamente ciò che si prova davanti ad un destino inaccettabile e anch'io vorrei saper pregare stasera.

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  4. penso di conoscere una delle situazioni alle quali ti riferisci. è da ieri che non posso fare a meno di pensare a lei, a loro, e non posso nemmeno immaginare lontanamente che attimi atroci debbano star passando. a volte pregare sembra inutile ma è l'unica cosa che posso fare e da quando ho saputo la notizia la mia giornata è stata un'incessante preghiera perché tutti quanti possano sopravvivere a questo dolore.anch'io mi sento molto fortunata e molte, troppe volte, non me ne rendo minimamente conto. e me ne vergogno.

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  5. Mia cara, non conosco le storie di cui parli, anche se spesso la cronaca non è rilevante per comprendere il dolore.So come ci si sente ad aver paura, so cosa vuol dire pregare all'improvviso “dammi almeno il tempo che Francesco diventi grande” come se esistesse un'unità di misura e sentirsi graziata e chiedersi quando dovrai saldare il debito.E so che spesso quasi tutti si allontanano quando stai male e soffri, perché hanno paura, perché non sanno cosa fare e come farlo, perché non vorrebbero confrontarsi con la paura ed il dolore.Io ci sono passata ed ho capito senza rabbia la paura degli altri, di tutti quelli che dovrebbero starti vicino ma non ne sono capaci.Ed a chi in onestà mi ha chiesto “non so cosa fare ora per te, cosa posso fare?” ho risposto di lasciarmi aver paura, di non costringermi a dire sempre “si certo andrà tutto bene” di sedersi vicino e tenermi per mano senza parlare, di lasciar piangere e sfogare e poi di alzarsi ed andare avanti insieme.Ognuno sta solo sul cuor della terra, forse è vero. Rari sono quelli che sanno portare il peso del dolore degli altri, e ci metto dentro anche me, che l'ho provato per prima, ma a volte non ce la faccio.Grazie per questo post, ha risvegliato in me pensieri e ricordi di quasi 10 anni fa e mi ha ricordato che davvero oggi nonostante tutto sono grata di quello che ho ogni giorno, anche i problemi, finché si possono risolvere.

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  6. che testimonianza importante PdC, grazie di averla condivisa. Quel “finchè son cose che si possono risolvere” fa una differenza che molti non hanno toccato/visto da vicino e quindi non capiscono

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  7. Non ho capito di chi parli, oddio qualcuno che conosco e mi è sfuggito?Lo sai Lucy bella io ho auvuto il mio periodo nero, e mi sono molto lamentata arrabbiata per chi non mi è stato accanto come volevo, come mi pareva giusto fosse, ora che è tutto alle spalle ringrazio il cielo di averle comunque quelle persone perchè sono loro fantastiche comunque. La ruota che gira con la falce colpendo Dio c'è gente davvero negli abissi e come han detto un po' tutte non te ne dai una ragione mai. Di fronte alla sofferenza dei bimbi, soprattutto io non me ne capacito mai, al punto che ho anche smesso di pregare, e mi manca molto non saperlo più fare con lo slancio di prima. GRAZIE DI CUORE PER LA TUA PRESENZA SANDRA FROLLINI

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  8. Non lo so di che storie parli ma questo post è davvero bello. Non mi piace Meraviglioso come canzone, forse non mi piace perché in troppi la usano quando non ce n'è affatto bisogno. In questo caso sembra di sì, per cui mi viene voglia di cantarla forte.

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