Ieri siamo stati dal pediatra. Ce lo aveva consigliato il neonatologo dell’ospedale, visto che a naso, non so perche’, quello straosannato dalla mia amica con tre figli non mi aveva convinta – troppo richiesto, troppa attesa per gli appuntamenti. Invece questo signore dall’aspetto britannico ed il nome latino ci e’ piaciuto proprio tanto. E mi sa anche alla Picci, che non ha fatto un fiato e si e’ lasciata visitare.
Tranne quando con quell’aggeggino con la luce le ha esaminato il fondo dell’occhio. Li’ si e’ difesa con un gancio sotto al mento davvero niente male.
Poi siamo andati a cercare informazioni per il battesimo in una chiesa cattolica qui vicino, ma c’erano solo operai al lavoro e il parroco non lo abbiamo trovato.
E My e’ riuscito a stupirmi ancora.

Si avvicina il Natale. I rivenditori di zucche hanno lasciato il posto a quelli di abeti e stelle di natale.

Perdonatemi l’assenza di feedback ai vostri commenti. Non mi piace lasciarli cosi’ senza risposta, ma per il momento non riesco a rispondere. Pero’ mi sembra che iniziamo a prendere una parvenza di ritmi. Se non altro nel caos della routine.
E niente, non riesco proprio a toglierle gli occhi di dosso.

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