Dio, patria, famiglia

L’altra sera guardavo il tg speciale dedicato alla cattura del secondo attentatore di Boston. Ero colpita dalla tenacia con cui hanno braccato questo terrorista che si era nascosto dentro una barca ormeggiata e lo hanno trovato grazie ad un elicottero ad infrarossi che ha individuato il calore corporeo. Ero stupefatta dalla gioia della gente in strada che manifestava gratitudine e sollievo ai poliziotti con applausi e grida verso le camionette blindate che sfilavano. Poi ascoltando le varie fasi della cattura, i cui aggiornamenti sono ancora in corso, pensavo che da noi cose del genere sono quasi impossibili.

Innanzitutto, lo scetticismo e la dietrologia che ci sono tipiche, di cui ho gia’ parlato. E non mi piace quando ad una tragedia se ne deve per forza accostare un’altra per vanificare quella americana, cosa che accade regolarmente ogni undici settembre. Ma e’ accaduto anche stavolta. Poi, la collaborazione. Leggevo stamattinanotte che un sopravvissuto ha contribuito alla decisiva identificazione del sospetto. Nelle stesse ore, viene fuori che ad Avetrana chi sapeva non ha detto nulla per anni. Ma con questo non voglio dire che il modello omertoso e’ tipico di tutta Italia. Pure qua le gang si proteggono tra loro. Ma, appunto, sono gang. Noi italiani siamo ultras, l’ho detto tante volte. E se uno si definisce di destra, sia mai che si sbagli a dire che e’ contro le armi: ti fucilano. Cosi’ come pure, se sei di sinistra, non puoi apprezzare il lavoro dei poliziotti. All cops are bastards, solo questo si puo’ dire. E nemmeno che credi in Dio. Non sei di sinistra, se credi in Dio, tutt’al piu’ sei un cattocomunista, ma l’accezione non e’ positiva. Percio’ se Dio Patria Famiglia sono valori che appartengono ai fasci, impossibile trovarci qualcosa di condivisibile.

E invece.

Lorenzo e’ un mio amico di destra. Quando studiavamo insieme millemila anni fa, mi raccontava di aver fatto il celerino durante il servizio militare. E ricordo perfettamente i suoi racconti di quando prestava servizio allo stadio, ne ero sconvolta. Ovviamente botte e spranghe volavano solo perche’ erano celerini di merda, mica per altro. Claudia e’ un’altra amica di millemila anni fa, non ne sono sicura ma direi che e’ di sinistra. Per il lavoro che fa pero’ e’ spesso a contatto con immigrati, regolari e non (aaah, non parliamo di certe categorie. Se sei di sinistra mica puoi dire che gli immigrati rubano, che i zingari puzzano, no, devi essere equo e solidale), e mi raccontava che gli irregolari in attesa di rimpatrio sono capaci di fare di tutto davanti ai poliziotti, dal tagliarsi le vene all’ingoiare lamette pur di non salire su quell’aereo, oltre a morsi e botte da orbi che volano a destra e a manca. Lei quindi, mi diceva, riesce a capire bene perche’ a volte i poliziotti sono cosi’ duri. Insomma, Lorenzo mi scrive l’altroieri dicendomi che a Roma la situazione in certe zone si e’ fatta davvero critica, e vicino casa sua hanno messo una postazione fissa di militari, un po’ come vedevo vent’anni fa a Catania con l’Esercito. E gia’ questo… Dice

Pensa che qui nel mio quartiere hanno messo un presidio di militari, senza compiti di polizia, ma per pura sorveglianza in strada. Nulla di sconvolgente, è una presenza molto discreta. Semplicemente devono chiamare la Polizia se vedono cose strane, non intervengono. Io gli porto i cornetti la notte e mia figlia già li adora. Ieri sera le hanno regalato uno stemma dell’Italia e io avevo gli occhi lucidi.

Perche’ questo sentimento non puo’ appartenere a tutti gli italiani? Perche’ se scoppia una bomba in America dobbiamo invece piangere i bambini siriani? Non si puo’ fare tutte e due? Perche’ noi non siamo capaci di capire che una cittadina che ha vissuto ore di angoscia poi e’ felice di condividere questo risultato collettivamente applaudendo i poliziotti? Perche’ invece noi ci concentriamo sempre sul negativo, tipo quanto sono stati incapaci? Ieri su un giornale leggevo una notizia che ora non riesco piu’ a trovare, diceva Poliziotto imbranato salta cancello aperto. Ora immaginate un poliziotto che corre inseguendo un fuggitivo: ci vuole piu’ tempo a scavalcare un cancello o ad aprirlo, che magari aveva l’apertura verso di se’?

Ci si indigna se dei criminali non vengono acchiappati, ma poi si contesta una finanziaria che magari destina piu’ soldi alle forze dell’ordine (e nemmeno e’ vero, negli ultimi anni tagli su tagli e le volanti sono senza benzina); si manifesta contro l’uso di sfollagente o manette ai vigili, ma poi ci si indigna se lo scippatore che ci ha rubato la borsa in metropolitana non viene acchiappato. E che gli fa il vigilante, gli tira l’orecchio e gli intima di restituire il maltolto?

Non siamo ridicoli, su.
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0 pensieri su “Dio, patria, famiglia

  1. il problema è nelle catalogazione, abbiamo bisogno sempre di fare parte di un gruppo, sarebbe bello se arrivassimo a giudicare un caso alla volta e ad accogliere o scacciare la persona e non la razza! utopistica visione la mia.

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  2. Sono cattocomunista e mi si sgretola il cuore davanti ai bambini siriani, e a quelli americani, ho pianto per Giuliani come per quel povero cristo che si è visto circondare e ha avuto paura. Mi fa male la mediocrità umana di destra, di sinistra, la mancanza di obiettività, l'ingiustizia, di qualunque genere. Mi fa piangere la stupidità umana, compresa la mia che a volte, non sa distinguere.Raffaella

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  3. Brava, RIDICOLI è la parola corretta. Puoi immaginare quanto io sia amareggiata, e quanto io condivida le tue parole. Soprattutto dopo aver scoperto e constatato che 'perfino' i brasiliani ormai ci hanno superati. E mi riferisco a rispetto per il prossimo e delle regole. A condivisione e collaborazione. A dignità e orgoglio.

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  4. anche mio fratello ha fatto il carabiniere durante il servizio militare e quando stava a Genova e toccava servizio allo stadio avevamo paura, soprattutto per certe partite in particolare. Oppure quando stava in Sicilia e dovevano stare di guardia davanti ai tribunali durante certi processi: erano per lo più ragazzini e c'era gente veramente pessima che girava e li aggrediva solo per via della divisa

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  5. Secondo me la risposta e' (relativamente) semplice e disarmante: perche' non ci siamo mai affrancati dall'equazione grossolana “mantenimento dell'ordine pubblico = autoritarismo/fascismo”. Dimenticando che la garanzia della sicurezza sul territorio dovrebbe essere un obbiettivo a-politico, per garantire il benessere dei cittadini.

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  6. Come condivido tutto quello che hai scritto! Hai fatto un'analisi precisa di quanto stronzi siamo. Idealisti quando ci fa comodo, patriottici solo ai mondiali di calcio, generosi solo se si può scaricare dal 730…

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  7. Esattamente. Ma tu credi, Gian, che i piu' giovani facciano ancora di queste associazioni? E comunque, l'alternativa qual e'? L'anarchia? Perche' nessun paese socialista NON ha la polizia.Per non parlare poi del controllo della polizia a Cuba, per esempio.

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  8. eh, pure a me era venuto in mente Giuliani e come fosse diventato martire nazionale, mentre appunto, di quel povero cristo non ne parla mai nessuno, e neanche di quegli altr poveri cristi che cercavano di domare i manifestanti contro il tav. Gli esseri umani sono umani anche quando indossano una divisa, e forse e' questo che spaventa e che la gente non vuole vedere…

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  9. …ridicoli e caproni, aggiungerei. Non si deve necessariamente essere di desta, sinistra o centro, ma basterebbe essere più civili e molte delle questioni da te sollevate potrebbero essere degnamente superate e risolte.Il discorso “Giuliani” non lo apro nemmeno, perchè solo gli italiani sono capaci di innalzare dei sovversivi di quartiere a martiri.M.

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  10. a parte che non abbiamo i soldi per l'elicottero, figuriamoci per il rilevatore di temperatura corporea. Io invece ribadirei il termine omertà, perchè da sempre è così, dal vicino di casa che dopo la strage omicida dice “io non so niente, per me è una brava persona, sempre nuongiorno e buonasera”alle alte cariche che si riparano col segreto di stato. Non si è patriottici perchè non esiste il senso dello stato. Nende vidi, nende sacciu.

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  11. Condivido tutto ciò che hai sapientemente scritto in modo così semplice, e condivido anche il commento di Gua-sta Blog. Un gran bel post questo e quanta amarezza…

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  12. a me le etichette son sempre state strette. per me non esistono destra e sinistra, ma persone. Ognuno ha le proprie idee, giuste, sbagliate e soggettive che siano. Una cosa che penso dovrebbero pensare tutti (alè evviva le ripetizioni) è che non esistono paesi, nazioni, colori, religioni, credo politici: siamo un unico grande mondo, e quando uno soffre in un punto qualsiasi de esso, tutti soffriamo con lui, o almeno IO soffro con lui. In questi giorni ho pianto per le vittime di Boston, della fabbrica in Texas, del terremoto in Sichuan,degli stupri in India e di tutte le altre tragedie che purtroppo accadono quotidianamente. Forse è una cosa che dovremmo imparare tutti. Bisogna condannare “i cattivi” e spalleggiare “i buoni”, a prescindere da tutto il resto.Bellissimo questo tuo post Lucy… un abbraccio

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  13. Siamo nati in Europa. e per secoli l'Europa è stata teatro di scontri e con/fronti: francesi contro italiani, italiani contro austriaci, francesi contro tedeschi, inglesi contro francesi, francesi e inglesi contro italiani e tedeschi, livornesi contro pisani, milanesi contro torinesi, romani contro milanesi, torinesi contro cuneesi, settentrionali contro meridionali, romani contro abitanti di Latina, palermitani contro catanesi, messinesi contro palermitani…Devo andare avanti?Ecco perché non vedo l'ora di venirmene via dall'Italia, dall'Europa.Per dire – come ha scritto la poetessa Emma Lazarus – “Tenetevi i vostri antichi Paesi con la vostra storia fastosa.Datemi le vostre masse stanche,povere,oppresse,desiderose di respirare libere,miserabili rifiuti dei vostri lidi affollati…”.Ne ho basta del “peso oppressivo di un indiscutibilmente splendido, ma spesso fatale passato” dell'Europa, come scriveva Aldous Huxley.Voglio la leggerezza dell'America, “dove la Storia è tanto immensamente esigua, quanto immensamente enormi sono le sue dimensioni geografiche”.Ecco.d.

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  14. “Perche' questo sentimento non puo' appartenere a tutti gli italiani? Perche' se scoppia una bomba in America dobbiamo invece piangere i bambini siriani?” Quanto ti capisco!Io devo sentire i commenti di parecchie persone quando per esempio scrivo qualcosa tipo “buona festa della donna” o qualche altra stupida festa. “Le donne vanno festeggiate ogni giorno, ci sono bambini che non hanno nulla da mangiare” etc. Per ogni occasione qualcuno trova la contro occasione. E sono sempre le stesse persone. Ora aspetto che arrivi il compleanno di una di queste e scrivero' che avrei volentieri fatto loro gli auguri di compleanno ma non lo faro' perche' penso a chi, nato in questo stesso giorno, non avra' un compleanno perche' povero o in situazione di guerra e quindi non mi sembra una cosa moralmente corretta. E comunque il compleanno va festeggiato ogni giorno mica solo nel giorno corrispondente a quello della nascita…

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  15. devi schierarti, sempre, per forza, comunque, ad ogni costo, in ogni situazione…se non ti schieri sei un inetto, un incosciente o addirittura un irresponsabile! 😦 in risposta al commento di Gian ti chiedevi se anche i giovani “di oggi” fanno di queste associazioni, posso assicurarti che è così, anzi è peggio! sono soprattutto i giovani (miei coetanei!) a tirare in ballo certe idee retrograde e anacronistiche che non dovrebbero appartenergli! ogni volta che li sento mi si gela il sangue, devo sempre mordermi la lingua per non rischiare di entrare in discorsi privi di ogni logica e pieni di insulti e offese gratuite!!

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  16. 😀 non vorrei sbagliarmi ma credo che l'infrarossi ce l'abbiamo. Magari sta imballato in qualche sottoscala dopo averne acquistati un miliardo ad una societa' gestita dal fratello del ministro che ha vinto la gara d'appalto proponendo un centesimo meno del migliore offerente.Che ti pare?

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  17. Bel post davvero. In Italia devi sempre essere pro o contro qualcuno. E' più comodo che usare il cervello e confrontarsi con gli altri. Ormai destra e sinistra, credente o ateo, omosessuale e eterosessuale sono categorie che hanno poco senso. Ma per molti è difficile cambiare idea.

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