Etnocentrismo – Ho il dentino avvelenato #11

Quando si arriva negli Stati Uniti pare tutto figo. Le strade, le luci, i palazzi, il mare, le persone, tutto. Se si e’ qui in vacanza si torna indietro con una sensazione di pienezza e di entusiasmo; quando si resta a vivere, ovviamente, piano piano vengono fuori anche i lati negativi, anche se nel mio caso hanno riguardato piu’ chi non ne vuole proprio sapere di abbandonare il sud, e infatti sono passata subito alla terza fase.

Venire a vivere negli Stati Uniti significa fare ben presto i conti con due aspetti assolutamente opinabili rispetto al nostro modo di intendere la vita e la solidarieta’ sociale e che qui sono ben radicati nella societa’: le armi e la medicina.

Chi viene a vivere negli Stati Uniti ha due alternative (la terza era andare a vivere da un’altra parte, ma evidentemente e’ stata scartata per qualche motivo): criticare tutto, criticare a priori, ricordarsi sempre quanto era figa l’Italia socialista che da’ il proprio sostegno a tutti, ed opporsi al sistema; oppure cercare di capirlo. Personalmente, visto che qui dovro’ passarci un pochettino di tempo, piuttosto che campare col rimpianto appeso al cuore voglio cercare di capire. Che poi era il mio lavoro in definitiva.

Le assicurazioni mediche ci sono e prosperano felici. La maggior parte delle persone evidentemente ama questo sistema, gli Americani avranno i loro buoni motivi e la maggioranza di loro si oppone all’eventualita’ di poter pagare per qualcun altro che non puo’ permettersi l’assicurazione. E la spiegazione non puo’ cadere sempre nella categoria individualismo/capitalismo/ismo perche’ e’ sempre e solo il punto di vista di un italiano, cioe’ e’ un punto di vista viziato dall’etnocentrismo.

Ho sempre biasimato chi criticava gli Americani a prescindere, e infatti ne usci’ fuori una polemica assurda.

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Le armi mi fanno schifo e non crediate che da italiana saro’ felice di mandare mia figlia a scuola pensando che ci sara’ il figlio del co****ne che si sente il ras del quartiere e che ha sei pistole in casa e suo figlio decidera’ di portarne una da mostrare agli amici solo che il padre siccome e’ un co****ne avra’ lasciato il colpo in canna e partira’ il proiettile che andra’ ad ammazzare un bambino. Che devo fa’? Non posso fargli cambiare idea, allora cerco di capire per quale motivo gli Americani, soprattutto che vivono nella fascia centrale, dove una casa dista dall’altra ventiquattromila chilometri, sentono il bisogno di possedere sedici fucili per sentirsi protetti. E a seguire, molti altri. Ma non tutti.

E se avete letto questo post qui, grazie ad uno dei commenti di Giulia ho avuto la possibilita’ di riflettere su un’altra critica che spesso sento rivolgere agli Americani. Non viaggiano, non vanno da nessuna parte e restano solo in America. Giulia spiegava che le sue compagne di classe si meravigliavano quando lei raccontava che dalla sua citta’ (ne va bene una qualsiasi in Italia, che c’e’ piu’ mare che lembi di terra) in due ore poteva raggiungere il mare, la montagna o uno stato confinante.

Una delle cose che ricordo di aver realizzato è che io, in Italia, vivevo in una posizione strategica: da casa mia in meno di quattro ore potevo essere in altre Regioni – quindi mare, lago, montagna- ma anche in altri Paesi – Francia, Austria, etc. Molti dei miei compagni di classe americani non avevano nemmeno il passaporto e non erano mai stati al di fuori del Wisconsin, se guardi dov’è Janesville e guidi per 4 ore verso Nord sei ancora nel Wisconsin!!! Per loro ero quasi una marziana all’inizio 😉

Senza contare che, me ne sto rendendo conto ora, viaggiare all’interno degli Stati Uniti costa infinitamente meno che comprare un biglietto per l’Europa. E il prezzo, sappiatelo, non e’ lo stesso che per viaggiare dall’Europa a qui. Autarchici? Si’. Ma se la loro economia gira, mentre a noi costa meno andare da Roma a Madrid piuttosto che da Roma a Torino, prendetevela con gli Americani.

Siamo sempre li’. Se metti il naso fuori dal tuo minuscolo paesello puoi renderti conto che il tuo e’ solo uno dei mille miliardi di punti di vista possibili, e che l’Italia e’ un piccolo puntino nel mondo, e che l’Impero Romano, fatevene una ragione, e’ tramontato da quel di’. Ma d’altronde solo chi non ha mai messo il naso fuori dal suo paesello, o se l’ha fatto e’ andato in giro con l’arroganza di trovare spaghetti al dente in Algeria puo’ pensare che il punto di vista di un Americano debba coincidere unicamente con i documentari di Michael Moore, perche’ e’ esattamente quello che un italiano vorrebbe poter trovare uscendo dal suo meraviglioso e unico paese. Dove certo, le cose funzionano da schifo, ma solo al sud, per fortuna chi sta in Romagna non deve preoccuparsene. Pero’, come ho risposto, non e’ che si sente di dover ringraziare quanti pugliesi, calabresi e siciliani arrivano nella sua regione per curarsi, e invece dovrebbe; perche’ il contributo dello Stato tornera’ all’ospedale romagnolo in cui il pugliese, suo malgrado, e’ andato a curarsi, e quello che migliorera’ sara’ l’ospedale romagnolo, e lo stesso accadra’ per il ristoratore e l’albergatore romagnolo che ospiteranno gli accompagnatori del degente. Ma quanto siamo fighi noi romagnoli italiani, che il nostro sguardo sul mondo e’ sempre cosi’ acuto e tagliente e preciso e soprattutto giusto. E non ci sbagliamo mai, eh.

Che poi quello che vive nel paesello bucodiculo sara’ sempre quello che si indignera’ se io, romana, parlo male degli zingari. Solo che gli zingari vengono a pestare i calli e a rubare nelle case e a vivere sotto i cavalcavia di Roma, mica di bucodiculo. Che hai paura a passare in bici sulla ciclabile. Pero’ tannnnnto solidali. E la colpa, intendiamoci, non e’ solo dello zingaro in se’, ma anche di chi gli permette di stare sotto al cavalcavia, che ovviamente sara’ un politico romano, perche’ lo sanno tutti che i politici nascono e muoiono romani. Come i doppiatori insomma.

E potrei andare avanti per qualsiasi aspetto della vita, come il sistema del credito. Per noi e’ assurdo, non si compra se non si hanno soldi. Per loro noi siamo dei poracci, chi te lo fa fare a non cambiare la macchina di quattro anni fa quando con una differenza di pochissime centinaia di dollari continui ad aggiungere debiti e acquisti credito tanto che dopodomani ti arrivera’ una nuova carta che ti permettera’ di comprare l’apparecchio a tua figlia. Come dite? Avete dovuto rinunciare all’apparecchio? Ah ecco.
Quindi io ringrazio tutti i commentatori allo scorso post, anche se quelle che ci mettono la faccia sono sempre le stesse e le rispetto tantissimo, ma ecco, continuate pure a pensare che tutto e’ una diatriba Roma contro Lazio e che se uno prova a mostrare un aspetto positivo bisogna per forza, assolutamente, con veemenza, controbilanciarlo con qualcosa all’opposto. L’ho gia’ scritto, non e’ una gara, e invece tie’, ogni volta.

Che poi tutti futuri medici quelli che hanno scritto. Voglio vede’ che diranno quando lavoreranno da dieci anni pieni di frustrazioni per gli strappi che avranno dovuto fare alle loro grandi ideologie.

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0 commenti

  1. Lucy porcamiseria non mettermi tutti sti link di post vecchi che mi mandi fuori di testa a rileggere tutto.Io credo davvero che l'italia sia divisa in 2, quando sono andata a Lecco x mammo-ecografia seno c'era una ragazzina in carrozzella con uno spiccato accento sardo, e i genitori si scusavano perchè l'aereo era in ritardo, immagino siano sbarcati a Orio che non è lontanissimo da Lecco, la ragazzina credo avesse bisogno di controlli abbastanza frequenti, e questa per loro era – credo – routine. Però mi dà fastidio in ogni caso dappertutto che non si riesca più a parlare di niente: oggi in ufficio (dove si parla solo di calcio e gnocca tanto per) han tirato in ballo i matrimoni gay. E ne ho sentito di ogni, ma ok non approvi, va bene (cioè no, non va bene ma facciamo finta) ma dirmi che butteresti una bomba sul gay pride, che “se vogliono fare i gay ecc.” (VOGLIONO???) alla fine sono stata zitta, non c'era un contradditorio serio e pacato ma solo quella voglia di gettare in faccia all'altro frustrazioni e livore, perchè si ha sempre paura che il proprio orticello di sicurezza venga calpestato da altri. un bacio

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  2. Chettedevodi?Ogni tanto vorrei fartela anche io qualche critica feroce. Ma mi vengono solo standing ovations. E pure d'impeto, mi vengono! Noi, tu ed io, condividiamo lo stesso dentino avvelenato, solo che tu, vivendoci, sei molto più autorevole di me. È un po' come dire che non si deve votare Marino sindaco perché è a favore della vivisezione…… Qui si parla per frasi fatte!!! ;-)Ps: ti penserò nei prossimi due giorni!!!Pattibum

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  3. Non volermene per il termine però a certi livelli e per certe cose c'è proprio ristrettezza mentale. A me è capitato di dire che nella grande città del sud Sardegna la sanità mi sembra organizzata meglio, con più servizi e più efficenza di quella della cittadina dove abito ora: apriti cielo! Non è possibile criticare o anche solo illustrare qualcosa che da qualche parte va meglio, vediamo solo il nostro piccolo mondo ristretto, ormai c'è anche una sorta di rassegnazione comune, che se una cosa è così non si puo fare niente per cambiarla e c'è la dobbiamo tenere così

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  4. …eccaallà…ma sei proprio incavolata! Purtroppo, è nel nostro DNA, avere sempre e comunque ragione e guai provare a smontare alcune convinzioni che avercele fa tanto alta borghesia e altruisti ad oltranza. La cosa assurda è che non ci rendiamo conto di quanto siamo ridicoli a rivendicare cose che appartengono ad un lontano passato, quando invece dovremmo concentrarci sul presente e sul futuro, per migliorarci, se necessario, anche attraverso gli sbagli compiuti da altri. Viviamo in un paese di merda, c'è poco da fare, e più leggo i post tuoi e di tanti altri sparsi per il Mondo, e più mi rendo conto di quanto vera sia questa mia considerazione. E' chiaro che nessun posto al Mondo, Stati Uniti, Giappone, Venezuela, è, di diritto, il Paradiso in terra, ma quando un Paese si risolleva, si rimbocca le maniche producendo servizi, lavoro, assistenza, riconsiderando le proprie priorità e prima di ogni altra cosa prendendosi le proprie responsabilità, bè, quello è sicuramente, un Paese migliore del mio. Che siano gli Stati Uniti, il Giappone, il Venezuela poco importa, quando i sacrifici del popolo vengono trasformati in privilegi sotto millemila forme, quello io lo definisco un Paese civile e dove mi piacerebbe vivere.Grazie Lucy di questi spazi che ci regali per esprimerci e dire la nostra.

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  5. Mi trovi perfettamente d'accordo su tutto. E non sai quanto mi fa incazzare continuamente il dover discutere con i miei colleghi italiani che sono in lab USA, che non se ne vanno neanche morti ma criticano tutto e tutti. E si mangia male, e sono un popolo assurdo, e le regole sono idiote e non sanno vivere. Che poi, se il nostro Paese è così figo e all'avanguardia e il suo popolo meraviglioso, cosa fate tutti qui invece che restarvene là?? Questo paese ha un fottìo di difetti e altrettanti pregi. E continuare a valutarlo secondo i nostri parametri è da idioti! Ad esempio, per me la credit history è uno scoglio ed è ovvio che mi da' fastidio, ma per nessun americano lo è, quindi per forza la tengono come base!! Io, nel mio piccolo, posso dire che l'America mi ha dato quello che il mio paese non ha saputo darmi in 33 anni: un lavoro commisurato ai miei studi, uno stipendio che non mi arricchisce ma mi permette di campare con una certa tranquillità, la possibilità di comprare una casa o un'auto senza bisogno della firma di 7 garanti.

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  6. Grazie Baby1979 per il concetto espresso al meglio e perchè hai usato le stesse parole di mio Padre a chi gli chiedeva perchè avesse scelto di espatriare e il motivo per cui osannasse tanto l'America…”perchè l'America mi ha dato quello che il mio Paese non è stato in grado di darmi”. Metteteci na pezza!!!!

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  7. Eh gia'. Come quelli che per anni i napoletani si sono presi la monnezza del nord, ora che la Campania esplode non la vogliono vicino a loro e allora la mandano, pagando, in Danimarca che sono tanto contenti, pero' poi se stiamo con le pezze e' sempre colpa degli altri.

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  8. Si, cara Lucy, vorrei tanto farti sentire un'altro rintocco della campana, ma o devi cedermi un pochino del tuo spazio o lo rubo a Dario, visto che i temi da lui trattati, ultimamente, mi coinvolgono e non poco. Mi piacerebbe spiegare le motivazioni per cui non riconosco più questo paese come il mio.

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  9. Concordo con quello che dice Marya, perché se vediamo che il nostro paese fa schifo ci adeguiamo allo schifo e non facciamo niente ne per indignarci ne per cercare di cambiare le cose? È un po' che me lo chiedo soprattutto perché vedo intorno a me gente che si è rassegnata a questo sistema, invece di incavolarsi si è adeguata e adagiata. Discuto spesso ultimamente con amiche dei diritti delle mamme, diritto al lavoro e diritto ai servizi, ecco qui c'è una tale rassegnazione che tutto va così e che ci sono cose più importanti e allora non si può nemmeno pensare di poter avere qualcosa di diverso 😦 tutto ciò è frustrante

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  10. Ouch! Ci sono cascata nel pentolone dei criticoni!! Mi dispiace perché quel “futuri medici” mi ha fatto sentire chiamata in causa, quindi non ho capito ce l'hai anche col mio commento?? Io pensavo che il post fosse un po' incentrato sulla (non) consapevolezza di ciò che abbiamo o meno nei confronti di quello che ci viene offerto in Italia dal SSN (con giusto paragone da chi ha sperimentato realtà nuove) e quindi ho detto la mia però penso in modo educato e senza attaccare il tuo pensiero. Sbaglio? Se sì ti chiedo scusa, a volte la parola scritta non riesce a far comprendere certe sfumature.Io in America ci ho vissuto, come sai, e come tutto, come tutti pregi e difetti. (Grazie per la citazione!). Il mio pensiero me lo tengo per me anche perché ci sarebbe da scrivere un blog intero, però per loro ho sempre avuto un grande rispetto, certe cose non le condivido ok, ma una famiglia americana mi ha aperto la casa e il cuore e per questo il ringrazierò per sempre. Mettevano il ketchup negli spaghetti alla carbonara che con amore gli avevo preparato? Pazienza! Non mia aspettavo certo che mi insegnassero la buona cucina, ma grazie a loro ho imparato a cucinare PER gli altri.Quello che sto per scrivere forse ti sorprenderà ma è ciò che davvero penso: oggi come oggi preferirei (se potessi ma già lo sappiamo che la conversione laurea è un casino e non c'ho più voglia di studiare) lavorare nel Sistema Sanitario degli USA, almeno so che aiuto persone che hanno onestamente pagato per quello che richiedono. E non ho scelto di fare il mio mestiere per soldi, sia chiaro, però a me i furbetti e pure lamentosi non piacciono. Non è nel Codice Deontologico ma a certi connazionali che si presentano in pronto soccorso vorrei dire “scusi Lei ha pagato le tasse? Dichiarato tutto? No? Eh no allora mi dispiace il farmaco antidolorifico non glielo posso dare e non posso nemmeno fare l'ecografia, mi dispiace”.Spero di essere stata educata e di essermi spiegata.Grazie perché mi dai sempre un'occasione per riflettere e soprattutto per esprimere la mia opinione senza avere un blog.Un abbraccio, come sempre.Giulia

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  11. No Giulia, per niente. Non era rivolto a te anche se sei futuro medico. Tu sei una di quelle, come MaryA, che la faccia ce la mette. Le altre si chiamano 'na volta Eli, na volta Silvia, na volta Francesca, na volta Anna… e hanno sempre ragione loro, pure se confrontano capre e cavoli, pero' se fai notare che non hanno colto quello che volevo dire allora Lucy ci e' andata in puzza e non la si puo' criticare.E quel che dici lo farei anche io.Pero' no, tu dovevi diventare ministro o sbaglio? 😀

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  12. Ogni volta che leggo di battaglie pro-contro un Paese resto senza parole. Insomma ogni società si è evoluta secondo criteri specifici e spesso il confronto non ha senso, siamo storia e mentalità diverse. Ed è giusto cercare di comprendere piuttosto che condannare, anzi se ci vivi in un contesto trovo irragionevole criticare senza provare a trovarci un senso. E poi un'opinione la puoi avere, ci mancherebbe, ma almeno lascerei stare il confronto meglio-peggio. Magari riusciremmo a venire a capo delle nostre insoddisfazioni.

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  13. 😀 No ma infatti resto qui per diventare Ministro e farti tornare. Eh eh!! Ho grandi progetti: a te farò formare tutti i medici che avranno a che fare con adolescenti malati, mentre a My chiederò di studiare un menù per ogni grande patologia. Ho letto che un paziente che mangia male ci impiega più tempo a guarire e questo (aridaje) incide ovviamente sui costi perché le degenze si allungano. La Picci me la fate spupazzare di baci un'ora al giorno poi ve la ridò, promesso.Giulia

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  14. Bel post….Io che non ho ancora capito è il sistema del credito, che come hai scritto tu per noi è assurdo comprare qualcosa senza prima aver risparmiato i soldi.. Esempio, come fa uno studente a pagare tutto lo student loan? Come fanno gli americani ad non andare in panico e a non farsi prendersi dall'ansia dai debiti che hanno?Che qualcuno scrivi un post per favore! Vorrei veramente capire la loro mentalità e farla mia ;)Anna

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  15. Ho letto i post e i commenti sia di ieri che di oggi. Ho deciso di non commentare sul discorso del sistema sanitario, è un tema che mi tocca nel profondo, su cui in questi due giorni ho letto molte opinioni con cui concordo e molte altre che mi hanno fatto venire i brividi, diciamo che seguo l'esempio di Sandra che ha preferito tenersi fuori dal dibattito sui matrimoni gay.Al di là di questo, una cosa che mi lascia sempre perplessa è che noi italiani (forse è così anche per gli altri, semplicemente io non ne ho avuto esperienza) siamo sempre pronti a parlar male del nostro paese, ma se poi qualcuno dall'esterno ci fa conoscere delle alternative o ci fa notare i suoi difetti, allora ci sentiamo in dovere di difenderlo a spada tratta, talora anche negando l'evidenza.

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  16. Non so se mi sono messa nel confronto meglio peggio, probabilmente si, ma credo che trasferendosi all'estero sia inevitabile, come si puo' prescindere?Vedi Marzia, a me piacciono le opinioni contrarie o che mi permettono di vedere qualcosa che non ho considerato. Ma i commenti anonimi e tranchant non sai mai, e lo sai, sei una blogger, se arrivano da qualcuno che comunica male o vuole solo infiammare la discussione. E mi si dice che ho torto su una mia opinione, mbeh, nnamo bene.

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  17. Ti consentono di pagare 50 $ al mese. Non si fanno prendere dal panico perche' per loro e' normale, e nonostante le visioni apocalittiche degli italiani, sto paese non crolla. Com'e'?Magari ci tornero' su.

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  18. Ah, dimenticavo una cosa che mi hai fatto venire in mente: che per favore qualcuno spieghi anche il perchè se acquisto un biglietto a/r in italia, esempio da milano a miami costa sui 500euro, ma se prenoto il biglietto a/r da miami a milano mi costa sui 1100euro circa… E la compagnia aereo è sempre la stessa…!!!Anna

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  19. premetto che quando stai così inc****ta io un pò mi preoccupo.Sull'argomento, quello che mi sa veramente di poraccismo sono i sottogruppi dei sottogruppi dell'etnocentrismo. Quando siamo all'estero, siamo tutti italiani. Poi in italia siamo divisi in padani e terroni. gli immigrati sono tutti immigrati però distinguiamo, eh, un conto sono gli scandinavi, un conto i nordafricani. Poi i romeni li devi distinguere in rOmeni e rUmeni (brava gente Vs. Zingari), i nordafricani dai marocchini agli egiziani (perchè si sa, gli egiziani fanno bene la pizza e lavorano, coredemamma) e così via. E fra terroni si distingue chi è terrona diromaladrona come me, e chi è terrona di suddelsud come il 90% degli abitanti della padana torino. Coi sottogruppi, dei sottogruppi, dei sottogruppi.

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  20. Condivido tanto (tutto) di questo post e vorrei dire un sacco di cose. Che il paese perfetto non c'è. Che in questo momento io sono incazzata con l'italia che affonda, che anzichè provare a ricostruire si lamenta ma poi ha le punte di sciovinismo perchè noi abbiamo la mozzarella di bufala e la sanità pubblica. Sì, è vero, abbiamo la sanità pubblica, ma per quanto ancora, se continuiamo ad abusarne e ad intasare il pronto soccorso per un mal di testa? Ed è vero che da noi per fortuna a scuola non ti sparano, ma poi magari muori perchè ti cade il soffitto della palestra in testa, e quello non è sbagliato? o non è colpa di nessuno?è la volontà di dio e dobbiamo farcelo andare bene così? siamo tutti bravi ad essere migliori sulle cose che ci fanno comodo. perchè non possiamo prendere il meglio dai paesi che ci circondano, anzichè trasformare tutto in una gara a chi ce l'ha più grosso? e sono anche stufa di questo antiamericanismo del cazzo da fricchettoni di bassa lega, che in america ci sono i ricconi e poi i poveri muoiono di fame, però in india no? a cuba no? in cina no? eh ma quelli son paesi belli dove la gente ti sorride invece in america ci sono solo i redneck cicciobombi in fila al mcdonald's. ma che palle. intanto guardacaso se devi scegliere dove emigri, in india o in america? per dire.scusa la logorrea e anche una certa sconnessione tra le frasi…spero che almeno un concetto su tre sia stato abbastanza comprensibile!!

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  21. Belle le cartine che hai postato…Cioè, fanno pensare davvero…I'm a crazy girl…..Molte persone ragionano per stereotipi, è difficile avere una mente aperta, richiede più sforzi e a volte passi indietro.Noi italiani siamo pizza, spaghetti e mafia….questo mi son sentita dire molte volte in USA quando capivano che eravamo italiani. Pizza e spaghetti mi va bene, ne sono anche fiera, ma mafia no…mi da un sacco fastidio. Ma mi sono anche sentita dire…cheese very good, voi si che sapete mangiare (in inglese non lo so scrivere)….e posso dirlo?? Hanno ragione!!!

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  22. Sai Anna che non e' che ben capisco perche' non capisci? Nel senso che se sei una turista, e' impossibile che tu debba comprare il volo da qui. Se hai una gc dovresti sapere che una sola tratta costa di piu' che un'andata e ritorno, oppure che, come ho scritto sopra, i voli da qui costano di piu'.

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  23. Leggo spesso “noi italiani parliamo male del nostro paese” e sinceramente mi viene da ribattere “ma NOI chi? ma parla per te!”. Ecco, forse quello che più mi disturba è la generalizzazione. Io non faccio parte di quelli che si lamentano, e penso e spero di non essere l'unica. Sull'ignoranza di chi fa paragoni a caso, beh, diciamo che trovo interessante leggerti anche perchè molte cose pratiche del vivere negli Stati Uniti non le conosco affatto (e per questo non mi permetto di giudicare).Fai diversi esempi sulla sanità in Italia in cui però io non trovo riscontro. Forse c'è molta differenza tra una città e l'altra, tra nord e sud, forse è questo. Io vivo a Torino, e specialmente sulla prevenzione dei tumori ci sono diverse associazioni che prenotano visite gratuite annuali. Quando ho avuto un problema il mio ginecologo mi ha fatta operare nel giro di tre mesi e, l'ho già detto e mi ripeto, nei confronti di mio padre ho avuto competenza ma soprattutto tanta umanità. Vivo forse sulla luna?Ah! Il dentista caro l'ho scelto io, adesso hanno aperto gli ambulatori nei centri commerciali che costano poco.Non è che a forza di lamentarci vediamo solo più i difetti?

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  24. A Roma la situazione della sanita' pubblica e' disastrosa. O almeno lo era fino ad un anno e mezzo fa.A Torino c'e' mia sorella, lo sai, beh pure a lei la visita specialistica, anzi, tre, sono state fissate a distanza di 4 e 6 mesi. Chiaro che non era una “urgenza”, pero'… Pero' sicuramente l'italia funziona a due velocita'.

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  25. è che più che dentini avvelenati mi pare che a volte hai proprio la bile che trasale 😀 e la associo al resto dei tuoi momenti, e non avendo uno sguardo distaccato dalla tua vita, mi preoccupa il risvolto del tuo quotidiano. Chi invece ti conosce solo tramite blog ha sicuramente una chiave di lettura diversa, tutto qua.

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  26. gli americani dicono “when in Rome, do as the Romans do”e io dico sempre “when in America….”ovviamente se sto qui e' perche' sto bene qui (ora che ci penso, forse tanto ovvio non e'…).ci sono cose che non mi vanno a genio, ma cerco di adattarmi…ci sono cose che non capisco perche' la mia cultura e' diversa, ma non permetto di criticare gli altri….le armi non mi piacciono, no, e non mi piacciono tutte le storie che si sentono relative alle armi… ma tutto va sul piatto della bilancia, e fin quando i pro superano i contro, si sta qui…scusa, e' tardi, e dopo aver letto tutti i commenti non ricordo piu' il nocciolo della questioneah… noi italiani siamo criticoni, si :-)e ci lamentiamo che gli americani non sanno dove sta pistoia o glascow.. ma voglio vedere quanti italiani sanno la geografia americana!

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