Piccolo compendio di psicologia #6: Ansia e perfezionismo

Mi avete scritto nei commenti, Perche’ non parli dei perfezionisti?

Premettiamo che questo piccolo compendio parla come magna di classificazione diagnostica, e il perfezionismo non rientra in alcuna diagnosi di personalita’ o di umore. Ma il Disturbo d’Ansia si’.

http://www.slideshare.net/psicologagodi/ansia-e-attacchi-di-panico-32459369

Innanzitutto distinguiamo l’ansia normale da quella patologica: se ci troviamo davanti ad una situazione nuova, che si tratti di un esame, un lutto, il proprio matrimonio, un trasloco… provare ansia e’ non solo normale ma anche benefico, perche’ attiva il corpo e lo prepara ad affrontare una situazione. Il Disturbo d’Ansia insorge quando ci si preoccupa eccessivamente e per un periodo troppo prolungato, ed il pensiero ansioso occupa la mente durante la gran parte della giornata.

http://www.mente-attiva.it/ansia/

Il modo in cui l’ansia patologica entra nella testa e’ pervasivo e senza scampo. Questo e’ l’esempio di una situazione in cui la persona subisce i propri pensieri con un effetto sul quotidiano:

questa invece una tipica sequenza di pensieri che provocano allarme (con o senza attacco di panico) e che compromettono maggiormente la quotidianita’:

http://www.psicoterapia-bologna.org/approfondimenti/disturbo-ansia-generalizzata

L’ansia appartiene a tutti. Questo e’ assodato. La figura qui sopra mostra il modo in cui un pensiero puo’ diventare patologico.
Una preoccupazione entra nella nostra testa, tipo Non amo piu’ mio marito. Cosa accade? Partendo da in basso a destra:

  • Emozioni. La persona prova uno stato di ansia e il corpo reagisce con dei sintomi. Se la persona e’ il grado di collegare il pensiero che ha generato l’ansia con le palpitazioni o la nausea causata dall’accelerazione cardiaca, solitamente l’ansia cala (= ho le palpitazioni perche’ ho appena avuto la consapevolezza che non amo piu’ mio marito). Questa persona ha un modo efficace di lavorare sulle proprie emozioni negative.
  • Controllo dei pensieri, cercando di concentrarsi su altro per non pensare. Puo’ essere una strategia nella gestione dell’ansia vera e propria, sotto una guida esperta, altrimenti si tratta di negazione, che isola le emozioni e non fa altro che rinforzare l’ansia (= non posso accettare voglio pensare all’eventualita’ di divorziare, ignoro quello che ho pensato e continuo la mia vita come se niente fosse).
  • Comportamento, collegato al precedente: evitare nuove informazioni esercitando il controllo sui pensieri.

Ecco il modo in cui il perfezionismo si lega all’ansia.

Essere maniaci del controllo per non pensare non e’ altro che un modo per tenere sotto controllo le emozioni negative, sia nella vita quotidiana che nella patologia. Spesso non e’ nemmeno necessario che ci sia alla base una particolare consapevolezza, come accadde a me:

L’ansia raccoglie nella stessa sintomatologia lo sfogo di accumuli energetici di differente natura: sessuale, fisica, creativa, spirituale, tutti accomunati dalla difficoltà a lasciar fluire liberamente la forza vitale e il talento personale, inteso come la propria unicità. Infatti, dietro ai vari disturbi d’ansia c’è la sensazione di non riuscire a “dire la mia”, a “essere me stesso”, a fare le cose “a modo mio” (da Riza.it).

Ecco quindi che molte persone reagiranno a questo stato di ansia attraverso la ricerca dell’ordine, la meticolosita’ e la precisione estrema con cui svolgere le attivita’, con la possibilita’ che si trasformi in Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
Dietro molte diete ferree o regimi alimentari (come il veganesimo o il crudismo) fino ad arrivare ai disturbi alimentari, non c’e’ altro che un tentativo di controllare la propria vita, le proprie idee o le proprie emozioni, scatenando pero’ un circolo vizioso senza via d’uscita, proprio perche’ non si agisce sulla fonte del disagio ma su una sostituzione. E lo stesso controllo si nasconde dietro molta attivita’ fisica maniacale, dietro la pulizia estrema, o dietro molti tipi di fissazione per le scarpe, gli animali, la Ferrari, i piedi.

Il perfezionismo puo’ essere anche espressione di depressione, che in alcune forme puo’ manifestarsi esattamente come descritto qui sopra, attraverso la mania. In entrambi i casi l’eccessivo perfezionismo non e’ altro che il sintomo di un problema che non e’ stato ben gestito, su cui pero’ e’ opportuno fare luce in modo appropriato: provare a risolvere un disagio emotivo da soli non porta a niente, perche’ quel tipo di risposta all’ansia o alla depressione, quel sintomo, non e’ nient’altro che la migliore soluzione che si e’ riusciti a trovare da soli, con le proprie risorse.

D’altronde, io so cucinare cosi’? Io quando voglio mangiare cosi’ vado al ristorante.

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Murici e cannocchie su nido di zucchine,
con crema acida alla robiola aromatizzata alla menta cioccolato e crema di zucchine.

Per approfondire:
http://www.stateofmind.it/2015/01/perfezionismo-definizione/
http://www.ipsico.it/sintomi-cura/perfezionismo/
http://www.silviagiordani.it/perfezionismo-esagerato-sintomi.html

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23 pensieri su “Piccolo compendio di psicologia #6: Ansia e perfezionismo

  1. Ooooooh mi hai fatto il post sul perfezionismo, grazie!!! :). Sto giusto preparando un post sulle mie manie ossessivo-compulsivo per la pulizia.. pero’ devo dire che vivo bene e non ho problemi d’ansia o che. Leggere queste cose mi rende felice perche’ mi dico “oh, non sono cosi’ messa male alla fine pure se ho qualche piccola mania!”

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  2. Dopo la nascita dei bimbi mi è successo qualcosa che credo sia riconducibile a ciò di cui parli nel post. Lavoro all’Eur e per tornare dall’ufficio devo percorrere un bel tratto di raccordo. Dopo aver impegnato la rampa di accesso e incrociando magari un tir o delle macchine molto grandi immaginavo spaventosi incidenti che vedevano coinvolti i bimbi e mi ritrovavo a provare dolore profondo o addirittura a piangere arrivando al punto di dovermi dire, anche a voce alta, che non era così. Oggi non mi succede più ma ho dovuto chiedere aiuto.

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  3. grazie Lucy, anche io mi vedo interessata a manie di tipo ossessivo compulsivo, non al punto da impedirmi di fare certe cose o da crearmi ansia. Ho provato diversi tipi di approccio psicologico ma non ho trovato nulla che mi convincesse. Su consiglio di una super psicologa ho anche seguito un corso di piena coscienza per la gestione dello stress ma non ho visto gli effetti che tutti lodavano… tu cosa ne pensi? io sono perfettamente consapevole che la mia necessità di controllare tutta una serie di cose deriva da qualcosa di più profondo ma non so arrivarci e mi fa anche paura sapere cos’è!

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  4. Mia suocera, dopo una certa ora i figli ancora a 30 anni non potevano uscire, , dopo una domenica e i giorni di festa non si esce perché esce la gente che fa gli incidenti, pulisce sul pulito, devo continuare? Ah si al mare il bagno si fa a una certa ora dopo no. A me fa venire l’ansia sta gente qua

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  5. A me e’ capitato per la prima volta in vita mia di avere problemi a guidare qui in Australia. La cosa e’ durata qualche mese ma siccome sono sempre stata una brava guidatrice, a detta del mio compagno una donna che guida come un uomo, quindi non ho dato importanza alla cosa. Cioe’ diciamo che ho un po’ rimandato il problema e mi sono fatta scarrozzare da lui che pero’non voleva accettare che io avessi un problema e cosi alla fine convinta anch’io che si trattasse solo di pigriziami sono buttata. Ho sudato sette camicie e a volte avrei voluto piangere ma siccome non esisteva il problema, non mi sono arresa. Adesso guido dovunque e comunque e perfino la macchina grande con il trailer attaccato dietro.
    Adesso che ne sono uscita pero’ mi rendo conto che un problema ce lo avevo ma che sminuendolo forse sono riuscita a superarlo perche’ non lo consideravo tale, non so se riesco aspiegare ilmeccanismo mentale ma a volte credo che poca consapevolezza aiuti a non fossilizzarsi su una cosa e a superarla meglio. Tipo ma che vuoi che sia buttarsi dal paracadute, lo fanno tutti, e’ una cosa da niente e dopo ti guardi indietro e pensi che insomma, sei stata coraggiosa ma non lo sapevi!

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  6. Ansia amica mia 🙂
    Io sono diventata ansiosa (credo) dall’anno scorso quando siamo andati in ospedale con d… Prima non credo fossi ansiosa, o se lo ero si trattava di qualcosa di “normale”. Ma ora ogni volta che d sta male e/o il marito e’ in viaggio, mi capita si attraversare brutti momenti.

    Però non mi sembra di essere particolarmente ordinata ecc, anzi 😀

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  7. Ma secondo te è vero anche per i bambini piccoli? A tre anni unache mi allinea gli aasciugamani tipo il pazzo di A letto col nemico mi nasconde disturbi di ansia? ; D
    Non c’è anche una componente di carattere (qualsiasi cosa voglia dire ‘carattere’ mmmh)
    Poi volevo dirti che veganismo e crudismo mah…quelle possono essere scelte, non disturbi a cui uno è involontariamente soggetto, no?

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    1. Ho scritto “molti dei”, non ho detto tutti. Per molti è una scelta che nasconde un controllo rigido dell’alimentazione. Per i bambini (e gli adolescenti) di solito la diagnosi ha criteri diversi, ma ci sono bambini ansiosi, si. E per fare diagnosi serve la presenza di un certo numero di criteri precisi, non basta guardare chi allinea asciugamani o riordina libri. Per fortuna.

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  8. Ansiosa perfezionista con manie di controllo e organizzatrice compulsiva a rapporto! Unici 2 lati positivi:
    1-ne sono consapevole
    2-mi son trovata un’amica psicologa, eheheheheh

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  9. Io perfezionista no, ma Ansiaura2 Sì. Eh, ma è da quando è nata Caracol: se qualcosa va storto nei programmi, traaaaac, Ansiaura2.
    Non so più affrontare le crisi, che poi crisi non sono, si tratta più che altro del normale svolgersi degli eventi come li immagino nella mia testa.
    che fatica.

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  10. La psiche è così affascinante, vero? Mille problemi che condizionano la nostra vita in una parte così piccola del nostro corpo!…ma una volta diagnosticato il problema (perfezionismo, ansia, depressione) che sfociano in manie ossessive-convulsive (fumo, pulizie, cibo) come può lo psicologo aiutarti a smettere? Scettica e curiosa allo stesso tempo. Chi decide di rivolgersi ad uno specialista sa che quell’atteggiamente convulsivo è sbagliato e sa che è dovuto a particolari situazioni. Se ne è consapevole, perchè non smettere? perchè lo psicologo potrebbe aiutarlo?
    Mi sembra un circolo vizioso…

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    1. Ciao Stefania. Un disturbo di personalita’ e’ qualcosa che interferisce con le normali attivita’ quotidiane; nel caso delle ossessioni e’ soprattutto un pensiero costante su quel tipo di cose che tu nomini (mangiare, pulire, controllare gli interruttori… fumare direi che non rientra tra questi 🙂 ) quindi nel momento in cui la persona vive questi pensieri come un disagio (proprio perche’ non riesce piu’ a fare a meno di pensarci) chiede aiuto ad uno psicoterapeuta e si’, lo specialista aiuta a liberarsi dal pensiero ossessivo e dal sintomo. Non ne e’ capace da solo quando un semplice tentativo di controllo si trasforma in un disturbo di personalita’ – o un disturbo dell’alimentazione.

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