Cinque anni fa passammo il lungo weekend dei Santissimi Pietro e Paolo ad Orbetello, ospiti di Michela e Stefania. A Roma oggi e’ festa, e quell’anno il 29 giugno cadeva di martedi’. Nel frattempo a Miami quello che non era ancora mio marito aveva una colecistectomia, ed io non c’ero, e il fuso complicava le cose, quando le notizie non arrivavano e una simpatica suocera mi chiuse in faccia mi liquido’ in due secondi al telefono.

Eravamo in spiaggia con le bimbe e tutto era un po’ surreale.

Poi passeggiammo a Porto Santo Stefano e c’erano le bancarelle e ancora mi pento di non aver comprato un wind chime, come si chiama in italiano non me lo ricordo piu’, che era bellissimo e aveva i pendenti con le conchiglie che facevano quel rumore sordo sbattendo tra loro e si camminava in mezzo a quella confusione che c’e’ solo nelle sagre di paese.

Un anno dopo poi andammo a mangiare la bottarga e c’era uno dei piu’ bei tramonti mai visti sulla laguna e c’era lui con tua cugina e poi durante lo spettacolo tu ed io facemmo una foto che gia’ lo sapevamo che sarebbe stata una delle ultime insieme, anche se la mia partenza ancora non era nell’aria.

Voi al pontile

orbetello

È vero, amica. Siamo felici, sono cambiate così tante cose nelle nostre vite ma noi eravamo noi.

Anche quando eravamo incasinate, anche quando ci veniva voglia di piangere dalla rabbia o dalla disperazione, quanto tutto era fermo e niente cambiava. Mai.
E anche quando andavamo a Porta di Roma settecento volte al giorno e poi no andiamo a Parco Leonardo e gia’ che ci siamo vediamo pure al Da Vinci e solo con te potevo fare shopping.

Però abbiamo trascorso degli anni meravigliosi, complice il fatto di esserci ritrovate in un modo cosi’ assurdo, quando mia mamma era ricoverata in ospedale e arrivo’ la fisioterapista che era quella che 25 anni prima si arrampicava sul tetto per salutarmi, e quelle siamo rimaste noi, per molti versi.

C’eri tu la sera che il mondo mi cascava addosso, e che era cascato addosso a te due mesi prima.
Tu e Giovanna mi avete raccolta col cucchiaino quando ero a terra e si’ che tra me e te, du’ sciancate, ma ci siamo appoggiate l’una all’altra e ci siamo date forza. Quanta acqua e’ passata sotto ai nostri ponti, e siamo in piedi con la schiena dritta. Un po’ tutte direi. Lei che ha superato la crisi e loro che invece si sposano tra un mese, ci pensi? E sono solo quattro anni da quando al tuo compleanno la ascoltavo arrabbiata e stanca e decisa a mollare tutto.

E questo non e’ un post triste, anzi, e’ proprio che ho la consapevolezza di quanto le cose possano trasformarsi in cosi’ poco tempo. L’avresti mai detto che solo un anno dopo avresti avuto un gatto a dormirti cosi’ sulla spalla con tutto quel casino intorno??

E cosi’ amici tutti laggiu’, io vi seguo a distanza, guardo le vostre foto e i video dei concerti, mannaggiavvoi che li’ ci sarei venuta davvero volentieri ed e’ gia’ il secondo che mi perdo, e non dimentico niente del bene che mi avete regalato e dell’aiuto che mi avete dato e che mi mancate tanto e che oggi ci sarei stata anche io se fossi stata ancora li’.

E che il mare ci separa, amica, ma il mare unisce pure, anche se piu’ spesso gli aerei. Ce la faremo, dai. Intanto laPicci ti tiene libero il tavolo dietro al nostro.
Vi voglio bene.

 

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