Usanze di queste parti

Mi fa sempre tanto ridere quando leggo gli italiani criticare le usanze del posto in cui sono andati a vivere, l’America o altra nazione. Tendiamo a giudicare modi e cultura dall’alto del nostro etnocentrismo senza capire che l’Italia non è il centro del mondo ma solo una minuscola nazione – seppure di grande importanza – che a sua volta ha preso usi e costumi da altri popoli con cui e’ venuta a contatto e si e’ fusa. Ma questo e’ un altro discorso.

Allora ho pensato di provare a stilare un elenco di usanze americane latine di queste parti che a noi suonano assolutamente strane e sconvenienti, certo viste con i nostri occhi.

How are you?

Questa domanda e’ assolutamente la piu’ odiata dagli italiani che si trasferiscono in USA. Ma come, mi chiedi come stai e non te ne frega una ceppa di saperlo? Ma quanto sono superficiali questi americani? Ma quanto sono individualisti? Ma quanto sono egoisti?

Pero’ mica gli viene in mente che in Italia si fa esattamente la stessa cosa. Se incontri un conoscente che ti chiede come stai, non gli fai la lista delle sfighe dell’ultimo millennio. Dici vagamente Bene. Bene, dai. Eh, dai insomma si tira avanti. Ma non e’ che gli vai a raccontare vita morte e miracoli. Come va? Bene, grazie, e tu?
Same here.

Conversazioni superficiali

E sempre per lo stesso motivo, le conversazioni alla macchinetta del caffe’ sono assolutamente di circostanza. O in ascensore. O alla cassa. Voglio dire, non e’ che aspettate il fattorino della pizza per parlargli del vostro punto di vista sullo scontro di civilta’ tra sciiti e sunniti, che sono sicura tenete in serbo per le vostre conversazioni piu’ interessanti. Qui parlare del piu’ e del meno lo chiamano water cooler talk, ed e’ risaputo che aiutino la produttivita’ e le collaborazioni.

Sono leggere. Evitate religione e politica, non siamo in Italia.

Incoraggiamento

Una cosa che gli americani non fanno, appunto, e’ lamentarsi. Non sono proprio persone che si piangono addosso, se non nella sfera piu’ intima della propria cerchia familiare (e nemmeno sempre, infatti poi vivono male, ma questo e’ un altro discorso). Quello che sanno fare bene e’ incoraggiare, dare un po’ di carica, non fare prevalere il lato negativo o di sconforto. Questo lo chiamano pep talk, e serve a dare un po’ di carica. Ma non e’ mille volte meglio? Per gli italiani suonano finte, ma loro ci credono davvero.

Assenza di critica

Per lo stesso motivo, gli americani non criticano mai. Non pubblicamente. Ogni opinione e’ assolutamente valida e va sostenuta, semmai puo’ essere relativizzata. Ma mai demolita.

Leggi anche: Esprimere opinioni

Spazio individuale

Ho iniziato a scrivere questo post quando, seduta al muretto di un’area gioco, due latine si sono sedute appiccicate a me, una a destra e una a sinistra. Tutto intorno al parchetto c’erano sedili liberi, per miglia, e ste due niente, appiccicate.

Se degli americani lamentiamo l’eccessiva distanza sociale, sti qui non considerano alcuno spazio individuale. Per di piu’ una delle due ha iniziato a tirare su col naso rumorosamente, quindi indovinate chi è che si è alzata per andare da un’altra parte. I latini fanno amicizia con te e due giorni dopo vanno trovare tua madre senza dirti niente e le portano fiori, che tu dici Ue’cazzovvuooooi.

Ma una cosa comune a latine e americane, se sei in un negozio a ravanare tra le stampelle, e’ davvero raro che qualcuno ti si metta accanto a cercare le stesse cose. Aspettano che tu abbia finito.

You have legs!

A proposito di vestiti, l’altro giorno mi è caduto l’occhio sul post di un’amica italiana che invitata ad un evento indossava un bellissimo pantalone palazzo. Incuriosita, ho sfogliato le altre foto e tutte le italiane avevano pantaloni, come tra l’altro tendo a fare anche io! Qui invece americane e latine mettono vestiti. Le latine ovviamente li scelgono scollati e mettono tacchi 12 anche per lavorare. Le americane, ciotte o magre, hanno vestiti 365 giorni l’anno.

Ho già raccontato della mia difficoltà a trovare abiti che mi stiano bene – d’altronde se si vive in un’altra nazione non è solo la cultura a cambiare ma anche i corpi ad avere fattezze diverse, ma ecco mettendo sempre pantaloni uno dei rari giorni che ho indossato una gonna al lavoro mi sono sentita dire “ma allora le hai le gambe!!”

Aria condizionata

Il motivo per cui non metto gonne e’ perche’ fa un freddo cane in ufficio, e il bello e’ che se ne lamentano anche gli americani.

Porta blindata

L’altro giorno su un gruppo una ragazza chiedeva stupita del perche’ qui in America le porte delle case siano sempre aperte. Magari a Miami non tanto, ma ecco qui non esistono le porte blindate come in Italia. Le case hanno una semplice serratura con un giro di chiave. Se vedete case con le inferriate, le ragioni sono principalmente 2: non vogliono pagare un impianto di allarme (e/o non hanno un’arma), o sono anti impatto per gli uragani.

Insalata per antipasto

Se andate a pranzo fuori, al momento di prendere l’ordinazione vi chiederanno se volete la vostra entree (pasta, pesce o carne che sia) accompagnata da una zuppa o una insalata. Ecco, quello non e’ il contorno, ma l’antipasto. Solitamente una enorme Cesar salad che vi riempie.

Per concludere, vi racconto due stereotipi che invece hanno a che fare con come americani e latini vedono noi.

Godersi il tempo libero

Ad una cena, un amico commenta che qui in USA non si fa altro che lavorare e dormire, per poi tornare a lavorare. Ora, a parte mio marito che fa 15 ore in cucina, io non conosco nessun altro con questi ritmi da schiavismo. Conosco tantissime persone che lavorano 8-10 ore al giorno, altre che lavorano da casa. Eppure tutti lamentano di non avere tempo libero. Tutti parlano dell’Italia come il posto dove hai un’ottima qualita’ della vita perche’ dopo il lavoro puoi goderti il tempo libero. Eppure non conosco molti italiani che tornino a casa prima delle 7 di sera, e non e’ che poi escano. Facciamo la stessa vita ma noi non ce ne lamentiamo. Quale sara’ il nostro segreto?

Le amicizie

Altro argomento tipico di noi immigrati, e’ davvero difficile stringere amicizia. Me lo diceva una collega trentenne che vive qui da meta’ della sua vita dopo essersi trasferita dal Medio Oriente. Ha fatto qui le scuole superiori e l’universita’, eppure, dice, ha solo una buona amica e tanti conoscenti. Al che le latine fanno coro, e’ vero, e’ vero! Ed io dico Eh si’, e’ difficile, ecco perche’ io frequento italiani. Aggiungendo, gli americani e voi latini qui hanno famiglia e passano tanto tempo insieme, noi siamo soli e ci riuniamo tra di noi – e ci aiutiamo.

Al che una di queste, portoricana, mi dice Ah quindi per voi italiani e’ facile fare amicizia. Noi non leghiamo tanto, e non abbiamo una comunita’ dove ritrovarci (non vi sembra qualcosa di gia’ sentito?), e soprattutto siamo pochi.

Siamo pochi.

Pochi?, le dico. Ma come, per voi e’ un’ora di volo. Avete i documenti. Non dovete fare nessuna fatica per venire qui, e dici a me che noi italiani siamo di piu’ e facciamo comunita’?

E si’, mi risponde. Quanti portoricani conosci?

Capite? Loro sono pochi, siamo noi italiani ad avere invaso Miami.

Se ti e’ piaciuto questo articolo, leggi anche: 10 motivi per cui sono diventata americana.

Foto in apertura Ussama Azam su Unsplash

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