In casa nostra abbiamo una divisione dei ruoli abbastanza netta. Essendo io una persona piuttosto razionale e metodica, di solito mi occupo di tutto quello che riguarda l’organizzazione e la precisione, compreso il fatto che ai fornelli difficilmente esco dal seminato di una ricetta. Mio marito e’ altrettanto preciso ma e’ molto creativo, in cucina come nella gestione economica. Il mio Tremonti.

L’estate che ho conosciuto mio marito ho finito di sistemare la casa che avevo comprato solo pochi mesi prima, e cosi’ lui mi ha vista pitturare la cucina di un bell’arancio mat e montare i lampadari. Mi e’ sempre piaciuto fare queste cose che vedevo fare a mio padre. Mi riesce facile e mi butto – a mio modo sono creativa anche io, poi magari non so mettere lo smalto alle unghie.

E’ per questo motivo che ho assunto l’incarico di montare il nuovo letto di Picci, con grandissima soddisfazione anche perche’ se lo avesse fatto lui avrebbe proposto di saltare qualche passaggio perche’ inutile, mentre io seguo pedissequamente le istruzioni. Quattro ore trascorse in relax a vedere nascere qualcosa, e’ stato molto bello. Ma serve una premessa perche’ mi hanno chiesto in tante, e questo post mi serve a ricordare.

Lo scorso giugno, un anno fa, avevo provato a togliere la sponda al lettino di Picci. Non aveva mai provato a scavalcarla – ne’ avrebbe mai tentato dopo – ma mi sembrava che iniziasse ad essere abbastanza grande (e non intendo solo anagraficamente, a diciannove mesi) per poter salire e scendere da sola. L’autonomia le era molto piaciuta, ma mentre dormiva cadeva in continuazione e dovevo alzarmi dieci volte a notte, e i cuscini sempre piu’ numerosi non servivano a niente, cadeva pure da quelli. Due settimane dopo rimisi la sponda.

giugno-luglio 2014

Passati i suoi due anni e conquistata l’autonomia dal pannolino (si fa una cosa per volta, no?) decido che i tempi sono maturi, grazie anche alla sponda regalo di Georgia Peach. Abbiamo anche provato con un toddler bed passatoci da un’amica che aveva comprato, appunto, il letto Hemnes di Ikea, ma non lo aveva filato un granche’. Decisi quindi di togliere solo la sponda e durante le vacanze di Natale nacque la stanza di Picci (qui letto ancora integro).

2014-12-17

I tentativi di mostrarle ‘sto Hemnes da Ikea non avevano sortito effetto, niente, continuava a buttarsi felice sui letti piu’ piccini. Avevamo anche da risolvere la questione eventuali ospiti, percio’ un letto di transizione non ci avrebbe economicamente aiutati. Abbiamo aspettato.
Due settimane fa si sveglia e mi dice qualcosa che ora non ricordo, e le chiedo,
Ma vuoi il letto piu’ grande?
Si’. Questo. E indica il suo lettino.
Vuoi dormire su questo?
No.

Il giorno dopo, nel dubbio, siamo da Ikea per comprarlo. Alle brutte lo avremmo messo in camera nostra, c’e’ spazio. E invece, sembra gradire.

Sembra, eh.

la gioia

E quindi l’altroieri mi sono messa all’opera.

Hemnes daybed

7

E’ un daybed, cioe’ chiuso e’ un normale twin size, se invece si tira fuori il secondo letto diventa un king. Sara’ utile quando avremo ospiti e quando Picci invitera’ le amichette per un sleepover.

8

Poi vabbe’, io ho sempre desiderio che arrivi una sorellina, nel dubbio il vecchio lettino l’ho tenuto.

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