Mi ero svegliata felice, bene come al solito, ma nel giro di un paio d’ore mi ero un po’ rabbuiata. Un po’ di pensieri negativi a girare nel cervello come il criceto nella ruota, e quindi serviva qualcosa che lo facesse cadere, o cambiare direzione.

Entro al supermercato con uno strano ricordo lontano nella testa e passando tra gli scaffali noto per tre volte una donna obesa girare seduta nel suo carrello elettrico (qui sono sempre a disposizione dei disabili) parlare con qualcuno. Mentre sto per arrivare alle casse mi intercetta: English or Spanish? English, rispondo per cortesia, pentendomi. Oh, I only have Spanish prayers, dice sfogliando tra le mani dei libretti religiosi. Che culo penso, e rispondo Oh, ok! Faccio per muovermi ma lei, We can pray together.

Pregare insieme. E’ gentile, non me la sento a dirle di no, e poi che le dici, No, grazie? Dai.

Mi prende la mano e mi chiede di ripetere dopo di lei qualcosa tipo Ascolta le mie preghiere, Signore, entra nel mio cuore e ascoltami. Non mi ricordo cosa diceva e cosa ho ripetuto. Poi dice, Ora preghero’ per te, qual e’ il tuo nome?

Mi spiazza. Non aveva gia’ pregato per me?

La ascolto invocare Dio per mandarmi qualcosa di molto bello a cui tengo molto, il succo era questo. E mi commuovo. Perche’ una estranea si e’ fermata accanto a me e nonostante non abbia potuto darmi quello che voleva ha voluto donarmi qualcosa. Le sue parole mi hanno toccata. L’ho abbracciata e ringraziata e sono andata a pagare, piu’ ricca di poco prima.

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