Ringrazio i miei genitori per essersi conosciuti, sposati, avermi concepita e fatta crescere in una metropoli. Li ringrazio di avermi dato la possibilita’ di studiare, viaggiare, leggere, informarmi. Ringrazio mio padre per avermi contrastata, e per avermi concesso di contrastarlo, sviluppando il mio senso critico, anche se riconosco di essere stata una adolescente difficile.
Ringrazio SlashBro, la sua musica preferita all’epoca mi faceva rivoltare ma oggi apprezzo, o almeno conosco, Pink Floyd, Led Zeppelin e Jethro Tull. Grazie anche a mia sorella, perche’ vivere gomito a gomito significa che dove non arriva l’una arriva l’altra, ma restringendo il campo alla sola cultura cito Vinicio Capossela, i Beatles, Harry ti presento Sally, La storia infinita, Vola Gigino vola Gigetto e La formica e la cicala, Miro e Matisse, i dark, Henri Cartier Bresson e mi fermo se no vado avanti ore che lei ha millemilioni di interessi piu’ di me.
Ringrazio me stessa per essere una persona curiosa, ottimista, aperta al mondo, possibilista. Ringrazio la cultura in cui sono cresciuta, gli insegnanti che ho avuto, i colleghi di lavoro, per avermi dato la possibilita’ di conoscere sempre di piu’, offrendomi nuove possibilita’ e allargando i miei orizzonti. Grazie a My, a Cupido e a Narcisa, per avermi mostrato cosa significa avere il dono della fede e per avermi presentato un prete che davvero parla di amore e non di retorica.
E ringrazio voi blogger, leggervi e’ una miniera di informazioni, punti di vista, scambi di idee, spunti di riflessione. Pero’ ecco, la generalizzazione e’ un meccanismo di difesa. E pure primitivo.

intellettualizzazione [in-tel-let-tua-liz-za-zió-ne] s.f. (dizionario Sabatini Coletti)
3 psicoan. Procedimento col quale una persona cerca di esercitare un certo dominio su emozioni, affetti, conflitti, concettualizzandoli e rendendoli impersonali.

Intellettualizzazione. In questa difesa, l’idea rappresentante l’affetto o l’impulso è mantenuta conscia ed espressa sotto forma di una generalizzazione: gli elementi cognitivi restano consci, anche se in modo generalizzato o impersonale, mentre il soggetto prende distanza dall’affetto o impulso. Di solito, il soggetto si  riferisce alla propria esperienza in termini generali o in seconda o terza persona (da SaraBreschi.it, il pdf completo e ben fatto e’ qui).

Che palle gli stereotipi.

L’immagine viene da qui
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