Siamo stati ad un barbeque. Oddio, bisogna dire che era uno strano bbq, visto che siamo a Miami. Il padrone di casa e’ un bostoniano sposato con una peruviana, e hanno due bimbe meravigliose. La grande compiva tre anni ed ecco l’occasione per l’invito.
Ma perche’ alle 15?
Non e’ pranzo e non e’ cena e io alle 11 ho fame, cosi’ arrivo li’ che praticamente sono sazia.

C’e’ un sacco di gente e ci sono dei bimbi, quasi tutti figli di immigrati e tutti parlanti inglese, a differenza dei genitori. Questo mi e’ piaciuto tanto. E mi e’ piaciuto rendermi conto che mi e’ facile comunicare con i bimbi, di solito si utilizzano frasi piu’ brevi che in una conversazione con gli adulti, e insomma dai, alla fine me la sono cavata un po’ con chiunque, perfino con la nonna che parlava solo peruviano. A parlare faccio schifo come sempre insomma. Pero’ capisco molto piu’ di prima, entrambe le lingue.

Alle 16 vengono serviti gli hamburgers. La festa pero’ e’ tutta in casa nonostante l’appartamento disponga di un giardino con vista lago, ma l’umidita’ e’ feroce e nessuno si azzarda a stare fuori. Il mio vestitino prendisole e’ praticamente inutile se non come asciugamano: per uno strano fenomeno atmosferico inizio a sudare copiosamente, e bevo acqua, e piu’ bevo e piu’ sudo, insomma, dopo un po’ sarebbero da strizzare anche le mutande, e menomale che me ne sono stata buonina sul divano con la piccola di casa.
Avendo pranzato (noi donne incinte abbiamo questa strana abitudine) non ho affatto fame, ma pare brutto stare li a guardare, no? E cosi’ anziche’ mangiare il superpanino pieno di cose come fanno tutti mi accontento di un hamburger al piatto con contorno di pomodori.
Cioe’, credevo fossero pomodori.
Erano pomodori e anguria. Non potete capire che bonta’, la rifaro’ sicuramente!

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via myrecipes.com

Ogni occasione di incontro che si rispetti, qui in America, e’ caratterizzata dal melting pot. Ieri c’erano

due italiani (heh?)
una spagnola dagli occhi bellissimi residente a NY col compagno americano
i loro due amici niuiorchini e una bimba bionda s p e t t a c o l a r e
una cinese con visto lavorativo – in scadenza, dovra’ tornare in patria
un afroamericano con moglie e figlio supersagoma
duecentottanta peruviani
un cubano (uno!!! incredibile).

Siamo stati davvero bene, non fosse stato per l’allergia al pelo di gatto che dopo qualche ora inizia a colpire a qualunque latitudine e cosi’ ci siamo defilati. E’ stato divertente, si imparano tante cose osservando una festa. Gli usi e i costumi di un popolo – uno? – sono caratteristici. E unici.

Cosi’ come il papa’ della festeggiata che ha continuato imperterrito a parlare con noi mentre il canetto spaventato gli e’ saltato addosso inseguito da tre bambine urlanti e felici. Non ha fatto una piega una. Abbiamo da imparare.
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