Indiani, nativi americani della Florida

Gli Indiani d’America, chiamati Native Americans, furono i primi abitanti di quelli che oggi sono noti come Stati Uniti. Originari della Siberia, del Pacifico, dell’Asia e dall’Africa, si stabilirono nel territorio che alla fine dell’800 venne conquistato dagli Europei, che li sottomisero e confinarono in riserve. Proprio cosi’: furono per primi gli spagnoli a compiere il massacro dei nativi americani della Florida, in nome dell’espansionismo e del loro assoggettamento alla religione cattolica.

Se negli Stati Uniti le tribu’ indiane sono tantissime, in Florida ci sono i Seminole, che al loro interno sono composti da differenti gruppi:

  • Ais & Apalachee
  • Calusa
  • Creek
  • Miccosukee
  • Timucua & Yemassee

A Miami la presenza degli Indiani e’ forte, e come in altre parti degli Stati Uniti sono i nativi americani ad avere le proprieta’ dei casino. A Bayside Mall c’e’ Hard Rock Cafe’, che come Hard Rock Casino e’ proprieta’ dei Seminole. Il famosissimo Guitar Hotel di Hollywood e’ proprieta’ dei Seminole, ed e’ una delle principali attrazioni del South Florida!

Verso ovest, invece, c’e’ il casino degli indiani Miccosukee. Sulla Tamiami Trail si trova infatti il Miccosukee Resort and Gaming, che fa il pienone… alla festa della mamma!

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I casino hanno infatti permesso ai nativi americani di conquistare la loro indipendenza economica dagli Stati Uniti.

Storia e cultura dei nativi americani della Florida

Ma se vogliamo parlare di storia e cultura, e’ altrove che dobbiamo guardare. A Miami si trova il sito archeologico Miami Circle, un piccolo resto dell’insediamento Tequesta risalente al 500 A.C.
Si ritiene che fosse un luogo dedicato a cerimonie, ma indubbiamente e’ l’unica prova di un insediamento preistorico sull’intera costa Est degli Stati Uniti, come hanno testimoniato anche altri ritrovamenti nell’area del Miami River.

D’altronde lo stesso nome della citta’ di Miami, nata esattamente in quest’area, sembra derivi proprio dalla parola indiana Mayaimi che significa grande bacino. La tribu Mayaimi infatti degli indiani Calusa viveva nella zona del lago Okechobee. E in generale, viaggiare in Florida significa trovare tantissimi nomi risalenti ai tempi in cui i nativi americani abitavano in queste zone.

Chiunque abbia percorso in macchina la strada che da Miami verso Naples, si sara’ reso conto che attraversare le Everglades significa entrare in territorio indiano. La strada piu’ bella e’ la 8, che uscendo da Miami diventa Tamiami Trail. Questa e’ la zona dove vivono i Miccosukee.

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Per viaggiare verso il Golfo del Messico il mio consiglio e’ di fare quella strada anziche’ la 75 – in grigio sopra nella mappa. E’ pressappoco la stessa durata ma e’ infinitamente piu’ bella. La prima volta che la percorremmo non avemmo nemmeno segnale al telefono per tutto il tragitto (come accade a tratti anche sull’altra strada) ma era 9 anni fa. Oggi e’ sicuramente differente, ma la foresta e’ molto meno addomesticata dell’altra e puo’ capitare di incontrare alligatori e si intravedono le case private degli attuali residenti. Di sicuro si respira di piu’ la cultura indiana, certo andando oltre gli stereotipi ad uso turistico.

La tribù Miccosukee in South Florida e le guerre Seminole

Come detto, verso la fine del 1500 gli Spagnoli costrinsero i nativi americani della Florida ad abbandonare le loro terre per occuparle. Nel tentativo di sfuggire alla conversione religiosa e alla morte, I Miccosukee trovarono rifugio in altre zone degli Stati Uniti, ad oggi Georgia e Alabama, gia’ abitate da altri nativi, a cui si unirono. Ma successivamente arrivarono gli Americani a reclamare quei territori, con i nativi a resistere all’annessione, fino alla dichiarazione della prima guerra Seminole del 1818.

I Miccosukee riuscirono a rimanere nel cosiddetto Florida Panhandle per un periodo, finche’ di nuovo le truppe americane e i mercanti di schiavi arrivarono a minacciarli. I Miccosukee si spostarono quindi a sud, nelle aree di Gainesville e della Tampa Bay. Ad oggi restano alcune tracce a Philippe Park, Safety Harbor, e Crystal River.

via Flickr
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Quando nel 1821 la Spagna vendette la Florida agli Stati Uniti, gli americani riconobbero ai nativi americani il loro diritto di tornare a vivere i loro luoghi originari. Da entrambe le parti si negozio’ la pace, e ai nativi vennero riconosciuti ampi territori in Central Florida. La tregua purtroppo duro’ solo pochi anni.

Gia’ nel 1830 il cosiddetto Indian Removal Act obbligo’ i nativi a spostarsi verso Ovest. I Miccosukee si unirono ad altre tribu’ nella seconda guerra Seminole, dal 1835 al 1842, e poi la terza, dal 1855 al 1858. Durante questi sanguinosi anni i Miccosukee scapparono verso le Everglades, e li’ rimasero.

I Miccosukee dovettero adattarsi a vivere in un nuovo territorio, in piccoli gruppi anziche’ in grandi tribu’ come erano abituati, e dovettero imparare a coltivare frutti anziche’ il granturco. Pelli di alligatore, cervo e penne divennero la merce di scambio in citta’ per acquistare tessuti, pistole, sale e caffe’.

I Miccosukee oggi

I Miccosukee ai primi del ‘900 erano i discendenti degli originari 50 nativi americani che riuscirono a sfuggire alla cattura, e che si trasferirono alle Everglades. Ma le minacce non erano terminate.

Con l’enorme espansione di Miami, e la costruzione della Tamiami Trail nel 1928, gli americani concessero le licenze di gioco e pesca anche ai non Indiani. Finalmente, nel 1947 ai Miccosukee venne riconosciuto il diritto inalienabile di abitare le terre nella zona delle Everglades. I Miccosukee hanno le loro leggi, le loro scuole, e la loro polizia.

I Miccosukee hanno mantenuto viva la loro cultura, la loro lingua, la loro medicina. Tuttora molti preferiscono vivere in case simili a quelle originarie, capanne rialzate da terra con il tetto ricoperto da paglia o altra vegetazione. Anche i turisti possono provare come sia vivere in queste abitazioni tipiche dei nativi americani della Florida! Ve l’ho raccontato in questo post sul glamping in Florida, e si chiamano chickee cabins.

via Seminole Tribe of Florida – clicca sulla foto per leggere

Il villaggio Indiano Miccosukee, Tamiami Trail

Il Miccosukee Indian Village and Airboat Rides e’ un autentico campo indiano con chickee messe a forma di stella, che circondano il chickee centrale dove si cucina. Il villaggio include anche un museo sulla tipica cultura indiana, e un teatro per gli show con gli alligatori.

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Il villaggio, e il casino, garantiscono ai Miccosukee l’indipendenza economica e l’autodeterminazione. Dal 1960 gli Indiani Miccosukee hanno i loro ospedali, la corte, programmi per anziani e gli asili, basati sulla loro cultura. La popolazione dei Miccosukee conta solamente 550 persone. Gli unici autorizzati a far parte della Miccosukee Tribe of Indians of Florida sono coloro con almeno mezzo sangue indiano Miccosukee, che non appartengono a nessun’altra tribù.

La bandiera dei Miccosukee ha colori che richiamano il cerchio della vita (giallo, rosso, nero, e bianco), e le direzioni nord, sud, est, e ovest. I Miccosukee vedono l’intero universo girare lentamente in cerchio, come usavano fare nei loro cerimoniali intorno al fuoco, in un eterno ritorno alla vita.


E’ interessante cercare di vedere le cose con gli occhi di un tempo, la loro cultura e manifattura. Certamente oggi non e’ piu’ lo stesso e la difesa dell’identita’ culturale dei nativi americani della Florida si va lentamente perdendo, ma si puo’ fare ancora molto per sostenerla.

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9 commenti

  1. ciao, abbiamo attraversato le everglades verso naples e anche noi siamo stati isolati in mezzo alla foresta. speravamo di visitare qualche villaggio indiano ma erano tutti sprangati da cancelli e non abbiamo avuto il coraggio di fermarci e bussare.

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