When life gives you lemons… ne avevo gia’ accennato, solo che stavolta del limone erano rimasti e semi e quel fine settimana lungo gia’ programmato e’ stato rimandato non una ma due, tre, quattro volte, fino a che ho cancellato la prenotazione e lo abbiamo sostituito con un comodissimo viaggio di un giorno.

Partenza al venerdi’ dopo lavoro, ci fermiamo a mangiare da Cracker Barrel alle porte di Naples. Cracker Barrel ha su di me l’effetto che l’autogrill aveva su Mimmo che tornava in Italia a votare (se questi tre indizi non vi dicono nulla siete molto giovani o la vostra cultura cinematografica e’ purtroppo molto poco nazionalpopolare). Stavolta ho comprato un paio di orecchini e una lampada bellissima fatta da un contenitore del latte. Se invece non conoscete Cracker Barrell leggete questo post.

Un’ora e mezza dopo la nostra ottima cena siamo a Osprey, complessivamente 3 ore da Miami. Gli alberghi a Siesta Key sono molto cari anche in bassa stagione, visto che la richiesta c’e’ tutto l’anno. Su Expedia avevo trovato questo affare a Osprey che dista solo 9 miglia, e mi sono detta che per una notte valeva la pena rischiare. Arrivare alle 10 di sera e trovare un albergo la cui struttura e’ orrenda non e’ esattamente il massimo della vita, ma mi ha subito colpito che nel parcheggio c’erano tantissime macchine e due famiglie con bambini piccoli che rientravano.

A dispetto delle apparenze l’albergo era completamente ristrutturato, tutto era nuovo e pulito. Il bagno della camera era enorme, i letti comodi e la moquette nuova, e la mattina dopo avremmo scoperto di avere un terrazzino – e un buono per un cocktail al tiki bar, che non abbiamo consumato.

Quello che piu’ mi ha stupito la mattina dopo non e’ stata tanto la bellissima piscina che pure avevamo visto sulle recensioni, quanto la classica colazione americana al buffet con scrumbled eggs, bacon e salsicce. Il caffe’ americano era buono (con 20 bustine di zucchero e aromatizzato alla vaniglia) e la spremuta di arance fresca. Tutto questo per meno di 90$ a notte, che qui in Florida e’ n i e n t e.

In venti minuti siamo in spiaggia. Questo e’ l’ingresso della spiaggia pubblica di Siesta Key: enorme, accessibile alle carrozzine (le beach wheelchairs sono a disposizione), con parcheggio gratuito. Come tante spiagge della Florida il consiglio e’ di arrivare al mattino. A mezzogiorno la ressa per il parcheggio (e l’insolazione) sono assicurati.

La sabbia e’ compatta, totalmente diversa da quella di altre spiagge, e molto sottile, ed e’ croccante sotto i piedi. Una grande area prima del bagnasciuga ha cosi’ tanta acqua che un ragazzino sta imparando ad andare con la tavola. Ci sono anche un bar con annesso negozio di articoli da spiaggia e souvenir, un bancomat, e dei campi da beach volley. Noi proseguiamo fino alla battigia, abbiamo sedie e ombrellone.

La caratteristica di questa spiaggia e’ il lungo bagnasciuga, su cui al tramonto si fanno le foto migliori. L’acqua e’ sempre bassa e perfetta per i bambini. Ci sono pesci che nuotano accanto ai piedi, e tantissime piccole telline vive, che mai ho visto su altre spiagge in Florida.

Sono una persona irrequieta, lo riconosco. E cosi’ dopo due ore in spiaggia sotto il sole torrido di agosto chiedo a mio marito E se andassimo a vedere il Museo di Dali a St. Petersburg? D’altronde la nostra rivincita su Siesta Key, su quel viaggio funestato da pioggia e congiuntivite, ce l’eravamo gia’ presa eccome.

Leggi: Da Siesta Key a St. Petersburg

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