Siamo appena usciti dall’incubo burocratico del comprare casa e devo raccontare a caldo com’e’ andata.

Dopo anni di recessione a causa della bolla economica per i mutui subprime, da qualche mese i prezzi degli affitti hanno ricominciato a salire a Miami, stabilmente entrata nella top 10 delle citta’ piu’ care di America. Avevo raccontato del perche’ nel nostro ultimo trasloco eravamo passati da un 2 bedrooms / 2 bathrooms ad un 1/1, per il quale pagavamo la bellezza di 1750$.

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Miami rentals
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Quel trasloco fu necessario perche’ non avevamo ancora la possibilita’ di comprare una casa: il credito di mio marito (io ero a zero, stavo per iniziare a lavorare) era sceso a causa di una carta di credito non chiusa e aveva 25$ di scoperto. Venticinque stupidi dollari che ci avevano fatto perdere la possibilita’ di accedere ad un mutuo da parte della banca.

Il credit check si ha anche per gli affitti, ma quando si ha un credito basso (o inesistente, nel caso degli immigrati di recente) affittare una casa non e’ impossibile: di solito le associazioni condominiali chiedono piu’ mensilita’ in anticipo, con un money order, a copertura dell’eventuale mancato pagamento. Si fa uno sforzo in piu’ al principio e si continua a costruire un buon credito grazie ai pagamenti regolari sulle carte – si’ si’ dovro’ scriverne un post prima o poi.

Abbiamo iniziato a cercare una casa da comprare lo scorso marzo, vagliando l’area di Weston, a nord ovest rispetto a Miami. Bellissima zona, tantissimo verde, prezzi abbordabili, scuole ottime. Un sogno. Solo abbiamo dovuto fare i conti con il nostro quotidiano: lavorando entrambi distanti e conoscendo bene il traffico di Miami, avremmo passato almeno 2 ore in macchina. Almeno due al giorno. Troppo.

Quindi abbiamo preso in considerazione Kendall, un bel quartiere non meno caotico ma sicuramente piu’ vicino. Abbiamo iniziato mollemente a rispondere agli annunci delle agenzie, con l’esperienza italiana alle spalle, per scoprire subito che invece qui il mercato e’ aggressivissimo. Il primo motivo e’ che qui le case non sono date in esclusiva ad un’agenzia immobiliare: si assegna ad un realtor, ma anche altri agenti hanno accesso alla casa (tramite un fighissimo sistema di lucchetti con codice), e in caso di acquisto dividono la percentuale.

 

 

Trasloco prima casa Key Largo
la nostra prima casa a Key Largo

Il secondo motivo e’ che le case a Miami vanno via in due giorni, e non e’ un modo di dire. Per la fascia di prezzo che prendevamo in considerazione, ma ci hanno poi detto in generale per tutte le case fino a 500mila $, ci sono investitori (non necessariamente residenti in America) che fanno offerte cash, online e viziano i venditori, che ovviamente davanti all’offerta economica immediatamente disponibile, magari superiore alla richiesta, non ci pensano proprio ad aspettare i tempi di una banca. E succede anche negli affitti eh, qualcuno che vuole proprio accaparrarsi quella casa offre piu’ del prezzo di listino. Mettiamoci pure che, ci hanno detto, sarebbe stato opportuno comprare entro maggio perche’ durante l’estate i prezzi salgono molto a causa dei traslochi per le scuole – qui ci si iscrive alla scuola assegnata per distretto.

Abbiamo visto tre case e ci siamo fissati con una, per scoprire che l’associazione condominiale non accettava il tipo di mutuo per il quale eravamo stati approvati. Perche’ qui si puo’ comprare con mutuo regolare, dando un anticipo sull’acquisto del 20%, o cercare un mutuo FHA, con solo il 4% di down payment ma piu’ interessi sul mutuo, a garanzia ovviamente di chi i soldi li eroga.
E un’altra grande differenza rispetto all’Italia e’ che qui esiste la figura del lender, una persona (societa’) che presta denaro esattamente come le banche ma con tempi decisamente piu’ brevi. Esiste anche il broker ma noi non ne abbiamo avuto bisogno, o forse avremmo dovuto, chissa’.

Cambiamo ancora area, ci concentriamo a sud, verso Homestead, zona a favore di portafoglio, in fortissima espansione immobiliare, dove i mutui FHA sono piu’ frequentemente accettati. Abbiamo contattato un lender e presto ottenuto una preapproval letter, da mostrare al venditore nel caso fossimo stati interessati ad un acquisto.

Dopo aver perso altre due occasioni scippate sotto il naso, un sabato abbiamo appuntamento per vedere quattro case, ma alla seconda siamo gia’ a casa della nostra realtor per fare un’offerta di acquisto per una bella casa che abbiamo entrambi amato al primo istante, e ce lo siamo detto senza parlare, guardandoci negli occhi.

Comprare casa a Miami

Pensavamo che l’offerta accettata, dopo un tira e molla di tre giorni, con 8000$ in piu’ sul piatto, fosse un punto di arrivo, come in Italia.
Maddeche’.

Abbiamo iniziato a mandare documenti, di cui ci hanno chiesto spiegazioni di ogni rigo scritto. Abbiamo dato garanzie, abbiamo visto il nostro mutuo confermato al venerdi’, evaporato al lunedi’, per poi averlo di nuovo in mano al mercoledi’ successivo. Abbiamo avuto forti dubbi sull’equilibrio mentale della nostra lender. Abbiamo disdetto il contratto di affitto un po’ troppo velocemente e ci siamo trovati, ad un certo punto, senza lavoro per mio marito, che si era gia’ licenziato senza avere ancora firmato il nuovo contratto, e senza casa, pronti a considerare un trasferimento in un extended stay hotel mettendo i mobili in magazzino. Abbiamo chiuso, la faccio breve, in due mesi dall’offerta, ottenendo 30mila in meno di quello che era stato scritto inizialmente sulla lettera di approvazione, con tutti gli amici che ci hanno fatto la ola per essere stati fin troppo ottimisti tenaci.

Ma e’ nostra.

E ci trasferiamo domani.

Il giorno della chiusura abbiamo scoperto qualche altra bella differenza rispetto all’Italia: la title company presso cui avremmo firmato ha dato tre appuntamenti differenti a me, mio marito e alla venditrice per venire incontro alle esigenze lavorative di tutti. Al termine il responsabile ha regalato due bottiglie di vino, una a noi e una alla realtor, la quale ci ha regalato un bigliettino di auguri con dentro 100$.

Dopo cinque anni di matrimonio (il primo), un divorzio, il trasloco in una nuova casa, un nuovo fidanzato che dopo otto mesi se ne va in America, tre anni e mezzo separati, il mio trasferimento negli Stati Uniti, una figlia, tre case cambiate a Miami, un nuovo lavoro anche per me, ora finalmente abbiamo la nostra casa, un giardino, ora posso mettere radici.

Posso finalmente iniziare ad invecchiare.

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